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Tre su quattro

Oggi termina il round robin: 32 squadre delle 96 partecipanti proseguiranno la competizione mentre per le altre la corsa si fermerà stasera.
Tutte le nostre quattro squadre sono ancora in corsa; tre si trovano nelle prime otto posizioni, la quarta ha ancora qualche possibilità di rientrare. Non diciamo nulla, e andiamo a raccontare quello che succederà in questa giornata sicuramente emozionante.

Turno 21

Open: Italia-USA 2
Duboin-Madala e Lauria-Versace

Ladies: Italia-Francia
Chavarria-Paoluzi e Piscitelli-Saccavini

Seniores: Italia-Svezia
Mina-Pulga e Comella-Sabbatini

Mixed: Italia-Danimarca
Cima-Dessì e Baroni-Gandoglia

Nessun incontro tenero, come si vede. La squadra open gioca il terzo incontro consecutivo in BBO, potremo pertanto seguirli in diretta.
In aperta Versace-Lauria E-O contro Kranyak-Demuy; in chiusa Duboin-Madala contro Bathurst-Hurd. Uno scontro davvero stellare.
Dopo un board pari, la mano 2 (che ci costa 6 MP) è utile a capire il tipo di bridge che gioca questa gente

Ovunque la licita va 2 cuori Est, 4 cuori Ovest, un down perché l’Asso di fiori è malmesso. Da noi no: Nord in zona contro prima inventa la riapertura di contro. E’ un azzardo notevole, perché chiaramente Ovest dice 4 cuori con due tipi di mano: quella con cui mantiene e quella con cui sbarra. Se siamo nel primo caso, andare a mettersi in mezzo in zona contro prima può essere folle. Il contro in questa situazione è pertanto una specie di roulette russa, gioco nel quale i nostri avversari sono maestri.
E fa parte del gioco anche il 4 picche con tre carte, avendo la sesta di quadri: un vero rilancio al buio. In questa mano a 5 quadri si va quasi certamente due down, mentre a 4 picche si gioca sul filo del fuorigioco: non ci fosse la 3-3 daremmo per certo il bagno di sangue, ma anche così meno di 500 non si può pagare. Ma vedete il filo dell’azzardo: se Versace avesse avuto una cuori di meno sarebbe passato, Lorenzo avrebbe contrato e la cosa avrebbe spostato circa 800 punti. E 5 quadri probabilmente sarebbe stato contrato da entrambi, perché Alfredo ha carte con cui può ben pensare di batterlo. Ma Alfredo ha un fit troppo bello per lasciar giocare 10 prese all’avversario; perfino sapendo che di là ci sono due prese difensive la decisione potrebbe essere sbagliata, se l’Asso di cuori non passa. Quindi dice 5 cuori, prende il contro e va 2 down.
Alla successiva il divario si allarga.

La mano è sfacciatamente favorevole al sistema avversario: dopo il piccolo barrage a 2 quadri, chiamare slam è un’impresa impervia. Nord rialza a 3 quadri, Lauria dice 3 picche e Versace 3SA: le fiori sono scomparse.
Di là apre Bathurst di 1 fiori, risponde Hurd di 1 picche, intervento a 2 quadri di Madala. Dopo due passo (forse ci stava un 3 quadri di disturbo, in prima) Hurd riapre di contro, Bathurst dice 2 cuori, Est forza ancora con 3 quadri e Ovest dà il fermo a 3SA.
Est ora riapre a 4 picche mentre ci aspettavamo il 4 fiori, ma probabilmente con la monocolore Hurd non sarebbe passato per il 3 quadri ma avrebbe detto direttamente 3 picche, quindi questa licita promette qualcosa a fiori, visto che Ovest dice 5 fiori e Est rialza a sei. Possono peraltro mancare due Assi, la Q di atout chissà dov’è, pazienza. (Questa mano mi ha un po’ irritato, forse si capisce).
Alla 4 tutti difendono a 5 fiori 1 down contro 4 picche che si fa, siamo tutti in zona, Bathurst contra e Versace no. Pessimo inizio, 21-0 per i cowboys.
Tre mani pari ci portano alla 8 dove c’è il grande slam

Gli americani lo chiamano così: 1 picche Nord – 2SA Sud (fit) – 3SA (massimo e picche belle) – 4SA (Keycard) – 5SA (keycard pari e un vuoto) – 7 picche.
I nostri: 1 picche – 2SA – 3 picche (che evidentemente non è minimo…) – 4SA (keycard) – 5 picche (2 + la Q) – 5SA (indagine) – 6 fiori (K di fiori) – 7 picche.
Ancora contro sistema alla 10, l’apertura di 2SA impedisce agli avversari di avvisarci che manca il fermo a picche, 3SA – 3. Gli americani sanno tutto, deviano a 4 quadri, 1 down solo (naturalmente in zona). Due piccoli recuperi nostri ci tolgono finalmente dallo zero, qualcosa segnano anche gli americani, finisce 30-6 per loro.
Sconfitta severa, ma le nostre chances sono ancora quasi intatte perché Israele e Danimarca non vanno oltre il pareggio contro Nuova Zelanda e Bulgaria, e USA 1 le prende dalla Norvegia che guadagna un po’ sul calderone. Siamo ottavi con 6 VP sulla Danimarca e 7 su Israele. Come calendario per noi lo scoglio grosso è superato, e ci aspettano due incontri con squadre non deboli ma tagliate fuori: Nuova Zelanda e Canada.

Situazione simile per le Ladies che hanno perso 38-20 con la Francia e sono ora settime con 10 VP sulla Francia medesima e 11 sulla Norvegia. L’incontro duro è alle spalle, e ci aspettano due impegni abbordabili come Australia e Belgio.
E’ stato decisivo per contenere la sconfitta questo 6 cuori nella 4-3 chiamato da Chavarria-Paoluzi:

Apre 1 picche Paoluzi, 2 fiori Chavarria, 2 cuori qualsiasi forza, 2SA chiede, 4SA Simonetta la 5422 massima, 5SA Margherita scegli uno slam, 6 cuori: ottima scelta, Simonetta. Lo slam a cuori è il migliore: a 6 picche ci vuole la 3-3 schietta, 6SA aggiunge varie possibilità di squeeze ma a occhio non arriva molto sopra il 50%, 6 cuori invece aggiunge la chance fondamentale del taglio della terza picche: così vinciamo anche con la 4-2 corta in Sud, e con la 4-2 corta in Nord se non c’è il surtaglio di 10 di cuori. Aggiungendo la condizione delle cuori non peggio che 4-2 siamo certamente sopra il 70%.

I Seniores hanno vinto di misura contro la forte Svezia (51-49). Non sarebbe un risultato da buttare via in un’altra situazione di classifica, ma oggi serve a poco o nulla; e il punteggio alto suggerisce che qualche occasione si sia persa anche qui. La matematica ancora non ci condanna, ma le chances di farcela sono vicine a zero.

La squadra Mixed vince con il minimo scarto contro la Danimarca (39-38) ed è quinta, sempre con un confortevole vantaggio sulla nona (27 VP). Anche qui manca solo la conferma matematica.

Turno 22

Open: Italia- Nuova Zelanda
Duboin-Madala e Lauria-Versace

Ladies: Italia-Australia
Chavarria-Paoluzi e Aghemo-Buratti

Seniores: Italia-Norvegia
Mina-Pulga e Buratti-Failla

Mixed: Italia-Lettonia
Manara-Attanasio e Baroni-Gandoglia

Nessuno dei nostri su BBO, e in effetti non si tratta di match di cartello, ma comunque impegnativi, con avversari che sanno giocare bene e che, senza essere nel novero delle papabili (a parte la Lettonia), sono comunque in zona centroclassifica.

Mi chiedo se la stessa sensazione di risultato ingiusto, che mi aveva accompagnato durante l’incontro della nazionale Open di questa mattina, fosse uguale alla percezione dei giocatori che lo avevano subito. Se è così, se si sono seduti con l’idea di avere un credito da riscuotere, ebbene, la Nuova Zelanda era forse l’avversario giusto al momento giusto. Anche loro amano il bridge con la clava come USA 2; ma un gradino sotto come talento e pericolosità. E la clava è uno strumento pericoloso anche per chi la usa.

I kiwi chiamano 4 cuori, Lauria contra: 4 down, che pur in prima fa 800. Di là 2 picche per NZ, +12.

6 quadri è un salto nel buio, e il neozelandese non casca bene: nessuna chance di mantenere. Di là Duboin e Madala dopo un approccio giocano un tranquillo 4SA+1, +13.

La ciliegina all’ultimo board, un 3SA davvero disperato in N-S. Lauria contra di nuovo: tre down, 500 che si sommano al down a 2 picche dei neozelandesi in aperta: +12.

Alla 23 le Ladies lo slam lo fanno, perché lo chiamano a senza atout. Mano fortunata (già, ci vogliono anche quelle: non lo sapevate?) che inverte la tendenza nell’incontro con l’Australia in cui a quel momento eravamo sotto. L’attacco cuori anticipa il primo impasse, e poi Aghemo passa la carta giusta a picche e incamera.

E alla 32 marcano 500 anche i Seniores, contrando 3 fiori e facendo tutti i tagli del mondo. Anche i Seniores devono coltivare una bella… incavolatura (fascia protetta) per come sono andate le cose, suppongo.

A un turno dalla fine abbiamo due qualificazioni matematiche.
La squadra Open è nei quarti, traguardo raggiunto battendo la Nuova Zelanda 65-2. Talento ed esperienza messi sul tavolo nei momenti che contano, e le posizioni decisive sono state riguadagnate. Rimonta notevole: siamo sesti a 2 VP dal quarto posto.
La squadra Ladies ha battuto 41-29 l’Australia: non c’è ancora il conforto della matematica, per cui pur non essendo superstiziosi ce ne stiamo ben zitti ad aspettare. Siamo settimi, alle nostre spalle la Francia che sembrava fuori e che invece ora ha consolidato l’ottava posizione con 12 VP sulla Norvegia (noi ne abbiamo 18).
La squadra Mixed è anch’essa nei quarti dopo aver battuto la Lettonia 36-15. Con questo risultato risale al terzo posto, e incominciamo quindi a pensare alla possibilità di scegliere l’avversaria.
Ho lasciato per ultima la squadra Seniores, che ha regolato un avversario insidioso come è abitualmente la Norvegia (che però qui nel Mixed non è andata bene) per 35-10. La situazione di classifica è questa:

e c’è davvero da mordersi i gomiti pensando che sarebbe bastato qualche VP per giocarci il passaggio con ben altre chances.
La cosa curiosa è che, mentre la Bulgaria gioca un incontro comunque non semplice contro l’Australia, le squadre dalla 9 alla 13 incontrano le prime cinque. A noi tocca la Polonia quarta; risalire cinque posizioni in un incontro solo sembra un piccolo miracolo, ma hai visto mai?

Turno 23

Open: Italia-Canada
Duboin-Madala e Lauria-Versace

Ladies: Italia-Belgio
Aghemo-Buratti e Chavarria-Paoluzi

Seniores: Italia-Polonia
Mina-Pulga e Buratti-Failla

Mixed: Italia-Croazia
Dessì-Cima e Manara-Attanasio

Ultimo turno senza motivazioni. I giochi erano virtualmente fatti per le nostre 4 squadre: l’unico verdetto ancora marginalmente in sospeso, quello relativo alla squadra Seniores, in realtà non era più nelle nostre mani, lo abbiamo capito subito quando la Bulgaria ottava ha incominciato a macinare MP contro l’Australia (finirà con un cappotto). A noi la Polonia non ha regalato niente (e perché avrebbe dovuto), e la sconfitta pur di misura ci colloca al dodicesimo posto, a una quindicina di VP dalla qualificazione.

Una mano interessante, dalla distribuzione capricciosa

Se a 6 cuori la difesa non attacca fiori, la mano diventa ovviamente una passeggiata di salute. Però è quasi certo che Sud abbia manifestato – probabilmente anche ad alto livello – la sua predilezione per questo seme, e in ogni modo l’attacco naturale è fiori per entrambi i difensori. Ora non abbiamo più il tempo di affrancare la quadri, e dobbiamo rivolgerci alle picche. C’è però una complicazione anche lì: gli ingressi al morto ci rendono impossibile affrancarle se sono divise 4-2. Apparentemente ne abbiamo tre (J di cuori, Asso di picche, 9 di cuori) ma se dopo aver battuto due giri e tagliato due picche usiamo la quinta atout per rientrare, la fiori non la tagliamo più. Dobbiamo quindi decidere se giocare sulla 3-3 (o Q in caduta) battendo in testa, o fare l’impasse.
Senza intervento la giocata giusta è battere: si vince contro la 3-3 e contro la Q seconda, come nella fattispecie, e questo in totale fa qualcosina di più del 50%. Ma ovviamente un barrage fatto da Sud aumenta sia la probabilità che il seme sia maldiviso, sia la chance di trovare la Q in Nord: pertanto diventa nettamente più probabile vincere facendo l’impasse. Non in questa mano, chiaro; ma mani dispettose ne abbiamo viste passare a palate.

Proviamo a fare un bilancio di questa settimana piena di mani e di emozioni. La premessa indubbia è che qualificare tre formazioni su quattro ai quarti è un indubbio successo di gruppo. A Wuhan (dove però le Ladies non erano presenti) solo la squadra Open superò il round robin: il progresso è evidente.

OPEN

Qualche difficoltà di troppo nella fase centrale, culminata con la irripetibile sconfitta contro Guadalupe, ha creato un po’ di suspence. Per parecchi turni la squadra ha galleggiato appena fuori dalle posizioni nobili, rientrandovi però con un finale imperioso. Da ricordare le schiaccianti vittorie contro Norvegia e Israele; meno prestigiosa quella con la Svizzera capolista, determinata dall’incredibile svista di Gawrys.
Che possibilità ci sono? Infinite, verrebbe da dire guardando il palmares dei quattro titolari. Che però, per l’appunto, sono solo 4. Hugony e Vinci hanno fatto il loro compito, offrendo cambi e riposo ai compagni negli incontri più facili, e lo hanno fatto bene: lo testimonia la loro Butler, peraltro non comparabile con le altre perché ottenuta appunto contro gli avversari di minor valore. Quanto reggerà alla fatica il quartetto che giocheranno presumibilmente da qui in avanti? La risposta la vedremo nel nostro piazzamento finale.

LADIES

Ho fatto un sacco di tifo per questa squadra (non molto di meno per le altre, a dire il vero) perché adoro le rimonte, e una partenza così nera seguita da un riscatto così repentino non potevano non emozionare me e tutta la tifoseria. Le ragazze hanno superato momenti difficili anche durante il torneo, qualche sconfitta inattesa, l’assenza per un giorno della Piscitelli che ha costretto le altre a giocare in quattro. La qualificazione è strameritata e rispecchia il valore di questa squadra, che forse non vincerà (smentitemi, vi prego!) ma che ci può dare ancora soddisfazioni qui a Salso e anche in futuro.

SENIORES

I leoni di Lione qui hanno ruggito ben poco. Una buona partenza, con un fuggevole primo posto dopo il quinto turno; poi una lunga fase centrale sottotono, con qualche errore a dir poco evitabile. I vari tentativi di rientro sono sempre stati interrotti da risultati negativi che ne hanno spezzato lo slancio. Anche per loro, il piazzamento mi pare rispecchi il livello di gioco espresso qui.
Ma non il loro valore. Perché in Italia questa squadra al momento non ha rivali; hanno vinto la selezione, sono qui non per gloria ma per merito. Quindi è verosimile che – se decideranno di giocare ancora insieme – sarà ancora su di loro che faremo affidamento per ritornare in alto in questa categoria.

MIXED

La qualificazione più sicura. Sono stati a lungo in testa, quasi sempre nelle prime quattro. Forse un eccesso di sicurezza ha fatto perdere loro qualche VP di troppo contro squadre di secondo piano, fino a scivolare fuori dalla top four, il che ha impedito loro di scegliere l’avversario per i quarti.
L’andamento altalenante potrebbe costare caro in un ko: c’è quindi da augurarsi che si stabilizzi il livello di gioco che tutte e tre le coppie hanno mostrato di saper esprimere a tratti, e nessun traguardo sarà precluso.

IL FUTURO: I QUARTI DI FINALE

Nessuna delle nostre tre rappresentative aveva il diritto di scegliere la propria avversaria, diritto che compete alle prime tre classificate. Vediamo i nostri accoppiamenti, ovvero da chi siamo stati scelti.
Nell’Open, dopo che la Svizzera si è accaparrata la giovane Inghilterra, l’Olanda ha scelto noi. Penso che sia il meglio anche per noi, considerando che le altre due alternative erano USA 2 e Ungheria, che ci avevano capottato entrambe. Abbiamo perso a dire il vero anche contro l’Olanda (in effetti abbiamo battuto solo due delle qualificate, Norvegia e Svizzera) ma con scarto minore e in circostanze meno traumatiche. Mi pare di poter dire che ce la giocheremo.
Nel Ladies, dopo che la Polonia ha scelto Danimarca e l’Inghilterra si è presa la Francia, la Svezia ha scelto noi lasciando la Turchia alle americane di USA 2. Anche l’Italia Ladies ha vinto solo due dei match diretti, con USA 2 e Polonia; con la Svezia è stata una sconfitta di poco in un incontro equilibrato e di basso punteggio. Non mi sento di dire che siamo favoriti, ma ce la giochiamo anche qui.
Nel Mixed abbiamo spaventato la compagnia. La nostra lunga permanenza nelle posizioni di testa ha fatto sì che nessuno ci ha scelto, e siamo quindi stati d’ufficio accoppiati alla quarta. Il problema è che la quarta è la Polonia, che così per istinto mi sembra sempre un brutto cliente. Ho trovato strana la scelta della Francia, prima classificata, di prendersi la Romania che non solo io consideravo una delle favorite: boh, sapranno qualcosa che io non so (molto facile). Abbiamo battuto quattro delle sette qualificate (Germania, Romania, Polonia e Lettonia), il che sembrerebbe mostrare una maggiore capacità di gestire gli scontri diretti rispetto alle altre qualificate: ma su 96 mani sarà tutta un’altra storia. Prevedo un incontro equilibrato, e forse potremmo farcela, chissà.
Ma le valutazioni sono chiacchiere, buone giusto per una serata. Da domani lasceranno il posto ai nudi fatti: ai risultati. In bocca al lupo ragazze e ragazzi, noi tifosi sugli spalti ci saremo come sempre: fateci sognare.

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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