Finale thrilling del Societario Femminile a Squadre

Ci si appisolava in rama, commentatori e pubblico, nel vedere scorrere mano pari dopo mano pari. Era l’ultimo turno della finale del Societario Femminile a Squadre e sembrava che i 30 imp di vantaggio nei confronti di Parioli con i quali TOP ONE aveva inaugurato le danze delle ultime 16 mani sarebbero rimasti pressoché immutati. Si erano lentamente ridotti a 22, per la verità, ma c’erano volute ben 14 delle mani previste per ottenere questa erosione, per cui ne mancavano soltanto due al termine. Io stavo commentando in Sala Aperta ed eravamo avanti di una mano, per cui fummo i primi a mettere il naso sulla mano 31:

Sala Aperta:
Molti commentatori osservarono che la solidità del fermo nel palo avversario avrebbe dovuto suggerire a Giuliana Pederzoli una maggiore aggressività (dote peraltro della quale non mi risulta sia sprovvista); d’altra parte i suddetti commentatori potevano rimirare a loro agio il
J piacevolmente collocato in impasse e entrambi i semi nobili graziosamente divisi, mentre a Giuliana era concessa solo la visione delle proprie carte fra le quali spiccava uno scoraggiante singolo di Cuori nel palo del compagno. Sia come sia, decise di abbandonare e le 3
chiamate da Antonella Novo vennero fatte giuste.
Si passò dunque alla mano successiva con questo tarlo nella mente di un possibile swing a favore di Parioli.

Sala Aperta:
Le siciliane giocano Fiori Forte, quindi 1
preparatorio e il 2
successivo suppongo mostrasse mano minima senza fit Picche. In qualche modo questa doppia dichiarazione del seme sembrò influenzare l’attacco della Pederzoli, che tra le due quarte minori scelse poco canonicamente quella meno onorata.
E’ facile vedere come questo attacco fornì alla Ferlazzo il tempo per sviluppare le Picche del morto cedendo la Dama e planando lieta a 10 prese. L’attacco Quadri avrebbe invece permesso ad Antonella Novo di esibirsi in un bel colpo difensivo: durante l’incasso delle Fiori si sarebbe certamente tenuta stretta tutte quante le sue Quadri e la
Q terza, asciugando il
K nella giusta convinzione che l’unica chance per battere fosse quella di trovare il
J in mano alla compagna. Così la mano sarebbe diventata infattibile anche a carte viste.
Mentre in Aperta si svolgevano questi fatti, con la coda dell’occhio seguivo lo sviluppo del board precedente in Chiusa:

Sala Chiusa:
Anche la Morgantini aveva scelto il prudente 2SA: era curiosamente stata la Dessì, con la sua mano minima, a prendere l’iniziativa che avrebbe portato alla manche. Sull’attacco di piccola Quadri, la Morgantini giocò l’unica chance possibile e cioè l’impasse a Cuori (chiaramente l’expasse non sarebbe bastato ad affrancare il seme) e questo portò rapidamente a 10 prese. Il primo swing da 10 imp si era verificato, e contando attentamente sulle dita mi resi conto che, se il 3SA fosse stato battuto in Chiusa, ad esso si sarebbero aggiunti altri 12 imp… per un clamoroso pareggio! Ma sarebbe davvero andata così?

Sala Chiusa:

In Chiusa si licitava naturale in Est-Ovest, e questo permise alla Dessì di entrare con il Contro e alla coppia di far venire fuori il fit Quadri. Ora l’attacco non sarebbe stato fallito di sicuro, e la Dessì certamente avrebbe ripetuto l’impresa della sua rivale scartando correttamente sulla sfilata delle Fiori.
Alla ricerca di un’alternativa Margherita Chavarria introdusse nella licita la sua quarta di Cuori, e dopo lunga sofferenza (notate che anche un ignominioso parziale sarebbe stato sufficiente a chiudere la vicenda a favore di TOP ONE, e tutti i tifosi della squadra torinese ben lo sapevano) la Piscitelli decise di chiamare la manche nobile.
Sull’ovvio attacco di Quadri la Dessì entrò con l’Asso. Sarebbe davvero impietoso sezionare questa mano dal punto di vista squisitamente tecnico, con tutte le carte squadernate davanti, senza prima ricordare l’emozione e la tensione che certo accompagnarono le giocate delle protagoniste. E’ tuttavia inevitabile osservare che due ritorni battono immediatamente e senza scampo:
– il singolo di Fiori: prima o poi il giocante dovrà muovere atout, se mette l’Asso cede tre prese oltre alla Quadri, se liscia entra Nord con il Fante e fa tagliare la compagna con la cartina dopodiché K-Q di atout producono la presa del down)
– la continuazione a Quadri, che avvia un’inevitabile fuorigioco (per il meglio la giocante taglia al morto e muove Cuori: stessa impossibilità di passare l’
A e quindi Nord in presa con il
J smonta il
K. Ora la giocante può andare al morto a Picche e muovere Cuori, ma Sud inserisce un pezzo e quando prende sul terzo giro di atout costringe Ovest al taglio con il quarto giro di Quadri promuovendo la sua quarta atout con ulteriore incasso della quinta Quadri: se fosse andata così il 2 down avrebbe addirittura fatto scattare +13 per Parioli, consegnando loro la vittoria per un piccolo enorme imp. Per evitare questo destino e strappare almeno i tempi supplementari, la Chavarria una volta coperto il pezzo di Sud con l‘
A avrebbe dovuto giocare per un down rinunciando alla chance della 3-3, incassando le sue prese nere e pagando i due tagli oltre a
A e
J: impensabile in duplicato a meno di non conoscere esattamente situazione e punteggio (e anche ad averlo saputo, pensate al peso della decisione che le avrebbe gravato le spalle… vincere il Campionato giocandosi la 3-3, perderlo con la 4-2, pareggiarlo giocando un down in sicurezza: probabilmente la sventurata sarebbe ancora lì a meditare).
La Dessì semplificò ahimé tutto tornando atout per la piccola del giocante e il J della Morgantini. Ora era finita, anche con il miglior ritorno Quadri: di sicuro la Chavarria avrebbe tagliato al morto e avrebbe fatto girare l’
8 assicurandosi il mantenimento, oltre che con la 3-3, anche con i due onori residui quarti in Sud come di fatto era. L’eventuale inserimento di un onore da parte di Sud non l’avrebbe disturbata perché il
K era ancora lì saldo a scongiurare il fuorigioco. Il ritorno atout della Morgantini non la obbligò peraltro a mostrare la sua bravura, e il mantenuto impegno portò un ulteriore imp nelle casse di TOP ONE per un finale di +13 per le torinesi.





