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Il torneo di Reggio Calabria

Bisogna proprio essere stupidi. Non tanto per essermi dimenticato la Ghestem fatta dalla mia deliziosa compagna ( che però nell’occasione non mi ha risparmiato uno sguardo incandescente che avrebbe sciolto anche i Bronzi di Riace ); e nemmeno per non aver dichiarato una manche a cuori facile facile: scagli la prima carta (fa meno male di una pietra) il bridgista a cui non è mai successo. No. Il motivo per cui “bisogna proprio essere stupidi” è di essere andato solo quest’anno, per la prima volta, a Reggio Calabria a partecipare al torneo a coppie e al torneo a squadre, nell’incredibile sede di gara del Circolo di Società affacciato su una stupenda darsena. Mai incontrato, nel variegato mondo del bridge, delle persone così accoglienti, gentili disponibili: dalla presidente del Circolo Emma Corigliano, a Mariella Polimeni, dalla quale Anfitrione avrebbe molto da imparare, a Pina Salnitro che ha dovuto rifare il tagliando dell’auto a causa di tutti i giri che ha fatto per accompagnarci. Bisogna proprio essere stupidi per aver scoperto solo ora le bellezze di Reggio, le monumentali magnolie del suo lungomare, i gelati monumentali come le magnolie, i monumenti monumentali ( non solo i Bronzi) e il mare di Reggio, il più monumento di tutti, simulacro perenne alla incontaminata bellezza della natura. In più, inaspettatamente, grazie ai miei compagni sono arrivato primo allo squadre e secondo al coppie, dietro le bravissime gemelline Pelaggi, vero vanto del bridge calabrese. Meglio di così! Ma, credetemi, anche da ultimo avrei pensato e scritto le stesse cose: quando si vive una magnifica esperienza, la classifica non conta. E da questo momento, il torneo di Reggio diverrà per me un appuntamento fisso. Perché, in fondo, non sono poi così stupido.

Gustavo Verde

Redazione

Bridge D'Italia è la rivista ufficiale della Federazione Italiana Gioco Bridge

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