Il senior a Simson
Si sta concludendo la prima tornata di tornei che hanno composto la prima settimana di gioco, alle World Series 2026 di Katowice. Oggi c’è stato l’antipasto, la prima finale e il primo titolo assegnato che è stato quello del torneo Senior Teams, la Rand Cup. E domani ci sarà una vera e propria scorpacciata di titoli perché si concluderanno tutte le gare in corso, per lasciare poi spazio alle manifestazioni Open e Ladies a coppie e a squadre che ci accompagneranno e che seguiremo fino a mercoledì 3 settembre.
Nella finale della Rand Cup c’erano in campo due team di quelli che chiunque definirebbe ingiocabili: solo per citare i più… stellati, Simson schierava tre campioni del mondo come Bobby Levin, Eric Rodwell, Alan Sontag, mentre Milner rispondeva con Zia Mahmood, Hemant Lall e la formidabile coppia polacca Kowalski-Tuszynski, gli unici senza bandierina USA in campo perché Zia Mahmood ha abbandonato da tempo la nazionalità pakistana. Apolinary Kowalski è ben noto in Italia come titolare fisso nella squadra Bortoletti, ed era questo l’unico pallidissimo spicchio di azzurro presente nella finale.
L’incontro, come tutti gli altri KO, si giocava su quattro turni di 16 mani, ed è stato equilibratissimo. Milner ha vinto i primi due turni con vantaggi minimi e si trovava a +10 a metà gara, ma nel terzo turno Simson ha piazzato il break rivelatosi alla fine decisivo, aggiudicandosi il tempo 52-22 e passando quindi avanti di 20 MP. Il terzo tempo non ha spostato praticamente nulla, per cui Simson (che in semifinale aveva eliminato Zimmermann, la formazione dove militava il nostro Duboin) si è aggiudicato meritatamente il torneo.
Non so esattamente per quale motivo BBO abbia sistematicamente trascurato il torneo Senior, al punto di non trasmettere neppure un tempo della finale. Lovebridge ha invece trasmesso i primi due turni; dal primo ecco uno swing dei vincitori.

Milner era partito al galoppo, e con due swing nei primi tre board conduceva 23-0: questa mano ha segnato l’inizio della riscossa di Simson. A entrambi i tavoli Nord gioca 3SA dopo una sequenza nella quale ha negato quarte nobili. L’ovvio attacco cuori viene preso in mano dal giocante che ha bisogno di una linea di gioco che lo porti a nove cedendo una sola volta il gioco: quindi si affida alle fiori e non alle quadri, giocando Asso e fiori per il 10. Levin in Est prende e affranca le cuori, e Milner batte il K di fiori ricevendo la cattiva notizia. Ormai non ha più chances perchè non ha le comunicazioni per ottenere quattro prese dalle picche (anche con la Q terza in Est Levin ovviamente bloccherebbe il seme inserendola al secondo giro), comunque l’impasse a picche lo fa e va solo due sotto perché quando Sontag incassa la vincente di fiori prima di passare alle cuori, Levin (forse fuorviato dal fatto che al terzo giro di cuori il compagno con 6-5 sia uscito con il 5) ne scarta una.
All’altro tavolo le prime mosse sono identiche, ma quando Bramley in Est va in presa a fiori, temendo di regalare una terza presa a cuori (se il giocante avesse avuto AK9) decide di rinviare quadri, e il J del morto fa presa. Ora Rodwell ha tutto il tempo per sviluppare a fiori quella che è improvvisamente diventata la nona presa.
Una nota per i giocatori meno esperti: Bramley poteva sapere che il compagno aveva gradito l’attacco? Esiste una convenzione, che si chiama Smith e che gli esperti ben conoscono (anche se spesso dimenticano), che serve proprio a questo, a comunicare al compagno se ha gradito l’attacco nel caso in cui non abbia potuto farlo al primo giro per la necessità di caricare. Alla prima occasione possibile, il compagno gioca una carta piccola per segnalare gradimento, e anormalmente alta in caso contrario (oppure viceversa, la convenzione esiste in entrambe le versioni, bisogna essere d’accordo). Nella fattispecie, sui primi due giri di fiori Sontag avrebbe giocato 7 e poi 4 per avvisare che l’attacco era cascato male, e invece 4 e poi 7 per mostrare soddisfazione (come in effetti ha fatto). E’ probabilmente stata questa sfumatura a decidere la mano.
Passiamo al Mixed Teams, dove in semifinale si è arrestata la corsa di Sivy B, fin qui vera dominatrice del torneo. L’ha spuntata in un incontro molto equilibrato la multinazionale di Yettick, con quattro statunitensi, una norvegese e un’olandese. Yettick, che come forse ricorderete aveva eliminato al primo KO la formazione in cui militava Irene Baroni, conduceva a +8 prima dell’ultimo turno, e dopo 4 mani il vantaggio si era ridotto ad appena 2 MP grazie a una manche chiamata in aperta dai due Rosenberg, Debbie e Michael. A questo punto una serie di piccoli guadagni ha riportato a +15 il vantaggio di Yettick. Le ultime due mani contenevano swing potenziali, ma nella penultima Yettick ha difeso a 4 picche, nemmeno contrate, sul 4 cuori avversario pagando 150: di cuori se ne facevano addirittura sei, con le carte messe al bacio, ma il 4+2 è bastato per rendere incolmabile il vantaggio, malgrado lo slam chiamato all’ultima da Sivy B e non dagli avversari.
L’altra finalista è Ticket to Ride, che ha sconfitto nettamente China2, e a questo punto è difficile non considerare favorita, anche se giocare in quattro un torneo così lungo ed estenuante potrebbe alla fine esigere un dazio. Ma in campo ci sono quattro giocatori espertissimi, in grado di amministrare stanchezza e tensione.
Anche nella Barbados Cup siamo arrivati all’ultimo atto: le prime sette della semifinale A giocheranno la finale, insieme a una squadra proveniente dai KO. Miniter si è piazzata proprio esattamente al settimo posto, per cui vedremo Irene Baroni giocare in questa finale. Non ci sarà Zimmermann (con GIorgio Duboin), arrivato nono, così come Ferm (con Andrea Manno) e Seoul (con Simonetta Paoluzi e Max Di Franco); tutte queste squadre hanno lottato per tutto il giorno, entrando e uscendo dalle prime posizioni, ma il verdetto finale non le ha premiate.
Nel BAM bisognava stare nelle prime quindici per accedere alla finale, e tre squadre italiane sono riuscite nell’operazione: si tratta di Caré, Livia e Cassio giunte rispettivamente quarta, dodicesima e quattrordicesima. L’operazione invece non è riuscita a Marino, decisamente sfortunato in questa manifestazione.
Nel torneo a coppie miste si sono concluse le semifinali; Francesca Carnicelli e Giuseppe Failla che giocavano la semifinale A non sono riusciti a recuperare il ritardo e non sono quindi entrati nella finale A. Stessa sorte nella semifinale B per Piccioni-Di Febo e Clair-Arslan; questi ultimi hanno giocato un eccellente secondo turno con percentuale superiore al 63% e con molti rimpianti, perché conti alla mano sarebbe bastato aver fatto la media nel primo, o anche qualcosina di meno, per acciuffare uno dei pochi posti disponibili per accedere alla finale A. Peccato, ma complimenti comunque per l’ottimo score.
Anche il torneo a coppie Senior è giunto all’ultimo atto e domani disputerà la finale: avremo quindi tanti vincitori da applaudire, e gireremo pagina per passare alle nuove competizioni.
