Il podio delle girls
Tutto finisce, le cose belle come quelle brutte; e così sono terminati anche i campionati Europei Youth di Riga. Non avevamo alcun dubbio, fino a oggi pomeriggio, sulla categoria nella quale classificare la partecipazione italiana alla lunga kermesse formata consecutivamente dai campionati Europei assoluti e da quelli giovanili, ma oggi un gruppetto di ragazzine ha infilato una nota straordinariamente positiva in quello che fino allora era stato un bilancio sconfortante.
E così, proviamo a raccontare la giornata di oggi con tutte le sue emozioni. Come già detto in articoli precedenti, i due gradini più alti del podio erano già stati assegnati a Polonia e Danimarca, e si sarebbe lottato, nei tre turni dell’ultimo giorno di gara, per la conquista della medaglia di bronzo. Le nostre ragazze erano perfettamente inserite in questa lotta trovandosi al quarto posto a soli 3 VP di distacco dall’Inghilterra, mentre le altre competitrici erano più dietro: una decina di VP di ritardo per la Norvegia, una ventina per Svezia e Francia. Ma il calendario era malandrino: come abbiamo già ricordato, il campionato si è disputato con andata e ritorno, e i turni del ritorno sono stati organizzati in modo da far incontrare alla fine le migliori. Quindi Polonia, Danimarca, Inghilterra e Italia si sarebbero incontraste tra di loro nelle ultime tre giornate, e questo avrebbe potuto favorire, e di fatto ha favorito, il recupero di qualcuna delle squadre attardate.
Le ragazze si sono quindi sedute contro le dominatrici polacche, e alla prima mano la nostra coppia di punta ha subito uno slam molto sotto chance; forse questo segno del destino, in un momento così emotivamente complicato, le ha destabilizzate un po’ (ma lo score dell’altro tavolo era ancora peggiore), sta di fatto che l’incontro si è trasformato in un massacro: 20 a 0. Sembrava tutto finito, ma la nostra rivale cioè l’Inghilterra, che come ricorderete giocava contro la Danimarca seconda, ha prodotto una catastrofe parallela, portando a casa soltanto 17 striminziti centesimi di punto. Anche la Norvegia è rimasta al palo perdendo contro la modesta Estonia, ed è stata la Svezia ad approfittare di questo passo del gambero collettivo, battendo la Francia e portandosi minacciosa al quinto posto appena dietro di noi e a 7 VP dalle inglesi.
Penultimo turno, Italia con la Danimarca su Lovebridge e parallelamente Inghilterra contro la Polonia, e seguire questi due incontri è stata un’esperienza di vita. Infatti le cose si mettevano subito bene per le nostre, che andavano 10-0 dopo 5 mani mentre le inglesi erano sotto come previsto di una quarantina di MP.
Nelle cinque mani successive cambiava tutto: le nostre mancavano un 4 picche in zona, e poi subivamo un colpo pesantissimo giocando 4 picche dalla parte dove l’attacco quadri batte. Siamo improvvisamente sotto di 15, e nel frattempo le notizie dall’altro tavolo sono ancora peggiori perché l’Inghilterra ha marcato 40 MP in sole tre mani (!) e ora sta pareggiando.
Altre due mani e cambia di nuovo tutto, questa volta in meglio. Questa è la prima:

In chiusa apre la Rasmussen in Sud di 1 picche, Roberta Di Mauro contra, 2 picche Rune in Nord, Magda Tonelli mette un passo alquanto conservativo, e poi lascia giocare 4 picche alle avversarie: due down quando la giocante tenta l’impasse a fiori e prende il taglio sul ritorno.
Molto felice l’imboscamento di Magda, perché come si vede dalla posizione dei semi rossi, a quadri si piglia pochino, come sperimentano le danesi in sala aperta. Dopo le prime tre dichiarazioni identiche, infatti, la Pedersen con una valutazione leggermente diversa di quadri ne dice 5; e non finisce qui perché Annachiara Pelaggi, che ha una distribuzione interessante, sale a 5 picche, e la Rasmussen non vuole essere da meno e chiama lo slam, che cade di quattro prese ovviamente contrate.
Questa è la seconda:

Di Mauro e Tonelli chiamano tranquillamente 4 cuori e Roberta le fa pagando tre prese nere. All’altro tavolo le danesi per loro sfortuna scoprono il doppio fit, e questo le porta fino a 5 picche. Attacco fiori, le gemelle incassano due giri nel seme e rinviano cuori; quando l’impasse in atout fallisce si paga anche il taglio nel seme, due down.
Nel frattempo la Polonia riprende il sopravvento sull’Inghilterra, che conclude comunque con una sconfitta dignitosissima a -13. L’Italia sarebbe in vantaggio sulle danesi, ma alla penultima mano c’è l’ultimo ribaltone, andiamo sotto a 4 cuori mentre nell’altra sala viene mantenuto 3SA, e finiamo a -4 (35-39). Ma in realtà il punteggio cambia ancora perché una decisione arbitrale ci aggiunge 6 MP: e alla fine la vinciamo, per due sudatissimi MP.
Questo sorpasso ci permette di affrontare in terza posizione l’ultima giornata, ma il vantaggio è a dir poco esiguo, con l’Inghilterra a meno di 1 VP e la Svezia, che ha sconfitto la Norvegia, a meno di 2 VP; e anche la Norvegia non è molto lontana. E andiamo allo scontro finale con le inglesi, tenendo necessariamente d’occhio il match tra Svezia e Estonia.
Qui le azzurrine indovinano l’incontro della vita: 39 a 0 dopo quattro mani, poi una serie di mani pari e infine il suggello all’ultimo board per un 53 a 0 finale che è una vera e propria autostrada per il podio, perché la Svezia non va oltre il pareggio contro le estoni.
Alla quarta mano facciamo manche sulle due linee:

4 picche giocate da Sud si batterebbero con l’attacco Asso di fiori e fiori, oppure cuori seguita dal ritorno fiori. L’inglese in Ovest attacca invece di J di quadri e noi approviamo incondizionatamente, perché Annachiara Pelaggi mantiene con sette prese in atout, due a fiori e una a cuori. Nessun problema invece per 4 cuori in orizzontale, purché giocato da Est; se anche la difesa realizza il taglio a quadri lo fa sacrificando la presa naturale in atout.
Le due gemelle Pelaggi hanno già colto allori internazionali, fra cui spicca l’oro di Veldhoven nel 2022, ma sempre come coppia di riserva, nella squadra trascinata dalle tre sorelle Dalpozzo e da Sophie Capobianco: questo bronzo invece lo hanno portato a casa principalmente loro, con una serie di ottimi score suggellati da un eccellente nono posto in Butler. Le altre due coppie derivano da una scissione: le due catanesi si sono separate, e mentre Roberta Di Mauro ha fatto coppia con Magda Tonelli, che aveva al suo attivo molta gavetta nell’Under 21, Alessia Rotolico si è legata all’esordiente Benedetta Fabrizi. Malgrado l’affiatamento inevitabilmente non ottimale, le due coppie hanno retto fino alla fine all’urto del campionato, e la medaglia è stata la ricompensa più bella.
E una parola di lode va assolutamente spesa anche per i due coach che hanno accompagnato le ragazze nell’avventura, Dario Attanasio e Valerio Giubilo; Dario in particolare ha curato l’allenamento delle ragazze, aiutando le due coppie di recente formazione a sistemare l’affiatamento, e guidandole con mano sicura fra le emozioni del torneo. Dario e Valerio hanno ormai molta esperienza nella conduzione delle squadre giovanili, e costituiscono un valore su cui l’Italia può fare affidamento.
Non buono invece il finale delle altre due rappresentative azzurre. L’Under 26 ha concluso con due nette sconfitte e un pareggio, terminando lontanissima dalla qualificazione ai mondiali. L’Under 31 è rimasta in gioco fino all’ultimo incontro, che era uno scontro diretto con l’Olanda per mantenere l’ottavo posto; la sconfitta ci è costata l’eliminazione dai mondiali. Entrambe le squadre hanno reso largamente sotto alle loro possibilità, e sicuramente per i tecnici ci sarà molto lavoro da fare per riportare l’Italia a livelli competitivi. Sarebbe bello, poi, che si riuscisse a colmare la lacuna grave corrispondente alla nostra assenza nei due tornei dei più giovani, e cioè Under 16 e Under 21, spia evidente di un movimento che fatica a rinnovarsi e a svecchiare. Perché il vertice sale più in alto se si allarga la base: è geometria.
