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Scivolone

Una giornata cominciata come peggio non poteva, continuata maluccio e finita un po’ meglio ma con qualche sciupio di cui noi incorreggibili fanatici avremmo fatto volentieri a meno. Ecco in un guscio di noce la giornata della barchetta italiana, oggi un po’ inaspettatamente sballottata in acque più tempestose del previsto.

ITALIA-UNGHERIA 10-78 (0-20)

Un incontro sul quale non mi dilungherò, anche perché mi manca per fortuna il materiale non essendo stato trasmesso l’incontro su nessuno dei canali disponibili. Dunque non mi pare giusto trinciare giudizi senza conoscere nel dettaglio l’andamento: si è giocato molto male, chiaramente, e si sa che in questi casi la sfortuna ha la mira infallibile di un campione olimpico di tiro al piattello.

E dire che si era partiti bene, con un bel 3SA chiamato da Sementa e Versace e pochi altri, e toppato dagli ungheresi in sala chiusa. Ma al secondo board siamo sotto; è un 4 cuori in cui attaccando di Asso secondo si fa il taglio decisivo. L’ungherese lo fa, amen.

Ma ora inizia a grandinare: ai board 4 e 5 subiamo due slam che ci portano a -29.

Slam con pochi punti; Alfredo e Antonio trovano il fit, scoprono che manca un Asso e la Q di atout e si fermano a cinque. In chiusa Ovest cuebidda due volte le fiori, Est fa lo stesso con le quadri, e insomma lo slam sembra chiamato un po’ a peso, anche se forse non sono riuscito a captare messaggi criptici. Sia come sia, cuori e picche sono divise al bacio ed è impossibile fare meno di tredici prese.

Nella mano successiva Manno e Gerli chiamano un impeccabile 6 cuori; se ne fanno 7 sulla divisione 2-2 delle atout, ed è proprio lì che arrivano gli ungheresi in aperta, accidenti.

Poi arriva questo 3SA:

Dopo 1 picche di Ovest e 2 fiori di Est, Kemeny si prende i SA e sull’attacco di fiori cattura la Q con l’Asso e muovendo picche raccoglie la Q e ora non può sbagliare la figura: nove prese. Versace ridichiara le picche per cui il 3SA viene giocato da Est e l’attacco è cuori che non sembra così fastidioso. Non so come abbia giocato l’azzurro, ma ho visto andare down Bessis su BBO prendendo cuori al primo giro e giocando subito piccola picche; Nord ha quindi affrancato le cuori mentre Sud avrebbe ancora inevitabilmente ripreso il gioco a picche.

Il punteggio finale è stato un micidiale 78-10: i giovani ungheresi non hanno sbagliato praticamente niente fino alla fine e ci hanno capottato con irriverenza. Dal punto di vista della classifica, niente di irrecuperabile, ovviamente: ma è importante assorbire il contraccolpo psicologico che inevitabilmente arriva dopo una bastonata simile.

E’ stata una ben magra consolazione assistere su BBO, nell’incontro Olanda-Francia, in pratica alla replica di tutti gli swing subiti dai nostri, inflitti questa volta dagli orange ai transalpini, quasi ci fossimo dati appuntamento… in fondo al pozzo. E se noi siamo scivolati in 22esima posizione, i francesi – che avevano preso poco anche ieri – sono addirittura terzultimi.

ITALIA-FINLANDIA 24-29 (8,52-11,48)

Giocano i quattro giovani, la Finlandia ieri ha battuto largo la Svezia e adesso è decima: non è esattamente il profilo di una squadra materasso, ammesso che in Europa ne esistano ancora.

Il primo swing è baltico, il board è il 21:

Apre Manno 1 picche in Est, interviene 2 quadri Sud e Gerli dice contro; Manno salta a 3 picche e ora Aldo fa fatica a introdurre le cuori a livello 4 e si rifugia a 4 picche che purtroppo non si fa. In aperta Nyberg dice 2 cuori, giusto o sbagliato che sia (naturalmente dipende dalla forza associata a questa dichiarazione), e ora arrivare alla manche giusta è un’autostrada.

Donati e Percario pareggiano il conto un paio di mani più tardi: sulla Ghestem quadri-picche di Donati chiamare manche per Giacomo che è in doppio fit non è difficile, ma in chiusa Koistinen preferisce privilegiare le quadri seste, e le picche non vengono più fuori. Questa è la mano:

Ecco una mano indemoniata, finita pari ma che certamente ha messo a dura prova i nervi di molti Ovest

E’ una mano fortunata per noi, perché i finlandesi chiamano 6 fiori che cade di due prese sull’infame distribuzione dei semi minori, mentre i nostri in chiusa vanno a 7 quadri in attacco senza un Asso: una mano pari in questa situazione è grasso che cola…

Perdiamo comunque su una manche non mantenuta da Gerli e fatta invece da Nyberg in aperta, ma di cui non conosco lo sviluppo. Scivoliamo ancora un pochino in classifica, ma poteva andare peggio.

ITALIA-INGHILTERRA 39-31 (12,29-7,71)

Concludiamo la giornata contro i tradizionali rivali di cento battaglie, gli inglesi orfani di Bakshi e di Robson, ma di cui ovviamente temiamo il nome e la scuola, a prescindere da chi gioca. In campo per noi Donati e Percario NS in aperta contro Dyke e Byrne, Versace e Sementa EO in chiusa contro Tommasini e Norton. E’ l’unico incontro che abbiamo potuto seguire nel dettaglio, essendo stato trasmesso su BBO.

Il primo break è nostro:

E’ una questione di pazienza: quando Nord mostra la bilanciata forte a 2SA, Percario interroga e Norton no. Questo fa tutta la differenza del mondo, perché Versace e Sementa si infilano nel varco delle quadri e spazzano via il 3SA inglese, mentre i ragazzi trovano la manche a picche e non possono fare meno di dodici prese.

Al board 7 slam su un bilatero a entrambi i tavoli, la giocata è quasi contemporanea e c’è un po’ di batticuore quando Percario sbaglia la Q ma poi Norton fa uguale per fortuna.

Ancora swing per i nostri al board 8:

In aperta gli inglesi chiamano 4 cuori nel silenzio avversario. Donati attacca picche e Percario rinvia la Q di fiori presa dall’Asso del morto. Atout per la mano e piccola quadri su cui Giovannino, che spera in una presa in atout del compagno, entra subito di Asso, incassa il K di fiori e rigioca quadri. Ora Dyke, che evidentemente aveva deciso di fare l’impasse in atout visto che lo fa, poteva mantenere prendendo di Q in mano, tagliando una picche, incassando il K di quadri per lo scarto della terza picche, impasse di atout, taglio ancora della quarta picche, rientro tagliando una fiori e battuta dell’ultima atout. Invece, forse sviato dal fatto che Percario ha preso la prima picche di Asso, copre la Q di quadri con il K e dopo l’impasse a cuori fa girare la Q di picche: un down.

Lo swing lo produce Norton, che dopo il mixed raise di Manno a 3 quadri sull’apertura di 1 cuori decide di infilarci le picche, suppongo per prendere l’attacco. Ma questo Tommasini non lo sa, e con il fit e singolo a cuori decide di difendere: le picche sono messe come potete vedere e l’inglese va tre down, nemmeno un disastro a parità di zona se la manche si fosse fatta, così invece sono 11 per Italy.

Restituiti al giro dopo quando Sementa e Versace vanno down a un brutto slam, chiamato da parecchi perché Alfredo ha una mano mostruosa, ma a conti fatti all’incirca al 25%. Siamo 24 a 17 e da qui alla fine ci scambiamo ancora una legnata a testa: questa è a nostro vantaggio.

Mentre in chiusa ci si ferma a un parziale, qui Donati in Nord manovra 4 cuori con attacco quadri preso in mano. Picche per il K di Byrne che rigioca picche per l’Asso di Dyke, che ritorna quadri ancora in mano. Ora fiori per un veloce Asso di Est, e questa fretta sveglia la faina che è in Donati: cuori all’Asso e Fante di cuori sul tavolo per la gradita comparsa della Q.

Ancora una volta però restituiamo, e questo avviene proprio all’ultima mano:

In aperta 1 picche Dyke, 1SA Byrne, 2 picche l’apertore e sull’invito a 3 picche Ovest declina. 3 picche è già molto, Giovannino forse vuole contrare ma non ha certezze e si marca 3 down che in zona è comunque un discreto bottino.

In chiusa tutto uguale fino a 2 picche, poi Sementa dice 2SA e Versace 3 fiori, il che incoraggia Antonio a saltare a manche. Ora Tommasini non può esimersi, e il salatissimo conto è 1100. Questo schiaffo finale (-13) riduce di molto una vittoria che già pregustavamo rotonda, facendoci scivolare in 21esima posizione; in pratica gli ultimi due incontri si sono pareggiati lasciandoci nella stessa posizione di classifica dove eravamo precipitati dopo l’Ungheria. Niente di grave come detto, basta mantenere i nervi saldi: siamo a 8 VP dalla qualificazione in un gruppo ancora estremamente compatto. In testa c’è ora la Danimarca che nell’ultimo turno ha ridimensionato l’Irlanda, sesta prima di questa sconfitta; segue la Norvegia che nell’ultimo turno ha dato cappotto alla Romania ora ultima, mentre al terzo posto resistono i padroni di casa della Lettonia. Quarta è l’Olanda, che abbiamo visto distruggere la Francia su BBO nel terzo turno (partenza disastrosa dei transalpini che sono quartultimi), e poi Finlandia, Germania, Svizzera e Estonia completano stasera la lista delle prime otto.

Il menu di domani prevede l’Austria terzultima e il Portogallo che ci sta più o meno a pari, ma è il dessert che rischia di essere indigesto: arriva l’Olanda e magari non è il momento migliore per incontrarla. Ma il calendario non aspetta nessuno, e d’altra parte i nostri sono in grado di farsi rispettare da chiunque, in qualsiasi formazione, quindi coraggio e cerchiamo di incominciare a portare a casa i punti necessari per la rimonta.

Qualche buona notizia dalle qualificazioni dei tornei a coppie, che sono terminate stasera per Ladies e MIxed, mentre proseguiranno domani per i Senior che salteranno la fase di semifinale per passare direttamente alla finale. Nel Mixed tranquilla qualificazione alla semifinale A per Leo Cima e Barbara Dessì, che si piazzano quinti (si qualificavano le prime diciotto); peccato per Fulvia Ghia ed Enrico Penna, che dopo una prima giornata storta sono risaliti oggi fino al 22esimo posto, mancando quindi per poco la qualificazione: avranno la possibilità di rifarsi domani nella semifinale B.

Nel Ladies erano le prime sedici a qualificarsi per la semifinale A, e si sono confermate con sicurezza Golin-Pomares, anche loro quinte. Abbiamo poi una buona e una cattiva notizia: Aghemo-Burgio hanno rimediato a una prima giornata da dimenticare risalendo brillantemente fino al dodicesimo posto; parabola inversa hanno purtroppo percorso Cristina Marcelli e Federica Tersch, che sono state a lungo nel lotto delle qualificate ma sono crollate nel finale. La quarta coppia italiana, Bianchi-Izzi, è risalita oggi di molte posizioni ma il cattivo risultato di ieri non lasciava loro molte speranze di qualificazione. Per tutte domani conferma o riscatto nelle semifinali di competenza.

I senior continuano con la qualificazione: domani sera passeranno in finale le prime dieci coppie. Al momento sarebbero qualificate tre coppie italiane su quattro: Denna-Hamaoui quarti, Buratti-Failla sesti, e Fornaciari-Vivaldi noni, mentre Clair-Palmieri stasera sono proprio un gradino fuori, undicesimi.

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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