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Coming from Riace

Siamo arrivati al traguardo dei campionati europei 2024, edizione danese disputata nella piccola cittadina di Herning. Oggi il programma era ridotto, per cui i grandi sconvolgimenti di classifica visti in certe mitiche ultime giornate del passato oggi erano esclusi; ma c’erano ancora tanti verdetti grandi e piccoli che ballavano sul filo di pochi VP, e che attendevano di essere pronunciati.

Abbiamo concluso con un successo di squadra impensabile alla vigilia: tutte le nostre squadre si sono piazzate nelle prime quattro posizioni, lottando in pratica fino all’ultima carta per salire sul podio. Terzo posto per Open e Mixed, quarto per Ladies e Senior: non ricordo un piazzamento collettivo così imponente nelle manifestazioni recenti. E’ stato il campionato indubbiamente della Norvegia, con due ori (ma le altre due squadre non si sono neppure qualificate); è stato il campionato della Francia, con tre podi, ma la squadra Open è entrata per il rotto della cuffia nelle otto; dal punto di vista della classifica per nazioni è stato però soprattutto l’europeo dell’Italia.

C’è stato spirito di emulazione, voglia di superarsi fra le squadre azzurre; e questo ci ha richiamato alla memoria un altro recente europeo, quello di atletica disputato a Roma, dove gli atleti italiani si trascinavano a vicenda a dare il meglio, pur partecipando a discipline completamente diverse. E ogni medaglia tricolore ne tirava subito altre due o tre, come se una vittoria nella marcia fosse stimolo per una lanciatrice di martello a migliorarsi: e certo era proprio così. E invece, per contrasto, quanto poco spirito di squadra c’era nell’europeo di calcio della squadra italiana! Nessuno a smarcarsi, a correre, impegno al minimo sindacale. Non poteva che finire in una disfatta.

Oggi la giornata incominciava con un antipasto (meglio definirlo cappuccino, visto che si è partiti alle nove) perché Ladies e Mixed avrebbero dovuto giocare due turni contro l’unico turno di Open e Senior. La squadra mista aveva l’impegno più duro, dovendo affrontare – naturalmente su BBO – la capolista Israele, per giunta insidiata dalla Francia in grande rimonta.

L’incontro è ruotato intorno a tre swing.

In questa mano goulash nord-sud devono essenzialmente badare a non farsi male. Ci riescono Attanasio e Manara, quando Gabriella apre di 1 cuori e poi salta a 3 fiori mostrando una 55 limitata; e Dario giudiziosamente passa per 1 down. Non riescono a fermarsi invece gli israeliani in aperta: purtroppo per loro trovano il fit a picche e il livello di manche è davvero eccessivo per questo misfit, come spiega loro la Baroni con il contro. Una difesa perfetta batterebbe di quattro (Asso di fiori, fiori taglio, Asso di quadri, fiori taglio di Dama, quadri e il giocante non riesce a catturare il 9 di atout di Ovest), noi ci accontentiamo di 500 che è comunque un bottino niente male. In questa mano le signore esagerano marcando addirittura 18 MP (800 in una sala e 1100 nell’altra).

Lo score procede fino a un eccellente 15-1 per noi, specie considerando la forza degli avversari, quando arriva questa mano a ridurre il nostro vantaggio:

Non è facile dichiarare questo slam distribuzionale; l’israeliana Saada in Sud a un certo punto si lancia dal quarto piano saltando a 6 fiori, ovviamente corretti a quadri dal compagno, e sono imperdibili addirittura sette. Dario, dopo l’apertura di 1 quadri e l’intervento di 1 cuori, sceglie comprensibilmente 1SA invece di fittare le quadri, e rallenta un po’ l’andamento. Gabriella salta a 5 fiori, dando forse la sensazione di una mano più distribuzionale che forte, e lo slam diventa impossibile. Perdiamo più o meno nello stesso modo 11 anche nell’incontro Ladies.

Saranno primi, gli amici di David, ma qui fanno una sottodichiarazione enorme. 1 picche Est, 1 SA Ovest, 2 picche Est (già un po’ poco): in duplicato il passo di Ovest svela che il compagno (Pachtmann, che in Italia conosciamo bene perché ha vinto la Champions Cup giocanto con Addaura Palermo) apre spesso e volentieri con le verze, specie in misto. Si scherza, chiaro, perché qui parliamo di un fuoriclasse assoluto; e tuttavia non mi viene in mente un’altra spiegazione per questo passo. Baroni e Gandoglia fanno quella che mi sembra la licita normale, almeno in duplicato: 1 picche – 1SA – 2 picche – 3 picche – 4 picche, e l’unico problema è passare la carta giusta a fiori, risolto dall’attacco fiori di Sud (peraltro normale e molto gettonato).

Chiudiamo vincendo 28-11, rusiltato prestigioso e importante perché blinda il terzo posto e ci lascia persino una speranziella per il secondo, perchè la Francia non è fuori portata: è vero però che il calendario è favorevole a loro, noi abbiamo la Svezia sesta e loro il Portogallo… disperso.

Vincono anche le Ladies, e continuano lo sprint per il terzo posto: eliminata l’Inghilterra, travolta dalla Francia, ce la giochiamo con Turchia e Polonia, tutte e tre con un incontro abbordabile.

Entrano quindi in campo anche gli altri due campionati per l’ultimo atto. La squadra Open deve difendere il terzo posto da un possibile ritorno dell’Inghilterra, e deve farlo affrontando un’avversaria spigolosa e motivata, in piena lotta per la qualificazione: il tutto su BBO. Ma oggi gli azzurri sono in vena e i padroni di casa vengono letteralmente spazzati via, e purtroppo per loro buttati fuori dal mondiale: 47-4 è il punteggio finale.

Max Di Franco mantiene 4 cuori dimostrandosi preparato sull’intrafinesse; per chi non conosce la manovra sembra quasi un gioco di prestigio perdere una sola presa in atout a cuori, ma se giocate piccola verso Sud con l’intenzione di sorpassare il 9 vedete che la difesa non ha mosse vincenti. Se Est mette la Q, al giro dopo il giocante partendo di 10 catturerà il K e il 9 in un colpo solo; se non la mette rimane secca e cadrà sull’Asso. Per il vero il giocante deve indovinare, perché può giocare anche su KQ in impasse; di solito però ci sono esitazioni rivelatrici perché la figura non è chiara nemmeno alla difesa. Anche i migliori esitano almeno un attimo con la Q seconda quando viene giocata cartina verso il 10 del morto.

Bilde non ha potuto mostrare la completezza del suo bagaglio tecnico perché ben prima Sementa e Versace erano atterrati a 4 picche, contrati da Nord per 1 down.

Blakset gioca un 3SA defunto sul nascere quando Manno e Di Franco incassano le prime cinque cuori; il giocante prova la divisione a quadri e poi l’impasse a fiori e va 3 down. Ma in aperta la difesa è quasi incredibile, anche se Versace e Sementa con una puppet hanno nascosto la distribuzione del giocante, che quindi potrebbe avere la quarta di cuori. Schaltz attacca cuori, Bilde prende e misteriosamente rigioca l’8 di quadri. Schaltz mette il 9, che credo equivalga in termini di segnali difensivi all’urlo di Munch, Antonio vince, batte anche l’Asso di quadri e poi fa l’impasse di fiori. Bilde è di nuovo in presa, ma ancora più misteriosamente rinvia di nuovo fiori. Il giocante si fa le sue e poi gioca picche per Sud che deve portare la Q di cuori.

Vince meritatamente la Norvegia, come già si sapeva, così come era altrettanto nota la medaglia di argento della Svizzera. Lo stesso podio di Marrakech, con il cambio di consegne al vertice, gli stessi diciotto protagonisti; i valori al vertice si stanno cristallizzando, evidentemente. L’Olanda, che qui era campione in carica, non ha ripresentato lo squadrone che vinse l’oro a Madeira e l’argento a Salso, e il risultato è stata l’eliminazione: ai prossimi mondiali non ci saranno, così come mancherà la Polonia che non si è ancora ripresa dal saccheggio di Zimmermann.

L’elenco delle otto qualificate è completato dall’Inghilterra, protagonista di una spettacolare progressione dopo aver stentato per un terzo di torneo; da Israele, squadra giovane ma già titolata, sicuramente da tenere presente nelle manifestazioni future; dal Belgio, che dopo una buona partenza a metà sembrava fuori, e invece è rientrato con un finale travolgente; dalla Svezia, a lungo in fuga tanto da far pensare che questo fosse alla fine l’anno buono, per la generazione dei talenti incompiuti scandinavi; e infine dalla Francia, che per quasi tutto il torneo è stata oltre l’orlo del baratro, a tratti anche di parecchio. Nell’ultimo decisivo incontro, a metà gara perdevano nettamente dalla Polonia, che era dentro; ma a questo punto i transalpini sono riusciti a piazzare un parziale di 35-0 che ha capovolto l’incontro portandoli in salvo e condannando la nazionale di Varsavia. Visto che i pronostici li sbaglio quasi tutti, per una volta mi posso vantare: le dieci protagoniste che avevo pronosticato sono tutte nelle prime undici (unica intrusa la Bulgaria, nona), e non tutti i nomi erano ovvi a priori.

Il torneo della squadra Ladies è andato largamente sopra le aspettative: non che la squadra fosse debole, tutt’altro. Ci si sentiva autorizzati a pronosticare una qualificazione più o meno tranquilla, ma invece siamo addirittura qui a rammaricarci per essere usciti di pochissimo dal podio. Le signore venivano da risultati altalenanti: benino a Salso, con l’eliminazione nei quarti, e malissimo a Madeira, dove non erano riuscite a staccare il biglietto per il mondiale. Di quelle due squadre è rimasta solo la Paoluzi (a Salso c’era anche Chavarria, in compenso Simonetta era stata buttata fuori a metà torneo dalla positività al Covid), quindi il ricambio innescato dalla selezione di quest’inverno è stato profondo, anche se non si può parlare di rivoluzione vera e propria, perché non sono entrati volti nuovi al clan Italia, bensì una coppia esperta come Golin-Pomares, e una giovane ma già plurititolata come Costa-Ruscalla. L’amalgama ha funzionato e il risultato finale è decisamente lusinghiero e promettente per il futuro. Certo dispiace vedere 4 VP sopra di noi la Turchia; senza quella famosa decisione arbitrale (che peraltro mi dicono inevitabile e giusta) le posizioni si sarebbero invertite. Recriminare non serve, abbiamo costruito un punto di partenza molto solido ed è da qui che ripartiremo per le manifestazioni future.

Stesso discorso elevato al quadrato per la squadra Senior. La formazione è emersa da una selezione molto travagliata, alla quale molte coppie titolate avevano rinunciato più o meno all’ultimo momento, tra polemiche e contestazioni. A questo si è aggiunta all’ultimo momento la rinuncia di Mina che, già in terra danese, accusava mancamenti e decideva di rientrare in patria; per buona sorte il capitano non giocatore era Comella, che poteva quindi trasformarsi in giocatore e schierandosi con Pulga (mai giocato prima, che mi risulti) completare la squadra.

C’erano dunque le premesse per una catastrofe; e invece la squadra si è subito inserita nelle otto migliori, ha risalito la classifica posizione per posizione, fino a sfiorare una medaglia che sarebbe stata francamente clamorosa. Bravi quindi i “vecchietti”, che ai mondiali avranno quindi l’opportunità di cercare di eguagliare le gesta dei “leoni di Lione”.

La squadra Mixed era segnalata da tutti tra le favorite, e invece – come spesso le è capitato anche in passato – ha stentato molto a mettersi in moto, confermando quella che negli ultimi due anni è stata un po’ la sua caratteristica: dà il meglio negli incontri difficili, e invece lascia qualche punto di troppo in quelli semplici. La splendida vittoria contro Israele di questa mattina ne è una prova ulteriore.

A Herning questo ritardo nell’ingranare le marce alte è stato fatale: prima è andato in fuga Israele e poi ci è scappata anche la Francia, mentre noi siamo rimasti fino alla fine in un calderone nel quale abbiamo rischiato per un po’ anche l’eliminazione dai mondiali. Poi le cose hanno iniziato a filare lisce, gli azzurri sono usciti dal gruppo e si sono anche riavvicinati alla Francia; ma era ormai troppo tardi per sperare in qualcosa di meglio del bronzo.

Che poi, il bronzo sarà una bella cosa, ma ormai negli ultimi anni ne abbiamo vinti tanti da fondere una terza statua a Riace, mettendoli tutti insieme. Bronzo i Mixed a Salso, di nuovo i Mixed a Madeira nel 2022; bronzo l’Open a Marrakech nel 2023; e qui due in una volta sola. Per risalire a qualcosa di meglio, se la memoria non mi inganna, bisogna riandare proprio ai leoni di Lione, l’argento conquistato dai Senior ai mondiali francesi del 2017, mentre l’ultimo oro, potrei sbagliare ma mi pare proprio che risalga ai mondiali di Bali, 2012. Manderemo quattro squadre vispe e competitive ai mondiali dell’anno prossimo, chissà che non arrivi qualche rinverdimento di allori!

Qualche dato per chi come me ama ragionare sulle statistiche. Italia, Francia e Inghilterra si sono qualificate per i mondiali con tutte e quattro le squadre, ma gli inglesi lo hanno fatto senza salire mai sul podio. E infatti nella classifica a punti, ottenuta assegnando 8 punti alla vincitrice di ciascuna manifestazione, 7 punti alla seconda e via a scendere fino all’ottavo posto, troviamo in testa l’Italia con 22 punti per un soffio sulla Francia che ne ha 21, ma l’Inghilterra con 13 punti è quarta, superata dalla Norvegia che di squadre ne ha qualificate solo due ma entrambe con la medaglia d’oro al collo, e quindi ha 16 punti.

Tre qualificate per Svezia e Danimarca (i padroni di casa per due volte all’ottavo posto!), due per Norvegia, Israele, Polonia e Olanda. 15 nazioni hanno qualificato almeno una rappresentativa per il mondiale dell’anno prossimo, la cui sede è ancora da designare. L’Europa sarà rappresentata un po’ a macchia di leopardo: sarà assente la Germania, mancherà tutta la penisola iberica, non ci saranno squadre dei Balcani.

 

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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