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Gruppo di testa

Herning, giorno 2. Una giornata in discesa relativa con subito lo scontro duro (Inghilterra) e poi due avversarie dell’Est Europa abbordabili ma non di tutto riposo come Ungheria e Lituania.

ITALIA – INGHILTERRA

Rientrano i ragazzi, Nord-Sud in aperta, mentre i senatori (che, inizio a pensare, si alzeranno ben poco dal tavolo) sono Est-Ovest in chiusa. L’Inghilterra è partita bene, con un calendario nemmeno troppo facile: si è fatta tutta la penisola iberica, e ne è tornata con un buon gruzzoletto di VP e il secondo posto. In chiusa Robson e Gold vanno a formare un tavolo stellare con Alfredo e Antonio, in aperta l’esperto Townsend (compagno precedente di Gold, quando esisteva ancora la mitica coppia Forrester-Robson) con il giovane Handley-Pritchard, che abbrevieremo nel proseguo in HP.

Primo vantaggio ai figli di Albione, in una curiosa mano in cui entrambe le coppie inglesi lo fanno strano: Robson non apre con 12 bilanciati, bruttini ma neanche troppo, e quando gli arriva 1 picche-passo-passo dice 1SA e se lo gioca, perché Alfredo, che pure ha 15, a fronte del compagno passato non se la sente in duplicato di ripetere l’Asso sesto superfrillato. Avrebbe però trovato i complementi giusti per mantenere, perché Sementa è passato con 5 nemmeno brutti e due carte di fit. In aperta Percario apre 1 fiori e HP gioca i salti forti o ha supersvalutato la mano, sta di fatto che mette 2 picche e se li gioca. Entrambi i parziali si mantengono, +5 England.

Alla 5 però il primo swing serio è per noi:

Su 1SA di Donati Townsend mostra i minori con 2SA e i ragazzi trovano il fit a picche (e per fortuna non quello a cuori, impestato). 4 picche non è una passeggiata di riposo, vista la posizione delle carte, ma Townsend la rende tale con le sue prime due mosse: Asso di quadri e 9 di fiori a massacrare il K del compagno. Ora per Giovannino è uno scherzo da ragazzi contare la mano di Ovest e portarlo a un finale con sole cuori, incartandolo per la surlevée.

Sementa invece di senza ne dice tre, e sul contro di Sud si rifugia a 4 quadri; e ora Robson, non avendo idea della situazione di fit, contra di nuovo e marca un misero down.

Tutti down a un brutto slam alla 6, e subito dopo un piccolo swing quando Percario apre in terza posizione in zona con

Riceve il barrage a 3 di Donati e le fa; di là tutti passano.

Uno swing più importante lo incassiamo alla 12:

A entrambi i tavoli apre 1 fiori Ovest, contro Nord, surcontro Est. Robson in Sud passa mentre Percario dice 1 quadri, e ora la licita finisce rapidamente a 3SA in Est. Questa differenza influenza probabilmente l’attacco: l’inglese, suppongo, immagina che il giocante sia ben trincerato nei nobili e cerca di sorprenderlo intavolando una quadri, ma scegliendo ahilui il 7 e agevolando in modo drastico l’affrancamento del seme di Sementa, che vola a 11 prese. L’attacco di piccola quadri sembra battere perché Sud prenderà il gioco due volte durante l’affrancamento del seme e potrà liberare tre prese a cuori al compagno. Ma Nord, in tutto questo giocare quadri, cosa scarterà? Fiori e picche no, ma appena scarta una cuori il progetto di down scompare.

Percario però le quadri le ha dette, per cui sa che Townsend non le teme; e quindi attacca come si usa quando si detiene una Yarborough, e cioè per il compagno. L’attacco picche si rivela particolarmente devastante per le comunicazioni, anche se la mano si fa ancora con una messa in mano su Nord. Townsend non gioca i tempi giusti e va down, siamo avanti di 23. Una piccola rimonta inglese nel finale fissa il punteggio a 35-17, vittoria importante contro quella che si annuncia come una diretta concorrente.

ITALIA-UNGHERIA

Da qui in poi gli azzurri escono dai nostri radar remoti, abbandonando i tavoli di BBO. Rientrano Manno e Di Franco, restano sempre dentro i senatori. Vinciamo 55-24 un incontro caratterizzato da ben tre slam piazzati in Est-Ovest: Sementa e Versace fanno en plein, tre su tre, mentre gli Ungheresi ne centrano soltanto uno, e buona parte della differenza viene da lì.

Sud sottoapre di 2 picche, passo, passo. Sementa contra e Versace ha a disposizione un’utilissima convenzione: 2SA per interrogare sulla qualità del contro (un palo subito sarebbe stato debole). Sementa risponde 3 cuori mostrando un contro bello con la quinta, Versace interroga ancora con 3 picche che Nord contra. Passo, passo, 4 fiori di Alfredo, 4 quadri di Antonio, 4 cuori di Alfredo, chiusura a 6 fiori fatte con surlevée. I due senatori si saranno magari rammaricati di non aver chiamato il grande (che necessita però di buone divisioni a quadri e in atout), ma il piccolo è stato raggiunto da pochissimi.

Se il primo era di tecnica, il secondo è di aggressività. Si tratta dell’ultima mano dell’incontro:

3 fiori Nord, contro, 5 fiori Sud, contro, e ora Sementa si sente provocato e vola a slam. E’ uno slam decente, senza essere di battuta. Se la Q di cuori cade è fatta; in caso contrario devono riuscire un paio di impasse, e ancora non basta. E’ facile supporre che senza la spinta avversaria lo slam non sarebbe stato chiamato: chi è causa del suo mal…

Il terzo è un grande ed è quello tecnicamente più interessante dal punto di vista del gioco, anche se non ha prodotto swing perché è stato chiamato e fatto a entrambi i tavoli:

La sala si è divisa in tre gruppi: i prudenti che si sono fermati al piccolo, i giudiziosi che hanno chiamato 7 quadri e gli ingordi che non si sono fidati del fit 5-2 e hanno preferito 7SA. A quest’ultima schiera appartengono sia la coppioa italiana che quella ungherese.

7 quadri si fanno tagliando banalmente una cuori dalla parte corta, mentre 7SA è molto più delicato come contratto. Supponendo un attacco neutro come picche o quadri, la mano si fa sempre con le picche divise; in caso contrario è necessario preparare una compressione, e ce ne sono a disposizione almeno un paio. Si incassano quindi nell’ordine due colpi di picche, l’Asso di fiori e cinque colpi di quadri, su cui i difensori hanno dovuto fare due scarti: per ora nessun problema per Nord che ha scartato due fiori, né per Sud che si è disfatto di due cuori. Ora si deve scegliere tra una compressione semplice picche fiori su Nord o una doppia successiva. Si sceglie normalmente la doppia, perché è più probabile che chi è lungo a picche sia corto a fiori e viceversa; quindi ci si trasferisce al morto con il K di fiori (Sud deve scartare la terza cuori per conservare la retta a picche) e la Q di picche comprime Nord tra cuori e fiori.

Nella mano reale nessuno, suppongo, è dovuto arrivare a tanto, perché è vero che la fiori è l’unico collegamento verso il morto e va quindi conservata, ma non servono tutti e due i pezzi: come detto sopra uno può essere incassato in anticipo, dopo aver sbloccato la picche (fondamentale per le comunicazioni). Hai visto mai che la Dama…

Inoltre su attacco cuori (che recide il collegamento vitale per la doppia) battere i due pezzi di picche e subito dopo l’Asso di fiori prima di aver incassato le quadri è l’unica soluzione vincente.

Festeggiamo per la prima volta il posizionamento della navicella azzurra nella pattuglia delle otto qualificate ai mondiali. Siamo quinti, per l’esattezza; comanda l’Olanda che ha sfruttato benissimo un calendario amichevole, davanti a Francia e Danimarca. Una curiosità: delle tre grandi favorite l’Italia è l’unica nelle prime otto. La Norvegia è nona e la Svizzera tredicesima, ed era messa anche peggio: si è risollevata infliggendo un sonante 20-0 alla debolissima Romania, ora straultima con poco più di 3 VP a incontro, ma prima era addirittura oltre il sedicesimo posto. E Zimmermann non è mai stato schierato…

ITALIA-LITUANIA

Primo turno di riposo per Sementa e Versace, abbiamo quindi Donati e Percario Nord Sud in aperta, mentre Manno e Di Franco occupano le postazioni Est Ovest in chiusa.

E’ una piccola battuta di arresto: perdiamo 33-27 contro una squadra che non dovrebbe rientrare nel lotto delle prime. Niente di grave, ci sta su incontri di sedici mani; anche perché, almeno dall’esame degli score (non abbiamo potuto seguire il gioco su BBO), non sono stati fatti errori seri e gli swing derivano da situazioni licitative. Ad esempio al board 5 guadagniamo così:

4 cuori + 1 in chiusa Manno e Di Franco, 3SA -1 il lituano in Est (sono costretto a definirlo così perché il numero di consonanti del suo cognome eccede le mie capacità ortografiche). Nettamente migliore la nostra manche, vantaggio meritato.

L’incontro sembra prendere la piega desiderata, siamo 22-11 per noi, quando improvvisamente ci troviamo sotto:

Donati apre 1 fiori in Nord, 1 picche di Percario, 2 fiori, 3SA. L’attacco cuori ci lascia ancora in vita, ma quando passiamo per l’Asso di fiori lo switch a picche non è molto difficile da trovare: 1 down.

Qui il senza debole ci fa un figurone: Vainikonis in Sud apre appunto di 1SA, transfer di Arlovich a 2 picche, Sud gradisce con 2SA e Nord segnala con 3 picche il pericolo nel seme. Sementa contra, e questo finisce di convincere Sud che la mano vada giocata a colore, cosa che probabilmente aveva già deciso. 4 fiori dunque, e ora Arlovich esagera e ne spara sei al brucio. L’indispensabile impasse a quadri va, direi non molto meritatamente, e ci rimettiamo la sciocchezza di 14 MP.

Torniamo avanti alla 12 quando i due parziali lituani cadono entrambi, ma finiamo definitivamente sotto alla penultima, quando “il lituano in Est” trova la difesa a 4 picche in favore di zona contro 3SA stesi, paga due down contrato e guadagna 7 MP.

Niente di grave, dicevo: restiamo nel gruppo di testa, precisamente in settima posizione. Vola in testa la Danimarca, che sta sfruttando al meglio un calendario in discesa dopo la sconfitta iniziale con la Norvegia, e la tallona da presso la Svezia, che però ha avuto un calendario ancora più amichevole e lo ha sfruttato meno bene. L’Olanda inciampa contro Israele, fin qui deludente (addirittura un quasi cappotto contro l’Estonia) e scivola al terzo posto. Sono le uniche tre che hanno fatto più di 70 VP in questi primi cinque incontri, come dire oltre i 14 VP di media. Il gruppo delle over 60 è aperto da Belgio e Francia appaiate; subito dietro l’Inghilterra, poi l’Italia e la Germania a chiudere le magnifiche otto.

Tutto si rimescolerà presto, visto che subito fuori dal paradiso ci sono nell’ordine Svizzera, Polonia e Norvegia, e non penso che il piazzamento le accontenti. Sorprende in particolare la posizione della Svizzera, che ha giocato sempre con i quattro titolari (non so se per scelta tecnica o per impedimenti di Zimmermann o del suo compagno Nowosadski), e con un calendario relativamente facile (solo la Norvegia tra le big) si trova impelagata in una zona di classifica per lei desueta. Comunque il gruppo di testa si sta formando e le big ci sono tutte, un po’ come in una tappa di montagna, quando alle prime rampe di una dura salita i comprimari si staccano e restano gli aspiranti alla vittoria a studiarsi. In questo momento la sensazione è che le posizioni all’interno di questo gruppo siano determinate più dal calendario che dall’effettivo valore.

E’ duretta anche la giornata di domani, con due squadre tutt’altro che materasso come Austria e Croazia all’inizio e alla fine, e in mezzo il pericolo Olanda, naturalmente su BBO. Mi aspettavo che ci trasmettessero anche contro la Croazia, latitando un po’ gli incontri di cartello in quel turno; invece vedremo un interessante Netherlands-Faroer e ci emozioneremo con Finlandia-Lituania, pazienza.

Una buona notizia arriva invece dal Coppie Ladies, dove Monica Aghemo e Cristina Marcelli hanno superato le qualificazioni entrando nella semifinale A in sedicesima posizione, la terzultima valida; domani dovranno piazzarsi fra le prime dieci delle diciotto qualificate per accedere alla finale A.

 

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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