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Tutti avanti

Gli ottavi di finali del WTC (World Transnational Championship) disputati oggi all’Alpe di Huez non hanno fatti danni nella pattuglia italiana che era riuscita ad accedervi superando lo Swiss, e che era (ed è tuttora) rappresentata dalla squadra Bici (Bianchi, Cima, Gandoglia, Sementa, Versace) e dalla squadra Bortoletti (Bortoletti, Genova, Gandoglia, Porta, rinforzati dalla coppia polacca Kowalski-Tuszynski, compagni di viaggio abituali di Bortoletti).

Entrambe le nostre rappresentanti hanno dunque superato il turno, che si giocava su quattro turni di 14 mani, con punteggi piuttosto netti anche se non senza qualche patema. Bici affrontava Ogama, la squadra israeliana che si era scontrata con Bortoletti all’ultimo turno dello Swiss. Gli avversari hanno resistito un tempo, chiudendo a -5, per poi crollare nel secondo (39-1) e non riemergere più.

Una bella difesa di Duboin nel secondo turno (Giorgino giocava nell’occasione con Versace):

Dopo l’apertura di 1 quadri di Ovest, presto o tardi tutti i Nord si sono spazientiti e hanno sparato la manche a picche, e l’attacco universale è stato Q di cuori. Ora l’istinto è quello di tagliarsi una cuori e muovere atout, ma Ovest può entrare e dare il taglio a quadri con il 2 per segnalare la ripresa a fiori. Il fatto è che Est non riuscirà a fare il secondo taglio a quadri, non avendo il materiale. Il down viene invece dal terzo giro di cuori tagliato da Ovest; e, guidato (suppongo) dal conto di Versace, Duboin è infatti tornato cuori.

Nell’altro incontro in rama, Fredin sullo stesso attacco ha giocato subito fiori tagliando le comunicazioni tra i difensori, e ora il contratto non poteva essere più battuto. Quadri taglio, e nessun ritorno può impedire al giocante di disfarsi della cuori. Est è tornato cuori tagliata, Q di fiori per lo scarto del K di quadri, fiori taglio e K di cuori tagliata col J di picche. Fredin sarebbe andto down solo trovando l’Asso secco di picche in Ovest, il che avrebbe permesso a Est di fare due tagli.

Bortoletti giocava contro Jinshuo, una squadra cinese che si era disimpegnata egregiamente nello Swiss toccando anche i tavoli alti. Nei primi due turni gli italiani mettevano fieno in cascina chiudendo vicini ai 50 MP di vantaggio, ma i cinesi riuscivano a rosicchiarne un mucchietto nel terzo turno fino a riportarsi a -29. La prima mano del quarto turno sembrava chiudere i conti:

Gandoglia e Porta hanno chiamato questo slam con pochi punti, mentre nell’altra sala non si è andati oltre 5 cuori (analogo guadagno hanno ottenuto Bianchi e Cima nel loro incontro).

Ma non era finita, perché nelle mani successive i cinesi rimontavano fino a -18; per fortuna gli ultimi board sono stati un monologo italiano e il vantaggio si è dilatato fino a oltre 50 MP.

Un 3SA carino dall’ultimo turno:

Sulla gettonata licita di 1SA (Nord) – 3SA (Sud) molti hanno contrato per chiedere l’attacco picche: e tra quelli che hanno ricevuto tale uscita, solo il cinese contro Bortoletti ha mantenuto. Eppure la giocata è quasi automatica: si prende l’attacco di picche al primo o al secondo giro (è indifferente), si tirano sei colpi di quadri e si esce a fiori per il K e l’Asso. Ovest incassa un po’ di picche ma poi si deve consegnare, avendo dovuto tenere il K secondo di cuori. Ho visto giocare la mano su attacco picche al norvegese Austberg (nella squadra che affronterà Bici nei quarti), ma dopo l’incasso delle quadri ha giocato cuori forse sperando che il difensore avesse seccato il K.

Negli altri ottavi pronostici più o meno rispettati, ma si è andati vicini alla sorpresa nell’incontro in basso nel tabellone, dove Zimmermann (che poteva scegliere l’avversario) si era assicurato una squadra di giovani Junior olandesi i quali, grati di tanto onore, gli hanno fatto vedere i sorci verdi prendendosi il lusso di sedersi all’ultimo turno in vantaggio, seppur minimo (+1) contro i campioni del mondo in carica. Poi va beh, esperienza e forse un pizzico di inevitabile braccino corto, giunti al dunque, hanno fatto pendere la bilancia verso la Svizzera: Kalita e Klukowski hanno subito chiamato lo slam di cui abbiamo parlato prima, a inizio del quarto turno, e i ragazzi olandesi pur resistendo dignitosamente hanno capitolato.

Questo risultato ci interessava in maniera molto diretta, perché ora si volta pagina e si passa ai quarti di finale che si disputeranno domani con le stesse modalità, e accoppiata a Zimmermann c’è proprio la squadra Bortoletti; e con tutto il rispetto, misurarsi con una squadra junior ancorché agguerrita forse sarebbe stato più gradito per i nostri.

E in termini di accoppiamento non è andata meglio a Bici, che dovrà scontrarsi con Gillis, squadrone norvegese dove svettano i nazionali Bakke e Bogeland. Ma tutti i quarti di finale promettono scintille, perché sono passate solo squadre molto agguerrite: nella parte alta del tabellone assisteremo a uno scontro fratricida francese, mentre nel secondo quarto Nikos, multinazionale di cui abbiamo già parlato, se la vedrà con gli anglosvedesi di Team Black.

E a proposito di scintille, concludiamo con il resoconto del BAM Les Etincelles (che in francese, come molti sapranno, significa proprio scintille). Nel primo giorno di qualificazioni c’è stata poca gloria per gli italiani in gara: le migliori sono le sorelle Dalpozzo che, con i loro giovani compagni di viaggio, sono al ventesimo posto. Comandano gli americani di K3A, schiumanti desiderio di rivalsa dopo essere stati eliminati nello Swiss per un soffio (diciassettesimi). Oggi secondo round di qualificazioni.

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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