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Grandi slam

La prossima vita non faccio più il tifoso, promesso. Io non so come ci si tolga di dosso questo stigma che ti fa alzare alle 4 per guardare una qualificazione di curling solo perché ci gioca l’Italia, e che per questa vita ormai mi tocca: ma nella prossima non se ne parla nemmeno. Apolide, distaccato, impassibile notaio, giuro.

Perché stasera l’amaro in gola è tanto, per un tifoso. Non si può che fare i complimenti ai fortissimi avversari e recriminare contro la malasorte: relativa anche questa, perché alla fine nell’incontro fortuna e sfortuna si sono distribuite in modo forse abbastanza equo. Ma quando vedi gli azzurri subire due tranvate come quelle del penultimo turno, e poi risalire mano dopo mano, senza più concedere quasi un singolo MP, quasi consapevoli che ogni spicciolo sarà importante; e poi veder fermare la rimonta a 3 MP dalla vetta. Ecco.

Saranno dunque Zimmermann e Nikos a contendersi il primo trofeo WTC (World Transnational Championship), essendosi aggiudicati le due semifinali di oggi. Il successo di Nikos è stato un vero e proprio monologo, nel quale dopo due tempi l’irreale punteggio era 89-2, e dopo un terzo tempo in pareggio i francesi di France Blue si sono alzati e se ne sono andati. Complimenti quindi ai polacchi Pszczola (targato USA) e Buras, alla statunitense Ward-Platt in coppia con l’altro giovane polacco Patrehua, e ai due nazionali greci Delimpaltadakis e Vroustis: questa squadra, dopo una cattiva partenza nel quarto di finale di ieri, ha incominciato a macinare una quantità impressionante di MP dominando entrambi i KO disputati. E’ difficile considerarli favoriti, visto il nome dell’altra finalista, ma certo stanno giocando in fiducia totale.

Diametralmente opposto l’andamento dell’altra semifinale, che vedeva opposti i campioni del mondo di Zimmermann e i nostri portacolori di Bici. Il primo tempo si è chiuso a +1 per Zimmermann, mentre nel secondo tempo il divario sembrava essersi allargato in modo importante a favore degli svizzeri; ma nelle ultime quattro mani uno spettacolare recupero di +35 dei nostri aveva riportato lo svantaggio italiano a -11 MP. Ecco una mano della nostra rimonta:

Sementa in Est apre di 2 SA, e dopo una sequenza in cui Versace mostra la bicolore minore da slam e chiude a 6SA, decide che le sue belle picche porteranno una presa in più di quello che si aspetta il partner, e rialza a 7 (c’è a dire il vero una probabile incomprensione nella licita, dovuta a un 5 picche exclusion Blackwood di Versace non recepito da Sementa).

La mano di Zimmermann in Sud sembra il gioco dei tre bicchieri, sotto uno solo dei quali si trova la pallina. In tre semi ha una figura di attacco ragionevole, cioè J10, ma solo uno batte e cioè cuori, vedremo perché. In compenso conosce la forza del morto a fiori, unico palo in cui non ha nulla, e forse sperando di mettere il giocante di fronte a una scelta anticipata è lì che sceglie di attaccare.

Come si vede, con le quadri divise non c’è storia; vista invece la 4-1 nel seme con la quarta in Sud, Sementa si tira le picche, trasferisce il gioco al morto a fiori e incassando le altre vincenti minori comprime Nord nei semi nobili. L’elegante finale sarebbe stato ovviamente reso impossibile dall’attacco J di cuori, che avrebbe tranciato alla carta uno la sola comunicazione esistente nella mano. Si sarebbe mantenuto invece 7 fiori contro ogni attacco, battendo due giri di atout e poi tagliando la quadri in Est, mentre ovviamente 7 quadri era infattibile.

Nel terzo tempo Bici rimontava con decisione fino a portarsi a +6, e subito Zimmermann si riprendeva il vantaggio, risalendo a +8 con un parziale di 15-1, principalmente dovuto a questa mano incredibile:

Non sembra difficilissimo centrare il piccolo slam in questa mano, anche subendo barrage avversari nei semi neri. In aperta i nostri lo fanno, Nord difende a 6 picche e una difesa accurata batte di 5 prese per 1100. Un po’ a sorpresa, negli altri tre tavoli nessuno fa lo stesso: Nikos si ferma a 5 quadri, e ottiene un cospicuo quanto immeritato guadagno quando gli avversari francesi vanno al grande e pagano l’Asso di fiori: non è nemmeno necessario attaccarci per incassarlo, perché non lo si mette da nessuna parte a meno di indovinare l’impasse al J di cuori, che sembra un po’ troppo. Sembra esserci una compressione picche-cuori su Nord ma è un’illusione ottica, perchè il 7 di picche va tagliato per arrivare a undici prese.

Kalita e Klukowski producono invece questa raffinata sequenza: apertura di 1 quadri di Kalita in Est, ovvio barrage a 4 fiori di Versace, 6 quadri Klukowski, 7 quadri Kalita con il singolo di fiori! Cosa sperava di trovare al compagno, per non perdere una presa nel seme? Ma a questo punto il fattaccio: Sementa in Nord non può immaginare che Versace abbia l’Asso di fiori e che non venga tagliato, e con la sua distribuzione delirante difende a 7 picche. Perdiamo 300 punti invece di guadagnarne 1200, colpo pesantissimo fra andare e venire.

A questo punto è arrivata la mano che di fatto ha deciso l’incontro.

In sala chiusa Kalita in Est salta a 2 picche sull’apertura di Nord, Sud dice 3 picche mostrando fit e cuebid, Ovest sale a 4 picche, Sementa chiede gli assi a 4SA ma c’è ancora il 5 picche di Kalita. 6 cuori Versace e Klukowski difende normalmente a 6 picche. Versace non indovina l’attacco (cosa rarissima), e l’Asso di quadri limita il down a 200 punti.

In aperta la difesa è molto più brutale: dopo il 2 picche di Cima Brink salta a 4 picche, Duboin non vuole essere da meno e di picche ne dice 6, costringendo Drijver a dichiarare al buio. Ma dell’olandese tutto si può dire fuorché difetti di coraggio, per cui dopo una riflessione nemmeno tanto lunga sceglie di lanciarsi a 7 cuori. Come si vede la quadri corre (giocando il seme in modo normale si vince con il K secco o secondo in impasse, o terzo senza il 10: meno del 40%, a spanne), e il grande è sul tavolo. 19 MP si rovesciano nel canestro svizzero, laddove una quadri meno amichevole ne avrebbe portati una quindicina in quello italiano, e il tempo si chiude a +27 per loro.

C’è poco da dire sul quarto tempo: un monologo azzurro, con un eloquente parziale di 26-2, ha riportato Bici a un soffio dalla finale, che invece sarà giocata domani da Zimmermann contro Nikos. Ma all’ultima mano il nome del finalista poteva ancora cambiare:

Zimmermann è a +8. Il board in aperta sembra anonimo: Drijver apre di 1 quadri in Nord, Sementa contra, Versace dice 1SA e lo fa. Ma all’altro tavolo in prima posizione Klukowski movimenta il copione aprendo di 3 quadri. Due passo, e ora Cima ha nel bidding box il cartellino che vale la finale. Ma una distribuzione perfetta è sufficiente per riaprire di contro con 5 punti? Vedendole tutte la risposta è facile, ma Leo non ha questa facoltà e normalmente passa. Klukowki cade di due prese, fanno 5 MP per Bici che sarebbero diventati 9 se il contratto fosse stato contrato.

Pazienza, era evidentemente destino. Bici si consolerà domani con la partecipazione alla finale A del BAM Les Etincelles, insieme alla squadra Bianchi ieri brillante seconda nella semifinale B. Bortoletti ieri ha rinunciato a partecipare al BAM, per cui le altre squadre contenenti giocatori italiani saranno oggi nella finale B.

 

 

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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