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Dentro in due

E’ terminato lo Swiss di qualificazione del Campionato del mondo Transnational, e dopo dodici turni le prime sedici squadre hanno formato il tabellone dei KO; le altre disputeranno un torneo BAM che assegnerà il trofeo “Les etincelles” (al quale potranno partecipare anche altre squadre).

Hanno superato questo ostacolo due squadre italiane; alla squadra Bici, che affrontava questa ultima giornata partendo dalla prima posizione, si è aggiunta la squadra Bortoletti, autrice in questi ultimi quattro turni di una notevole rimonta che l’ha portata, dal 35esimo posto dove era precipitata ieri, fino al 14esimo, il terzultimo valido per la qualificazione.

Certo, la fredda enunciazione del risultato dà solo una pallida idea di quello che è stato lo svolgersi degli eventi. Nello snodarsi della giornata, infatti, vedevamo la squadra leader perdere vantaggio, poi venire superata, e addirittura a un certo punto abbiamo iniziato a guardare con una certa preoccupazione il vantaggio sulla 17esima che era sceso a meno di 5 VP: non c’è mai stato un rischio vero e proprio di eliminazione, ma insomma. Mentre con l’occhio sinistro tenevamo sotto controllo questa involuzione, con quello destro seguivamo con il fiato sospeso la rimonta di Bortoletti, sulla cui sorte era difficile ieri sera essere ottimisti, e che invece scalavano la classifica top dopo top. Pure lo strabismo si rischia, a essere tifosi!

Intanto, incominciamo a dire che non è successo niente di così strano. E non c’è nemmeno bisogno di chiamare in causa stanchezza, appagamento, sfortuna (che pure hanno certo giocato un ruolo per la squadra Bici). Semplicemente la formula dello Swiss favorisce questi ribaltoni a fronte dei quali le montagne russe sembrano una passeggiata sul lungomare. Se sei in testa, affronti sempre e continuamente i migliori del lotto e prima o poi, anche se hai tre campioni del mondo in squadra, è fatale che qualcosa giri storto; e se invece precipiti, giocherai contro avversari più abbordabili (termine peraltro molto relativo, in un campionato del mondo ancorché Transnational) e le tue chances di recupero aumenteranno.

E così, abbiamo visto la squadra Bortoletti superare i 50 VP nella prima giornata e addirittura i 60 nella terza, inframmezzandole però con una giornata intermedia di soli 16 VP totali; mentre la squadra Bici che aveva viaggiato nei primi due giorni alla media mostruosa di oltre 15 VP a incontro, nei primi tre incontri di giornata non è riuscita a fare nemmeno 7 VP; e anche nel quarto incontro, (che Versace ha giocato con Duboin) a cinque mani dalla fine si trovava a meno 18 contro una squadra lituana.

Poi in tre mani il match si è ribaltato. Nella seconda Duboin e Versace hanno chiamato e fatto slam su apertura avversaria, mentre nella terza a fronte di un parziale nell’altra sala hanno addirittura iniziato un’altra sequenza di slam, per poi accontentarsi di mantenere la manche.

La prima delle tre era questa:

Una mano curiosa in cui Est e Sud hanno quasi l’impressione di essere su Scherzi a parte, ascoltando le mattane dei compagni mentre guardano le loro anonime bilanciate. In entrambe le sale Ovest ha aperto 5 quadri, Nord ha detto 6 fiori (che si fa) ed Est ha difeso a 6 quadri (1 down). Ora i due Sud si vedevano questo K di quadri sicuramente sottomesso alla lunga di Ovest, ma la valutazione che ne è conseguita è stata differente.

Cima ha detto 7 fiori, immagino con l’intento di assicurarsi contro una catastrofe sempre possibile in un goulash, perché se gli avversari vanno a 6 quadri in zona senza il K di atout, si vede che perdenti a lato ne avranno pochine: e infatti 6 quadri cade di una presa appena per un impasse che non va e un 10 che manca. Leo ha dunque dichiarato il grande slam, ha preso il contro e ha pagato 200.

Il lituano Vainikonis ha invece pensato che il suo K meritava di essere protetto dall’attacco, e ha scelto di dichiarare 6 SA. Se davvero l’attacco fosse stato quadri e se le cuori fossero state divise, l’azzardo avrebbe pagato: così come stavano le carte non era possibile fare più di nove prese a senza. Ma purtroppo per lui in Ovest Versace non ha attaccato quadri ma picche, il ritorno quadri di Duboin ha spazzato via il famoso K e il pedaggio è stato ben più pesante: otto down in zona!

Le altre squadre italiane non si sono qualificate e tenteranno da oggi la sorte nel Board-A-Match; per tutti i giovani che le componevano, e che erano tanti, è stato certamente un utile bagaglio di esperienza che si va ad aggiungere a quella maturata da molti di loro nei vari campionati internazionali giovanili nei quali hanno primeggiato.

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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