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Braccio di ferro

Risultato dolceamaro, nei quarti di finale di oggi, per le due squadre italiane che stamattina erano ancora in lizza per la vittoria nel WTC (World Transnational Championship). I nostri portacolori erano impegnati in due match proibitivi: Bortoletti si trovava ad affrontare nientemeno che i campioni del mondo di Zimmermann, in formazione completa. Bici invece si trovava a fronteggiare una formazione norvegese nella quale militava la coppia Bakke-Brogeland, che nello stesso campionato del mondo ci aveva eliminato in semifinale, vincendo poi l’argento.

Togliamoci subito il (relativo) amaro: Bortoletti ha perso contro Zimmermann. Sconfitta con un punteggio assolutamente dignitoso (116-80), ma abbastanza netta, ancorché limitata da una bella rimonta finale. Ora Bortoletti, insieme alle altre tre eliminate, parteciperà alla semifinale A del BAM Les Etincelles, di cui parleremo dopo.

E veniamo alll’altro quarto: non era una vera e propria rivincita di Italia-Norvegia di Marrakech dell’anno scorso, ma l’impressione è che le due coppie che là c’erano, e cioè Versace-Sementa e Bakke-Brogeland, l’abbiano vista in questa ottica. Si sono seduti uno contro l’altro, in sala chiusa, e si sono alzati solo a giochi consumati: 56 mani di spettacolare braccio di ferro tra due delle coppie più forti del mondo, mentre in aperta i loro compagni si alternavano (ma anche Cima ha giocato sempre).

E anche qui il risultato è stato netto e inequivocabile: Bici si è aggiudicata quattro tempi su quattro. E’ stato il quarto di finale concluso con il maggiore scarto, una bella soddisfazione per la squadra azzurra, ma va ricordato che a metà dell’ultimo turno il vantaggio dei nostri era netto ma non ancora del tutto rassicurante. Poi sono arrivate queste tre mani consecutive, nelle quali i due nazionali azzurri hanno mostrato di essere in grado di fare la differenza contro chiunque grazie al loro punto di forza: la licita.

La licita inizia uguale con 1 picche di Sud, intervento di 2 fiori e 2 picche di Nord. Su queste premesse, in aperta Austberg contra e poi sul 3 picche avversario dice 4 fiori e se li gioca. Sementa inserisce invece una ben più descrittiva surlicita a 3 picche mostrando il buon fit, e ora Versace supera con 4 quadri e i nostri chiamano la manche di battuta (basta non perdere due atout), centrata da cinque coppie su otto.

Qui la differenza la fa Versace aprendo di 4 fiori in zona, e ora Sementa innesta le cuebid e quando gli arriva quella di cuori chiude a slam. Se vi interessa una statistica, ci sono state tre aperture di 4 fiori, tre aperture di 3 fiori e due passo (!), tra cui quello di Rasmussen contro di noi: ma si può passare in apertura con una nona, anche se brutta e in zona? Lo slam è stato chiamato a tre tavoli.

Non credo che sia giusto aprire 1SA con la mano di Est. Le aperture di 1SA anomale devono essere fatte con mani minime, 15 o 16 brutti, mani con cui siamo in difficoltà nella seconda dichiarazione. Con 17 belli perché rinunciare a descrivere?

Austberg la pensa diversamente da me, e ha aperto proprio di 1SA. Il compagno avrebbe potuto salvarlo dicendo 3 picche, e ora (malgrado la forza nel seme) potrebbe farsi strada in Est l’idea che le cuori siano a rischio. Invece anche Ovest ha deciso di nascondere le sue carte e ha chiuso a 3SA: attacco ovvio a cuori, 1 down.

Non è neppure necessario il talento di Alfredo e Antonio, per centrare il contratto giusto, se la licita parte da 1 quadri: Versace dice 3 fiori (che suppongo dia qualche tipo di fit invitante), Sementa mostra il rovescio a 3 picche e ora Alfredo non può certo esitare nella scelta fra 3SA e 5 quadri, facilmente mantenuti. Niente di difficile, e infatti ben sette coppie su otto hanno giocato la manche a colore. Grazie a queste tre mani i nostri hanno dilagato chiudendo oltre i 50 MP di vantaggio.

Bici va avanti, quindi, ma la prossima salita si annuncia più impegnativa di un arrivo del Tour de France all’Alpe di Huez (giusto per restare in tema, visto che è proprio nella località alpina francese che si sta giocando): infatti la sorte ci ha collocato dalla stessa parte del tabellone di Zimmermann, ed è quindi proprio contro di loro che gli italiani si giocheranno l’accesso alla finale. Molti nemici molto onore, si dice, ma certo questo match sarebbe stato più bello giocarcelo in finale. Pazienza, ce lo godremo oggi con la certezza di assistere a uno spettacolo di livello assoluto.

Dall’altra parte del tabellone, il derby francese è stato vinto da France Blue (Levy, Mauberquez, Bernard, Lhuissier) all’ultimo respiro: a tre mani dalla fine erano ancora avanti gli avversari di Chateau Latour. La mano del sorpasso è questa:

Nei due incontri delle squadre italiane a nessun tavolo è stata chiamata la manche. Nel derby francese, a entrambi i tavoli Ovest ha risposto 2 cuori (la cosiddetta Garozzina che mostra la bicolore nobile debole con almeno 5 picche) sull’apertura di 1 quadri, ed Est ha un po’ esagerato nel valutare i suoi punti, ben collocati ma molto pochi, e ha sparato la manche. Il down è evidente, ma se (dopo l’attacco picche di entrambi i tavoli), Nord in presa con l’Asso di cuori non rinvia fiori, una delle quattro prese della difesa sparisce irrimediabilmente grazie alla caduta del 10 di cuori che permette lo scarto della fiori.

Il quarto match tra Nikos e Team Black ci ha insegnato (se mai fosse stato necessario) a non emettere giudizi troppo affrettati, perché in questo gioco non è finita finché non è finita. Frase forse abusata, ma che abbiamo dovuto rispolverare in fretta in questa occasione. Dopo sole sei mani il match sembrava ben incanalato verso un monologo di Team Black che conduceva 34-0. Niente di più fallace, perché dopo sole altre sei mani il punteggio era 51-34 a vantaggio di Nikos. E il monologo di Nikos è proseguito nei turni successivi, fino a sancire la loro vittoria abbastanza netta e il loro meritato ingresso in semifinale. Francia contro Rest of the world, quindi, nella semifinale superiore del tabellone.

Sempre poca gloria per le nostre formazioni nel BAM: migliori ancora diciannovesime Valentina e Federica Dalpozzo con Funbridge Pink, ventunesimo Bianchi. Oggi si prosegue con le semifinali, a cui parteciperà come detto prima anche Bortoletti.

 

 

 

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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