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Nelle nostre mani

Penultimo atto, oggi a Marrakesh, del round robin. Ancora due match, nella giornata breve di domani che concederà un attimo di riposo ai fortunati team che otterranno la qualificazione, prima che il meccanismo del torneo li rituffi nei KO.

Affrontiamo questo sprint finale con tutte e tre le nostre squadre all’interno del range delle prime otto di ciascun torneo. Posizione invidiabile, dunque, che mette l’ingresso nei KO nelle nostre mani: se otterremo risultati sufficienti, la qualificazione arriverà. Questa situazione l’avremmo firmata e sottoscritta con atto notarile, prima della partenza, e questo motiva un certo grado di soddisfazione nell’entourage. Ma nessuna delle tre squadre ha ancora la certezza aritmetica della qualificazione, anche se un’occhiata alle varie classifiche ci dice che i gradi di probabilità sono ben diversi, e questo ci obbligherà a una domenica di passione… quaresimale.

Raccontiamo la giornata di ieri, e – noblesse oblige – incominciamo dalla squadra Mixed, che ha l’onore, dopo l’ultima curva, di affrontare il rettilineo finale in testa al gruppo, se pure con una sola incollatura di vantaggio. La formazione come sappiamo è la stessa di Salso 2022, e ne sta ripetendo la brillante prestazione. Ieri la squadra ha giocato i primi due incontri, contro Francia e Taipei, su BBO.

L’incontro con la Francia ha subito preso una piega positiva grazie a due decisioni vincenti di Irene Baroni

In sala aperta attacco picche di Dessì per il J e l’Asso, ora Thuillez ha fatto girare il J di quadri per la Q, e il ritorno picche ha condannato a un inevitabile 3 down il contratto.

Questa è stata la sorte di quasi tutti coloro che hanno ricevuto l’attacco picche, mentre chi in Ovest ha cercato una soluzione diversa, evidentemente per avere il ritorno picche dal compagno, ha invariabilmente permesso al giocante i tempi per l’affrancamento della quadri.

In sala chiusa anche Baroni in Sud ha ricevuto l’attacco di 7 di picche, ma, reputando che senza il 9 la probabilità di cedere due prese a quadri fosse molto elevata, ha deciso di affidarsi a un controtempo, e ha giocato quadri al K che ha vinto la presa, e cuori verso la mano. Philippe Cronier ha messo subito l’Asso nel timore che Irene stesse cercando di rubare la presa e ha rigiocato picche, ma questo ha concluso i giochi (anche se Cronier avesse lisciato, il J di fiori avrebbe permesso di giocare cuori dal morto una seconda volta).

La seconda è un quiz di licita:

e la domanda è: sull’apertura di 2SA del compagno che descrive 20-21 bilanciati con possibili quinte nobili, parlate con le carte di Sud? Laurent Thuillez è passato, mentre Irene – suppongo – si è ricordata che si stava giocando a duplicato, ha guardato tutti i suoi 10 e 9 che in caso di misfit avrebbero comunque giocato bene a senza atout, e ha quindi deciso che la mano valeva una Puppet: e questo ha collocato nelle mani di Gandoglia il contratto di 3SA. L’attacco cuori lisciato avrebbe battuto il contratto, ma Ovest non aveva avuto modo di mostrare la sua quinta, quindi Cronier ha attaccato normalmente picche: Alessandro in presa al morto con la Q ha fatto l’impasse a fiori e l’avversario ha rigiocato picche affrancando il seme. Ora il giocante ha incassato le quadri, e la caduta della Q gli ha permesso di entrare al morto con il J e sorpassare il J di fiori (che peraltro sarebbe ormai caduto).

Uno slam non chiamato dai nostri e mantenuto dagli avversari ha in parte riequilibrato l’incontro, che si è chiuso con i nostri a +6. Senza quasi alzarci dal rama abbiamo proseguito contro Taipei, piazzata in settima posizione, ed è venuta una sconfitta con poco margine (-4). Purtroppo nella circostanza una ventata di follia ha scompaginato la descrizione delle giocate (secondo quanto registrato dagli operatori abbiamo vinto di 22…), per cui è stato praticamente impossibile ricostruire la mggior parte degli avvenimenti. Ecco una buona decisione di Attanasio:

Nord apre 1 quadri, Sud risponde 1 cuori e Gabriella Manara si inserisce con 2 fiori. Nord contra per mostrare tre carte di cuori (support double), Attanasio rialza a tre fiori, Sud fitta le quadri e Manara va a 4 fiori. Ora Dario sa che l’intervento di Gabriella è buono e sa anche perché: la compagna è corta a quadri, probabilmente vuota. Pertanto nella certezza che tutti i suoi punti saranno tutti utilissimi va a manche: Nord contra ma la posizione della Q di picche rende il contratto imperdibile. Di là gli orientali si sono fermati a un parziale.

Nell’ultimo incontro sconfiggiamo nettamente l’Argentina (+21) e tutto questo ci porta come detto prima in vetta alla classifica, sia pure di uno spicciolo su Germania e USA 2; sono molto vicini anche Romania, Cina e Francia, mentre più lontano sgomiternno presumibilmente per i due posti restanti Taipei, USA 1 e Belgio.

La qualificazione è quasi certa ancorché non ancora matematica, ed è resa ancora più probabile da un penultimo incontro agevole (la Nuova Zelanda nei bassifondi, mentre l’ultimo sarà con il Belgio in piena bagarre), e ora sarebbe simpatico riuscire a mantenere una delle prime posizioni in modo da poter scegliere un avversario non troppo ostico. Ma questi sono ragionamenti prematuri, che mi rimangio subito: prima va timbrato l’ultimo cartellino, e niente scherzi!

La squadra Open era attesa da tre incontri da brivido, contro tre delle dirette rivali, e c’era quindi una certa preoccupazione nell’entourage, anche se temperata dalla buona forma raggiunta dalla squadra e dalla certezza del suo valore. Abbiamo pressoché pareggiato con la Nuova Zelanda (-2), vinto di 10 con l’Olanda e di 12 con l’India: ancora una prestazione eccellente, dunque. Il secondo e il terzo incontro sono andati su BBO come incontri di cartello.

L’incontro con l’Olanda era arrivato in perfetta parità all’ultimo board, ma questa mano lo ha girato a nostro vantaggio:

Tra le millanta cose che non so (ma ora lo so) c’è che Versace e Sementa in situazione di board favorevole giocano senza debole, proprio come gli olandesi (sui quali però sono più documentato, avendone ultimamente seguito un bel po’ di mani). Dunque Nord apre 1SA extralite a entrambi i tavoli, ma mentre i nostri senatori arrivano indisturbati a 2 picche tramite transfer e se le giocano ottenendo un indolore 4 down, in chiusa Donati contra, Sud fugge a 2 picche e i nostri arrivano a 3SA. Li gioca Donati in Est, prende l’attacco picche con la Q e, cercando di attaccare le riprese di Sud visto che la picche è bloccata, gioca subito fiori al J. Nord prende con la Q e ripete picche, Giovannino fa l’impasse a cuori, cede l’Asso di fiori e conclude con dieci prese.

E’ impossibile non rimarcare, esaminando gli score di ieri, come tutti e tre i difficili incontri si siano risolti a nostro vantaggio negli ultimi sei board. Nel primo, contro la Nuova Zelanda, abbiamo visto le streghe per oltre un’ora, e la posizione di classifica era precipitata come il barometro in un uragano, ma nelle ultime sei abbiamo rimontato 30 dei 32 MP perduti nelle prime dieci. Con l’Olanda il parziale degli ultimi 6 board è stato 15-6 per noi, e con l’India siamo analogamente passati da -5 a +12: in pratica, con i punteggi acquisiti nei primi 10 board dei tre incontri saremmo stati pressoché fuori. A Salso si parlò del calo dell’età media e del fatto che sempre più spesso le squadre vincenti contenevano giocatori e coppie giovani, a volte giovanissimi. Pur essendo certamente di gran lunga troppo presto per bilanci e consuntivi, tuttavia non credo che non ci sia alcun rapporto tra la discesa dell’età complessiva della nostra squadra – così a spanne siamo oltre i 150 anni – e questa nostra maggiore freschezza nei finali arroventati che si sta rivelando decisiva.

E ora un’occhiata alla situazione.

Essere rimasti a galla in questo frangente delicato è stato gran titolo di merito, e il premio è stato il mantenimento del quinto posto, ma come si vede la classifica non ammette distrazioni. L’India per fortuna ha sbagliato un calcio di rigore perdendo nettamente con l’Egitto, e questo unito alle due sconfitte con Polonia e Italia l’ha fatta scivolare fuori dagli otto insieme all’Olanda, che ieri contro di noi ha giocato decisamente male, almeno due gravi errori, e ora è molto vicina all’eliminazione: i tulipani non sono più quelli dell’anno scorso.

Come avevamo previsto ieri Israele, Cina e soprattutto USA 2 hanno sfruttato il calendario favorevole e sono risalite in classifica, ed è scesa la Nuova Zelanda pur rimanendo in zona qualificazione. E’ rientrata in gioco, e anche questo era facile prevederlo guardando i calendari, anche USA 1 ora decima, e se non avesse preso 4 VP di penalità sarebbe ancora più vicina. Due victory sono arrivati per aver giocato sulla stessa linea nelle due sale (l’incontro è stato poi rigiocato), gli altri due perché un gentiluomo della squadra, per mostrare il suo apprezzamento per la licita del partner, ha scagliato il carrello al centro della sala, e qui la penalità mi sembra almeno inadeguata: un simile personaggio non dovrebbe più sedersi al tavolo, almeno per un periodo di tempo sufficientemente lungo a farlo meditare sul suo comportamento.

Ma alla fine, guardare in casa d’altri ora importa fino a un certo punto: sapevamo da prima dell’inizio che nel finale questa zona della classifica sarebbe stata una rissa al confronto della quale una touche rugbystica sembrerebbe un ballo delle debuttanti. Siamo riusciti a portare otto VP di vantaggio alla stretta finale, e ora dobbiamo difenderli. Si tratta di giocarcela con la Norvegia capolista (per la terza volta incontriamo la capolista, dopo Olanda e Svizzera) in un incontro stellare che ovviamente avrà gli onori di BBO, e poi se mancheranno punti li andremo a prendere all’Australia che non è debole ma è fuori dai giochi. Dobbiamo semplicemente – si fa per dire – giocare come abbiamo fatto negli ultimi tre giorni.

La squadra Seniores da qualche giorno non riesce a andare oltre la media, con prestazioni non brillantissime. Questo li ha fatti scivolare un po’ in classifica, dal terzo al sesto posto. Il margine sulla nona è ancora confortevole, 10 VP, ma oggi evidentemente non sono ammesse distrazioni. La giornata di oggi poteva darci qualcosa di più, forse: avevamo due incontri abbordabili contro Hong Kong e Canada, che speravamo di sfruttare bene avendo poi come terzo avversario la Polonia capolista. Con Hong Kong è arrivata una vittoria non larghissima, mentre abbiamo perso con Canada e Polonia; in entrambi gli incontri l’ultimo board ci ha portato uno swing che ha addolcito i punteggi, senza questi due colpi di coda la situazione sarebbe molto complicata.

Andiamo così a nanna con queto gruzzoletto da amministrare sulla nona, che è Taipei, e con un calendario insidioso che ci aspetta: Israele e Belgio sono undicesima e decima, entrambe quasi fuori ma non del tutto, e questo significa che la qualificazione dovremo sudarcela fino all’ultimo.

Nella Venice Cup sempre calma piatta, Polonia e Svezia dominano e la cosa più eccitante che è successa è il sorpasso della Francia sulla Turchia per la terza posizione.

 

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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