FederbridgeHome

I PCTO di Bridge e Matematica a Catania – “Un racconto dalla Z alla A”

Perché iniziare dalla fine?
Per usare le immagini piuttosto che le parole. Queste foto urlano la gioia di 60 ragazzi!
E noi operatori ci siamo fatti travolgere dalla loro carica vitale e ne abbiamo tratto una grandissima lezione di vita, ci hanno contaminati con il loro interesse e il loro entusiasmo.
Osservateli bene: non troverete un solo volto che esprima noia o distacco.
Dove siamo? No, non è Salso!
Il 30 maggio, essendo la Asd Convivium Bridge Ente Ospitante – secondo la definizione dei PCTO, al Circolo del Bridge di Catania si è concluso il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento “Bridge + Matematica e Comunicazione nel Bridge”, in cui gli Enti Ospitanti sono stati per l’appunto Convivium e il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania. I progetti sono stati due, avviati nei licei “Gulli e Pennisi” e “Principe Umberto di Savoia”: usando una misura bridgistica 7 tavoli da una parte e 9 dall’altra. Un percorso irto di difficoltà didattiche oltreché logistiche e tecniche. Insegnare qualunque cosa oggigiorno richiede davvero “competenze trasversali”. Spesso i non addetti ai lavori hanno tentato di riportare questa esperienza al vecchio e caro Bridge a Scuola. L’utilizzo pedagogico del gioco del Bridge rimane sempre strumento educativo innovativo quanto “delicato”. Richiede competenze didattiche specifiche da parte degli operatori che devono essere in grado di stimolare i giovani ad analizzare, prevedere, costruire strategie. Abbiamo potuto sperimentare, grazie anche al lavoro strutturato e programmato assieme ai Professori del DMI dell’Università di Catania, che un PCTO offre molto di più… e che sarebbe delittuoso non accorgersene e non trarre vantaggio dalle differenze.
Prima grande differenza : i PCTO sostituiscono i progetti di Alternanza Scuola-Lavoro e mirano al potenziamento delle abilità trasversali (le soft skill). L’insegnamento del Bridge nel PCTO diventa potente strumento di accrescimento delle competenze trasversali e se poi affianchiamo a questo la proposta di elementi di logica e di calcolo combinatorio, il mix risulta ancora più performante.
Seconda grande differenza: il PCTO “impone” che gli studenti visitino l’ambiente dell’ente ospitante e facciano qualche “immersione” in realtà-comunità diverse da quella scolastica.
Se ci chiedessero “cui prodest”? risponderemmo senza alcuna esitazione che primariamente sono i Circoli di Bridge ad avvantaggiarsi di questa modalità, quasi un elettroshock per piccole comunità di “diversamente” giovani.
Però le foto dicono che anche per i ragazzi queste “trasferte” sono positive. Alcuni di loro ci sono sembrati quasi trasfigurati: nessuno di loro è rimasto apatico o è apparso stanco ed annoiato… tutt’altro. Insomma, come si dice nel mondo anglofono, è stato un win-win!
Altro timore che abbiamo sentito sussurrare è stato: i ragazzi partecipano per avere i crediti ma poi finisce tutto lì. Tutta da dimostrare questa ipotesi: intanto sono stati con noi per tre mesi, forse all’inizio per avere i crediti, ma la fine del racconto non sembra avvalorare questa ipotesi.
Il PCTO, proprio perché dà crediti, viene scelto da tanti studenti (e ditemi cosa scegliereste voi al posto degli studenti tra la possibilità di “giocare” e quella di assistere magari ad un ciclo di conferenze) e l’atmosfera in cui si “gioca” risulta molto diversa se giochiamo in 8 o giochiamo in 40 e se poi abbiamo la prospettiva di competizioni interscolastiche dove si gioca in 60… la cosa diventa molto più intrigante!
Ed eccoci arrivati all’inizio, su cui però forse non vale la pena di dilungarsi. Tralasciamo la fase di progettazione, di “formalizzazione” dei PCTO, della messa a punto dei contenuti sia bridgistici che matematici. Ci immergeremo in queste tediose faccende il prossimo anno puntando ad arrivare ad una fine del racconto ancora più coinvolgente ed entusiasmante. Solo un aspetto a nostro parere non è trascurabile e dovrebbe portarci a impostare diversamente il lavoro nelle scuole.
Crediamo che lavorare in “team” sia assolutamente indispensabile anche perché le scuole sono diventate realtà molto complesse.
Allora meglio partire in gruppo, sostenuti dalla propria Asd, per “invadere” le scuole.
Questo è l’inizio giusto.

Maria Rosaria Pezzino, Istruttore
Marisa Lappano, Promotore
Francesco Tuttobene, Promotore

Redazione

Bridge D'Italia è la rivista ufficiale della Federazione Italiana Gioco Bridge

Potrebbero interessarti anche...

Leggi anche...
Close
Back to top button