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Vi racconto… le mani dei Campionati Allievi a coppie (3)

Mano 1


Una mano semplice in licita e in gioco, per incominciare. Est apre di 1SA, Ovest risponde 3SA: rapido e indolore. La riuscita dell’impasse a cuori garantisce le nove prese, ma come sapete in torneo Mitchell la presa in più ha un peso non indifferente, e la scelta sta tutta nell’attacco di Sud: se sceglie cuori non regala, mentre se opta per le più belle fiori permette al giocante di produrre la decima presa lisciando dal morto. Nord è costretto a mettere il K e ora la Q di Sud è catturabile in impasse. La mancata Stayman potrebbe orientare verso l’attacco nobile, ma non è certo criticabile chi ha deciso per il seme onorato: c’è anche un pizzico di fortuna e sfortuna in queste scelte.

Mano 2


Seconda apertura consecutiva di 1SA per Est, sicuramente seguita da due passo, e ora Nord deve decidere se subire o inserirsi, e come. Diciamo subito che a carte viste la scelta vincente è l’imboscamento: non perché abbiamo speranze di battere 1SA (la difesa affrancherà inevitabilmente le quadri sufficienti al mantenimento), ma perché le alternative sono peggiori. Il contro innesca un meccanismo al termine del quale ci si troverà a giocare o 1SA contrato e inevitabilmente mantenuto, o 2 picche che – se la difesa non si mette a pasticciare con le fiori – va incontro al due down con relativo -200.
A carte coperte, ammettiamolo, è difficile ammucchiare; se trasferiamo una carta da Est a Sud ecco che le prospettive della mano si ribaltano. Di nuovo, la decisione giusta è legata in gran parte ai favori della dea bendata.

Mano 3


Ancora punti in orizzontale, per una facile manche a picche. Sud potrebbe aprire, perché il punteggio insufficiente è compensato dalla bella distribuzione e dalla presenza di prese difensive. Tutto inutile, perché Ovest interviene in qualche modo a picche ed Est non può proprio chiamare meno di manche. La difesa incassa subito due cuori, dopodiché Sud deve essere all’erta e, quando verrà mossa la piccola quadri verso la mano nascosta (dove si acquatta la Dama secca), deve sbattere l’Asso sul tavolo, altrimenti se lo riporta a casa e concede una pesantissima surlevée.

Mano 4


Ovest primo di mano apre di 1 picche, Est risponde con 1SA, Ovest mostra la bicolore con 2 quadri, e il compagno, con il suo senza decisamente massimo, dovrebbe formulare un invito con 3 quadri. Invito che verosimilmente cadrà nel vuoto, visto che l’apertore è al contrario al minimo assoluto. Si giocheranno perciò probabilmente 3 quadri, che verranno fatti con o senza presa in più a seconda che il giocante, quando muoverà le picche dal morto, scelga di passare il Fante (10 prese) o il Re (soltanto nove). Come lanciare una monetina, si direbbe: però bisogna vedere come sono andate le prime prese. Il probabile attacco di 10 di cuori verrà coperto da J, Q e Asso, e ora il giocante, dopo aver battuto due colpi di atout, prima di giocare la mossa decisiva può cercare di scoprire come sono messi gli onori di fiori. Muovendo il J di fiori dal morto, Sud probabilmente metterà l’Asso e proseguirà nel seme per il K di Nord; e un terzo giro di fiori svelerà la Q in Sud. Fanno otto punti, e Sud avrebbe potuto contrare la risposta di 1SA e non l’ha fatto. Difficile che nella sua mano sia presente anche l’Asso di picche. Sono piccoli indizi, ma che possono guidarci verso la scelta giusta: rientriamo al morto in atout o a cuori e giochiamo picche al Fante.

Mano 5

Ovvero, non contate i punti! Sud apre di 1 fiori e se Ovest, dopo essere intervenuto di 1 picche e ricevuto il fit a livello minimo dal compagno, si limita a calcolare i punti, rischia di sottovalutare la sua forza in modo grossolano. Con la sesta bellissima, una quinta laterale solida (notate la presenza delle intermedie, che assicurano un affrancamento rapido) e la certezza di giocare con nove atout, come minimo va fatto un tentativo con 3 quadri, ma in realtà la mano vale assolutamente la conclusione a 4 picche. Anche cedendo due quadri la manche è imbattibile: battiamo due atout finendo al morto, giochiamo quadri passando il J e cedendo la Dama a Nord, e qualsiasi cosa succeda smontiamo l’Asso di quadri e reclamiamo il resto.

E’ difficile per l’allievo imparare a valutare la forza distribuzionale della mano, mentre è molto riposante basarsi su un concetto inequivocabile come il punteggio: ma non funziona. A questo gioco si vince facendo le prese: è vero che c’è una certa proporzione tra punti detenuti e prese fatte, ma questa relazione è valida nelle mani bilanciate, mentre diventa sempre più ingannevole man mano che aumenta l’irregolarità della distribuzione. Bisogna imparare a gestire queste situazioni con coraggio.

Mano 6


Dopo questo inizio tutto per la linea orizzontale, ecco comparire qualche punto in Sud, che però viene anticipato sull’apertura da Est che parte con 1 fiori. Da qui in poi la licita dovrebbe essere solo verticale: 1 quadri, 1 cuori, 1 picche, 2 cuori. Qui ci si dovrebbe fermare, perché Sud ha sì 15 punti ma si trova in forte misfit e se dice 2SA avrà grossi problemi a mantenerli (figuriamoci a 3SA).
A cuori invece ne dovremmo fare tre, cedendone all’incirca una per seme, con qualche possibilità di affrancare le quadri e metterci le due picche, ma anche qualche rischio di cedere due fiori se non è la difesa a muoverle. E infatti chi ha giocato le cuori ha realizzato un ventaglio di prese tra le otto e le dieci, mentre chi si è avventurato sui senza difficilmente ha mantenuto.

Mano 7


Il punteggio preponderante ritorna sulla linea Est-Ovest. Apre 1 fiori Ovest, risponde 1 quadri Est, limita a 1SA Ovest e chiude a manche il compagno. L’attacco picche consegnerebbe le prime quattro prese alla difesa, ma molto probabilmente senza indicazioni l’attacco scritto da Nord sarà la Q di cuori, e questo permetterà la realizzazione di addirittura dodici prese senza alcuna complicazione, grazie alla divisione dei due semi minori.

Mano 8


Prosegue il gioco in Est-Ovest con questa mano al limite dello slam. Dopo 1 quadri di Ovest e 2 fiori di Est, Ovest fornirà la risposta prevista dal sistema per le bilanciate minime ed Est dovrebbe avere la possibilità di indagare; se riesce a ricevere il fit a fiori, può avventurarsi allo slam nel seme, altrimenti deve ripiegare su 6SA. Non è affatto criticabile chi si è fermato a manche, perché nessuno dei due slam è eccezionale: in pratica è la caduta della Q di fiori, che ammonta circa al 50%, a rendere sicuro lo slam in atout (cederemo solo il K di quadri), mentre se giochiamo 6SA siamo soggetti anche al rischio dell’attacco cuori che affrancherebbe inevitabilmente la presa del down. Paradossalmente quasi tutti quelli che hanno giocato la manche hanno preso l’attacco cuori e si sono fermati a undici prese, mentre chi ha giocato lo slam lo ha quasi sempre scansato (gli onori sono divisi, e attaccare sotto un onore contro 6SA è spesso controproducente). Una mano che premia l’audacia.

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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