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Vince la Svizzera

Ed eccoci all’atto finale, agli ultimi tre turni che assegneranno oro e argento in ciascuna delle manifestazioni. Quarantotto mani separano i giocatori dalla vittoria o dalla sconfitta.
Come ieri, seguiremo con particolare attenzione il rush finale della Bermuda Bowl, un po’ per la sua intrinseca importanza, e molto perché è il match in maggiore equilibrio; e c’è da attendersi che lo resterà fino alla fine.

Turno 4
Partenza con Brink-Drijver contro Van Lankveld-Van den Bos e Gawrys-Klukowski contro De Wijs-Muller. Si parte con l’Olanda a +3.
Il board 18 segna il primo sorpasso: +4 Svizzera quando Drijver piazza l’Asso di cuori al primo giro e non se lo fa bruciare; il giocante era singolo ed era la presa che batteva 3 quadri. De Wijs non lo mette, Svizzera a +1.
Molto fieno in cascina per gli elvetici (insomma) al board successivo:

E’ un successo del Raptor, l’intervento a 1SA con quarta nobile e quinta minore. In chiusa nel silenzio avversario Klukowski apre d1 1SA e i due polacchi trovano rapidamente le 12 prese a cuori (si fa slam in tre colori diversi, compreso SA). Ma in aperta il Raptor colpisce: Van Lankveld apre di 1 cuori, Brink entra di 1SA, Van den Bos mostra il buon fit a 2SA e Brink stronca lo scambio di informazioni con 4 picche. Tutto quello che può fare Ovest è contrare per mostrare buona mano, e ora si può dire 5 cuori magari, ma è impossibile da localizzare il perfetto doppio fit che consente lo slam. Van den Bos tiene il contro e marca 300, contro il piccolo slam in prima sono 15 MP Svizzera.
L’Olanda torna subito sotto, cosa credevate?

I polacchi dichiarano così:

Una mano difficile da dichiarare, e né a me né ai commentatori è chiaro se 4 fiori accettasse o no le quadri; presumibilmente no, visto il mancato 4 picche di Klukowski. L’impressione è che Gawrys non valorizzi fino in fondo il suo K di quadri. Una volta si chiamava proprio “appoggio svizzero” quello dato con forza di onori ma lunghezza insufficiente: pare che Gawrys non si sia ancora naturalizzato a sufficienza…
Van den Bos in analoga sequenza fitta subito a 4 quadri; Van Lankveld mette la cuebid a picche e lo slam è chiamato: l’Olanda di nuovo a -3.
Non ci sono altri swing nel primo tempo, anche se in pratica ogni mano racchiude qualche motivo di interesse e sarebbe da raccontare, visto il valore dei contendenti e il peso che rischia di avere ogni differenza anche piccola sull’esito finale. La Svizzera prende però un piccolo vantaggio e tenta la fuga decisiva. Il tempo si chiude 37-22, che sottraendo il + 3 olandese assegna ai rossocrociati 12 MP di vantaggio: niente di decisivo.

Turno 5
Gli svizzeri non cambiano formazione (e verosimilmente quindi non lo faranno più, perché mi riesce difficile immaginare Zimmermann schierato all’ultimo turno). Negli olandesi invece Van Proijen e Verhees rimpiazzano i due giovani Van in sala aperta.
Al board 3 chiamare il grande slam non è un problema per coppie di questo valore, ed è mano quasi pari (gli olandesi lo chiamano a senza atout, +2).

L’unica mano che sposta una quantità di MP in doppia cifra lo fa a favore dell’Olanda

Nel fiori forte degli olandesi la mano di Est si apre di 1 quadri. Brink contra molto aggressivo, e Drijver altrettanto aggressivo trasforma. Est surcontra, evidentemente con significato SOS, e Ovest dice 1 picche. Ancora contro di Nord, e il 2 fiori definitivo di Van Proijen viene contrato da Sud. L’olandese riesce a incassare tutte le sue cinque atout e due quadri: un down.
All’altro tavolo Gawrys apre 1 fiori Polish, Klukowski risponde 1 quadri negativo, Drijver entra con le picche quarte e Brink le appoggia a 2 picche. Malgrado le sette atout e la 5-1 il parziale a picche si dovrebbe mantenere, perché anche senza allungamenti il giocante ha a disposizione quattro atout, tre cuori e il taglio della terza quadri. Pertanto, quando Est riapre di contro (mostrando una mano di forza intermedia, visto il passo al giro precedente), il compagno deve destreggiarsi e cerca la ciambella di salvataggio a 3 fiori. Muller è piuttosto lieto di contrare.
Nel finale Gawrys tenta una messa in mano contro Sud, sapendo che ha tutte le atout tranne una: esce con la Q e va a schiantarsi sul K secco di Nord! Questo gli costa il tre down, 800.
A questi 12 punti orange, in tutto il resto del turno si somma un 13-12 per la Svizzera: l’Olanda pertanto rimonta 11 MP e si porterebbe a -2; ma in realtà la Svizzera ha ricevuto 4 MP di penalità, e se fosse finita qui sarebbe proprio quella (che se non sbaglio è stata inflitta per gioco lento) a decidere il match ribaltandolo da -2 a +2 a favore dell’Olanda. Per dire l’equilibrio.

E così ci si siede come all’OK Corral per le ultime 16 mani in equilibrio quasi perfetto, mentre nelle altre finali la supremazia di Svezia (Ladies), Polonia (Seniores) e Francia (Mixed) si è confermata, e il round conclusivo si presenta quasi privo di suspence, salvo forse il misto nel quale il ritardo di USA 1 è di 37 MP.

Gli olandesi non rinunciano alla loro coppia di punta, De Wijs-Muller, che quindi oggi giocheranno sempre; rientrano invece Van Lankveld e Van den Bos avvicendando Verhees e Van Proijen.
Tre mani pari e la Svizzera sorpassa:

Van den Bos sbarra a 3 picche, già piuttosto coraggioso in sfavore di zona – osservano i commentatori. Ma a Gawrys all’altro tavolo la licita arriva invece a 4 cuori, e lui senza una piega di picche ne dice quattro. Le carte sono al bacio per andare un down solo, e la difesa in sfavore di zona frutta 7 MP.
Al board 22 la Svizzera tenta di nuovo la fuga:

Tutto semplice per i polacchi: 1SA, 4 cuori transfer, 4 picche. Giocato da Est il contratto è sicuro, mentre posizionato dall’altra parte verrebbe battuto dall’attacco cuori: d’altra parte le transfer le hanno inventate proprio (anche) per questo motivo.
All’altro tavolo c’è il solito disturbo degli ex-olandesi. Questa volta non sembrerebbe essere sufficiente a mandare i veri olandesi fuori contratto, e invece state a sentire. Su 1SA Brink dice 2 quadri, quinta nobile e quarta minore. Van Lankveld dice 3 cuori transfer, Drijver in favore di zona non si lascia sfuggire l’occasione di disturbare e dice 4 fiori passa o correggi. Van den Bos dice pass, Brink ovviamente 4 quadri, passo, passo e Van den Bos si immerge. Mentre i commentatori discutono sui pro e i contro del 4 picche rispetto a contrare 4 quadri (si piglia abbastanza poco), inaspettatamente l’olandese passa! Difesa nemmeno troppo cattiva, tre down lisci in prima contro manche in zona fa 10 per la Svizzera.
Gli elvetici guadagnano ancora qualcosa nei board successivi, e si presentano alle ultime 7 mani con un parziale di 21 a zero e un vantaggio totale di 19. Potrebbe essere il break decisivo, ma ai board 26 e 27 gli olandesi ne recuperano 11; prima battono 3SA in questa mano

L’attacco J di quadri mette subito fine alla competizione liberando cinque prese rosse alla difesa; se il giocante fosse stato Sud, l’attacco nel seme avrebbe fornito la nona presa. In aperta gli olandesi fanno addirittura 11 prese a 2 cuori e recuperano 7. Altri 4 arrivano quando in entrambe le sale apre Sud di 1 quadri, Ovest dice 1SA e Nord contra. Gli olandesi giocano transfer su questa sequenza, per cui 2 cuori viene giocato in aperta dalla mano forte; i polacchi invece giocano il colore e in chiusa gioca la mano debole. In questa mano la cosa fa differenza, Van Lankveld mantiene e Gawrys no. La Svizzera scende a +8, che diventano +11 nei board 28-29, e ritornano a +8 nei board 30-31 (ogni singola surlevée meriterebbe di essere analizzata, vista la situazione).
Arriviamo invece all’ultima mano, che – come merita il fascino di questo incontro – è quella decisiva.

Drijver apre 1SA debole, Brink dichiara 2 picche dai molteplici significati tra i quali c’è invitante bilanciata, e Drijver con 3 fiori accetta l’invito. Si gioca quindi 3SA in Nord, Van den Bos attacca con tre giri di picche e Brink cerca di fare la mano sul doppio impasse a fiori: quando cede il J è down, prima o poi la difesa incasserà ancora una quadri.
Avrete certo visto che la mano si farebbe giocando quadri alla Q; con tre prese nel carniere a quadri, è sufficiente l’impasse semplice (che riesce) a fiori. La linea è però molto inferiore (circa 10%) rispetto al 25% del doppio impasse, perché richiede la quadri 3-3 con il K in Est e il K di fiori in impasse. E’ quindi corretta anche se perdente la linea di Drijver, come c’era da aspettarsi.
In sala chiusa però i senza atout li gioca Sud, non essendoci stata l’apertura di 1SA debole (De Wijs ha aperto di 1 quadri e Gawrys ha contrato). Attacca pertanto Klukowski a cuori, Muller prende e fa girare anche lui il 10 di fiori. E’ in mano Gawrys che, attenzione, non gioca tre giri di picche ma muove la piccola. Non fa differenza? Guardate: Muller fa l’impasse a fiori, incassa fiori e cuori e gioca picche per Est, che dopo aver incassato le picche deve uscire sotto il K di quadri. Gawrys avrebbe potuto salvarsi dalla messa in mano conservando una piccola cuori per Klukowski, che in mano con il 9 avrebbe potuto giocare quadri senza controindicazioni: la difesa non era invisibile, ma il polacco scarta la cuori sull’incasso delle fiori e non ha più difesa.
Quindi ha vinto l’Olanda? Eh no: perché il 3SA non è stato chiamato! Sul contro di Gawrys, Muller ha detto solo 1SA e questo è stato il contratto finale. Pertanto le nove prese olandesi portano 5 MP agli arancioni, e non i 10 della manche: e per 3 MP prevale la Svizzera. Forse Gawrys contro la manche avrebbe difeso e scartato con maggiore attenzione; ma c’è da dubitarne, vista l’importanza che aveva ogni singolo MP in questo caldissimo finale.
In pratica, l’Olanda che si è seduta a +2 si alza a – 3: tutta la battaglia odierna ha depositato 5 piccoli ma decisivi MP sul piatto svizzero della bilancia, dandogli il peso decisivo.
Che finale, gente! E’ davvero un peccato che non si possa assegnare un titolo ex-aequo, come è stato fatto per il bronzo, perché mai come questa volta sembra ingiusto assegnare solo l’argento agli sconfitti. Una finale epica, che verrà ricordata come altri scontri di giganti conclusisi sul filo del rasoio, come la finale del 1975 delle Bermuda con il famoso grande slam sull’impasse al K di fiori di Belladonna, oppure il contro di Eisenberg a 2 picche a Rio de Janeiro che pochi anni dopo ribaltò a favore degli USA una finale ormai praticamente vinta dall’Italia.

Queste memorie si devono purtroppo venare di una nota triste: proprio pochi giorni fa è scomparso Edwin Kantar, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, che fu protagonista in entrambe le finali che ho menzionato sopra. Kantar è stato anche un grande scrittore e insegnante, e tutti noi abbiamo imparato molto da lui. Addio Eddie, ci rivedremo a qualche tavolo dei grandi tornei dell’aldilà.

E’ davvero finita: le altre finali si sono chiuse come da pronostico con la vittoria larghissima della Svezia nel Ladies e della Polonia nel Seniores; USA 1 ha rimontato esattamente 1 MP dei 34 che la separavano dal successo, e il titolo Mixed è quindi andato alla Francia. Quattro nazioni diverse con l’oro al collo, otto nazioni diverse in finale, tredici diverse in semifinale: solo Polonia, Francia e USA (che però contava su 8 rappresentative) sono riuscite a piazzare due squadre nelle prime quattro. Non c’è in questo momento una nazione che prevalga sulle altre.

Concludiamo con un doveroso ringraziamento a Salso per il livello di accoglienza, come sempre ammirato da tutta la comunità dei bridgisti stranieri.

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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