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Il Bridge e il caso!

Ieri ho assistito, grazie a BBO, all’incontro della nostra squadra OPEN contro la Norvegia, avversario di tutto rispetto e che, prima di accomodarsi ai tavoli, ci precede in classifica di 7 posti e di poco meno di 28 VP, non pochi.
Un divario che però, alla fine dell’incontro si è ridotto a soltanto una dozzina di VP e rimette i nostri alfieri assolutamente in corsa per il superamento del Robin Round per poi giocarsela nella fase finale con gli scontri diretti; prudente non correre troppo, la strada è lunga ed è meglio procedere passo dopo passo, anzi incontro dopo incontro.
Alla fine della quinta giornata anche le altre squadre azzurre sono messe bene in classifica, compresi i Leoni di Lione che finora avevano sonnecchiato e ruggito poco ma, con un grande sbadiglio tipico dei leoni, si sono svegliati in tempo per non restare troppo indietro; speriamo non si riaddormentino.
In verità ero soprattutto curioso di vedere i nostri all’opera dopo la sonora ed inattesa batosta presa dalla modesta Guadalupa; spiace che su questo incontro, paragonabile con le dovute proporzioni alla sconfitta della Nazionale di calcio con il Montenegro del Nord, non si siano pubblicamente approfondite le cause, tecniche o emotive che siano state, e come porvi rimedio.
Sicuramente i nostri avversari non avranno sbagliato una carta, come suol dirsi, e i nostri avranno avuto un obnubilamento prolungato: succede nelle migliori famiglie, importante che non diventi una abitudine.
Nessuno desidera per questo condannare qualcuno alla pubblica lapidazione, nessuno lo vuole né lo farebbe mai, ma può essere importante capire cosa possa essere successo al tavolo dove tutto si decide in brevissimo tempo, ogni scelta è presa in un paio di minuti al massimo.
Su quest’ultimo aspetto, considerato nella sua generalità, desidero fare una breve riflessione e, a questo fine, prendo in esame – per brevità solo per il girone Open – la mano 25 del primo round che ha fatto ammattire un po’ tutti, giocatori e giocatrici.
Tranquilli, non sarà un commento tecnico che non mi compete: per questo compito ci sono altri che già lo fanno benissimo dall’alto della loro sapienza bridgistica e anche, come è giusto che sia, con il dovuto ed equilibrato tifo per i colori azzurri.
Questo lo schema del board 25, dichiarante Nord, E/W in zona:
È scontato che ai tavoli non sedevano tanti Ragionier Pino e compagni ma 96 grandi giocatori, alcuni dei quali pluricampioni mondiali: eppure, avvenimento non usuale in questo tipo di competizione, questa mano ha segnato swing in 9 incontri, 4 a favore delle squadre di casa e 5 per gli ospiti, giocando contratti diversi sulla linea E/W in 21 tavoli sui 24 totali.
Quasi incredibile a dirsi, il contratto ottimale di questa mano è 7 SA giocato da Est, molto difficile da raggiungere e infatti nessuno lo ha dichiarato.
La sola spiegazione è che questa smazzata non rientra in alcun canone bridgistico, anche il più elaborato e raffinato, come se ne leggono nei moltissimi tomi scritti dai più eccellenti esperti; si dirà che, statisticamente, sono poco frequenti se non addirittura rare ma ogni tanto fanno capolino al tavolo: le classiche mani curiose e bizzarre, mani “gulasch” in gergo bridgistico, che ciascuno legge a suo modo.
Infatti, quando ciò accade, sia la licita che attacco e difesa saltano ogni schema precostituito; le convenzioni più complicate, il calcolo delle probabilità, la conoscenza degli avversari, ecc. ecc. perdono molto della loro efficacia e al tavolo prendono il sopravvento altri fattori: genio, fantasia, esperienza, sensibilità bridgistica, intesa con il partner, e perché no, anche il caso.
Non voglio dire che nel bridge, come nella vita, rivesta un suo ruolo la fortuna (parola vietata) ma indubbiamente accadono, più o meno frequentemente, situazioni particolari che mettono in crisi anche i migliori.
Ieri in qualche occasione è accaduto, in qualcuna molto più evidente che in altre; il risultato di questa mano ha arriso ai nostri e ha contribuito alla larga vittoria finale; e anche per le altre squadre azzurre i risultati di questo board sono stati ampiamente positivi ma si sarebbe potuto verificare il contrario, come avvenuto in tanti altri tavoli, e nessuno se ne sarebbe stupito.
Abilità dei nostri giocatori? Inconsapevole collaborazione degli avversari? Un caso? Forse un po’ di tutto.
Comunque, iniziare la giornata con l’ampia vittoria di questo incontro è stato di buon auspicio perché la squadra ha continuato con altri turni portati a casa con due quasi cappotti: e in questi il caso non ha avuto alcuna incidenza, hanno contato solo l’abilità e la concentrazione.
Raggiunta una posizione in classifica relativamente tranquilla, si può guardare con più distensione agli ultimi due giorni di qualificazione.
Lo stesso dicasi per le altre squadre tranne che per i Senior che non devono più distrarsi.
Prendiamo e portiamo a casa: forza azzurri!

Eugenio Bonfiglio

Eugenio Bonfiglio (BNN267, Canottieri Olona Milano) si è avvicinato al Bridge da una dozzina di anni e si è subito appassionato anche se troppo tardi per raggiungere apprezzabili risultati sportivi, ma ancora in tempo per divertirsi... Ma non è mai detto...

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