FederbridgeHomeIn ricordo di

Paolo Mauri

Il mondo del Bridge sardo è stato trafitto ieri dalla perdita di Paolo Mauri, amico di tutti e unanimemente riconosciuto come eccellenza del panorama bridgistico isolano.
La sua presenza, costante e assidua ai nostri tavoli da gioco, mancherà un po’ a tutti.
Il suo ricordo nelle parole dell’amico bridgista e autore Nino Nonnis.

Un pezzo di storia se ne va, un uomo.
Hai dormito bene, ti svegli e fai colazione, ti siedi davanti al computer, e su FB scopri che cosa ha mangiato un tale.
Come diceva mio padre, a 95 anni, prima di morire a chi gli chiedeva come stesse “Non mi posso lamentare”, e dovrei lamentarmi io? No. Perché la vita è un mistero che hai in sorte. Come in un film di indiani, quando in un canyon c’è troppa calma proprio allora devi temere l’agguato della sorte.
Mi telefona Renato e mi dà la notizia “È morto Paolo Mauri”. Siamo increduli entrambi, speriamo che la notizia non sia vera. Purtroppo bastano due minuti e ne ho la conferma: non ci sarà più.
Gli spagnoli lo chiamano un hombre vertical, noi diciamo di grande statura, ma Paolo la sua dote la esprimeva da seduto con le carte in mano. Ma quando le poggiava e si alzava dritto era lo stesso ed è una dote che non è mai facile confermare, e lo togliamo dall’impiccio: la confermiamo tutti quanti noi che l’abbiamo conosciuto.
Ti chiedi: ma come gioca un campione? No, io lo so. Perché ci ho giocato contro tante volte, ma non era contro, era con, perché c’era il momento in cui ci salutavamo, quello in cui ci prendevamo in giro, che voleva dire che ci prendevamo in considerazione, e quello in cui ci lasciavamo. Che era sempre un arrivederci, che ora mancherà.
Mancherà di più a Nando, il suo compagno di una vita bridgistica, il complice del suo vizio, il corrispondente di una passione e che è riuscito a coniare una di quelle combinazioni felici come solo un creativo sa fare, parlando di Paolo, della sua dote, chiusa magicamente in due parole “Armonia logica”.
Era un campione, giocava a carte viste, da quando diventò vice campione italiano a squadre, e si è mischiato con noi, spartendo trionfi ed esperienze, serate al tavolaccio e ai vari tornei, ultimo quello di un consorzio su Real bridge dove ci incontravamo ogni lunedì.
Anche gli amici di Latina e Roma hanno apprezzato la tua rivalità sportiva, mai arrogante o supponente, e questo penso sia il grande merito che sarà un rimpianto per tutti, e quando troverai un avversario scorretto dirai “Già, non sei come Paolo” e sospirerai.
Non ci pensavi proprio, non verrai a saperlo, e ci dispiace, ma ti ricorderemo senza eccezioni, all’unisono, e se sei stato il nostro campione riconosciuto, sarai anche il nostro angolista preferito, al quale girandomi dirò “Come l’ho giocata questa, Paolo?”, e tu mi risponderai, ne sono sicuro, perché non mancavi mai di canzonarmi, e l’ho sempre apprezzato, ma non hai mai avuto il bisogno di tranquillizzarmi con un “Stavo scherzando”.
Cagliari, 27 settembre 2021
Nino Nonnis

Redazione

Bridge D'Italia è la rivista ufficiale della Federazione Italiana Gioco Bridge

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