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Bridge sotto le stelle a Chiavari: i vincitori

Un po’ di anni fa, se ricordo bene una trasmissione televisiva (forse di Fiorello?) era stata lanciata con un promo che recitava: “Comunque vada, sarà un successo”. È uno slogan che calza a pennello per questo “Sotto le stelle” che ogni anno ci rinfresca una notte estiva portandoci in giro per portici e piazze della meravigliosa Chiavari. A dire il vero, dopo un po’ di peregrinare da due anni ci si è ancorati in piazza Mazzini, forse la più bella della cittadina; e speriamo che la ormai acquisita benevolenza della giunta comunale, ben testimoniata dalla presenza di sindaco e assessore alla cerimonia di premiazione, ce la conservi per sempre.

Un successo, dicevo. Piova, nevichi, tempesti o batta il solleone (o meglio il plenilunio, visto l’orario), questi diavoli di chiavaresi la loro piazza la colmano sempre. Pandemie, maremoti, invasioni di cavallette non li scompongono d’un pelo. Li immagino tutti, con la mitica Pippi in testa, a soffiare per allontanare la nuvolaglia che il meteo aveva annunciato per la giornata, e che invece ha pensato bene di girare al largo. Questo per dire che non si fermerebbero davanti a nulla pur di rendere la loro manifestazione piacevole e accattivante.

Il torneo si è disputato domenica 1 agosto su 30 smazzate (tre turni di 10 con brevissimi intervalli, per evitare di fare l’alba). Il limite delle coppie era stato fissato a 90 (45 tavoli) per ovvie ragioni di sicurezza, ed era stato raggiunto e superato; poi alcune rinunce dell’ultima ora, pur equilibrate in parte dalle coppie in lista di attesa, ha ridotto il numero di partecipanti a 88 coppie, risultato davvero eccezionale di questi tempi.

Ha vinto, con la ragguardevole media del 67% abbondante, la coppia lombardo-piemontese formata da Mario Abate e Claudio Villani, che certamente potevano considerarsi tra i favoriti della vigilia. Al secondo e al terzo posto due coppie genovesi, i bravissimi outsider Rino Papallo ed Enrico Silvestri e i ben più navigati Roberto Polledro e Giorgio Rivara. Subito fuori dal podio (per un soffio) i campioni uscenti Annaelisa Rosetta e Gian Paolo Ruspa. Al quinto posto ancora una coppia genovese formata da Luca Draghi e Beppe Morino, mentre al sesto troviamo la prima coppia (parzialmente) chiavarese proprio con Pippi De Longhi che giocava con il vicepresidente federale Alessandro Piana, risalito a benedire il torneo nientemeno che da Tarquinia: poiché non era previsto il premio per il giocatore proveniente da più lontano, è stato costretto ad assicurarsene uno di classifica.

Federazione, Comitato Regionale e Associazione Bridge Chiavari come sempre hanno collaborato per assicurare la perfetta riuscita della manifestazione. Bravi gli arbitri, che hanno dovuto districare varie situazioni causate spesso da sviste e distrazioni. A questo proposito, vi racconto una mano che mi è capitata verso la metà del torneo e che ha generato un certo disordine:

Certo, non l’ha ordinato il medico di chiamare manche in Est-Ovest in questa mano; ma se proprio lo si deve fare, è meglio puntare sul fit 4-3 a picche perché 3SA possono venire salvati solo da un controgioco difettoso, mentre di mantenere 5Fiori non se ne parla proprio.

Dunque, Antonella giocava 4Picche in Ovest dopo che in licita ci eravamo reciprocamente e ripetutamente negati il fermo a quadri; e d’altra parte Nord non aveva certo bisogno dei nostri suggerimenti per intavolare l’QuadriA e proseguire con altri due giri nel seme. Ora la mano si fa solo con le atout divise, e come potete vedere le cose stanno proprio così, a patto di fare anche un taglio in un seme rosso. Antonella giocò pertanto la CuoriQ su cui entrò Sud con l’Asso per giocare ovviamente la quarta quadri. Taglio di Re (ormai con questo morto rovesciato forzato la mano è finita) e PiccheJ in tavola.

Ora, dovete sapere che i tornei sotto le stelle hanno questa caratteristica: che le stelle sono splendide e ci parlano del nostro futuro, ma per loro natura sono fioche e tanta luce non ne fanno. E anche nella piazza meglio illuminata da lampioni e fari aggiuntivi, ci sono zone di ingannevole penombra. Sta di fatto che Sud, che appunto in uno di tali anfratti si trovava a giocare, “vide” il FioriJ invece di quello di picche e… rispose al seme.

Ora la giocante si trovò a fronteggiare una tragica 6-0 in atout, e con la morte nel cuore incominciò a incassare le fiori. Ma con sua grande sorpresa il terzo giro venne seraficamente tagliato proprio da Sud, che per colmo d’ingiuria rigiocò subito ancora atout per impedire i tagli.

L’intervento del bravo Chicco Battistone ripristinò rapidamente e senza difficoltà l’ordine, essendo i fatti acclarati e la buona fede di tutti indiscutibile, e tutto si concluse con una mano decisamente fortunata per noi.

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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