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Se le istituzioni non sono credibili

L’ennesimo attacco al bridge italiano ed ai suoi rappresentanti sportivi di primo piano, segnatamente questa volta nei confronti di Giorgio Duboin, perpetrato da personaggi che adeguatamente si qualificano dal punto di vista umano e morale nel momento in cui vigliaccamente si nascondono dietro un soggetto esterno al mondo del bridge sportivo internazionale (nell’occasione la piattaforma Bridge Winners), mi induce alle seguenti considerazioni alla luce anche delle dichiarazioni rilasciate recentissimamente dal Presidente WBF Gianarrigo Rona e dal Presidente EBL Jan Kamras.

Desidero però prima manifestare a Giorgio Duboin tutta la mia personale solidarietà e stima, che ritengo in sintonia con i sentimenti ed il pensiero quanto meno di tutto il Bridge Italiano che si riconosce nella FIGB: questo perché fino a prova contraria – e vorrei proprio vederla! – stiamo parlando di un giocatore che da decenni si esprime con grande successo ai massimi livelli del bridge agonistico internazionale, nei cui confronti non è mai stata mossa alcuna contestazione di tipo etico: e di grandi giocatori in grado di capirne le eventuali scorrettezze non ne ha certo incontrati pochi!; la cui moralità è stata riconosciuta ai massimi livelli, visto che è Componente del Board WBF e, tra le altre, della High Level Players Commission e del Rules and Regulations Committee.
E il giudizio prescinde dalle manifestazioni di sostegno che anche dal punto di vista tecnico, nello specifico delle accuse mossegli, gli sono venute da un Campione altrettanto indiscutibile sul piano etico e tecnico, quale Alfredo Versace; manifestazioni alle quali certamente si aggiungeranno presto quelle di altri grandi interpreti del bridge internazionale.
Fatto questo doveroso riconoscimento, non posso esimermi dal manifestare sorpresa per il contenuto delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente Rona e dal Presidente Kamras.
Entrambi hanno concordato sul fatto che le rispettive istituzioni non hanno alcun diritto di controllo su quanto soggetti privati dicono o scrivono nei pubblici forum e questo perché i membri della WBF e della EBL sono solo le NBO e non i relativi tesserati.

Vuol dire questo che le istituzioni dei massimi livelli non possono minimamente reagire dinanzi a comportamenti inammissibili, indegni, contrari ai primi e più fondamentali principi sportivi oltre che del vivere civile?
Le istituzioni alzano bandiera bianca di fronte alla diffamazione perpetrata da schegge impazzite o comunque malate del proprio tessuto socio-umano?
E non va accertata la sussistenza di una possibile calunnia, gravissima per gli effetti che può produrre nel sistema?
È in gioco la credibilità delle istituzioni! Non poco!
Mi permetto di dissentire totalmente sulla pretesa impossibilità di intervenire dichiarata dai due Presidenti!
L’intervento è tecnicamente e legalmente possibile, e doveroso, attraverso le NBO; le quali sono certamente obbligate a rispettare le direttive impartite dai sovraordinati organismi internazionali secondo le regole ed i principi accettati con la propria adesione, sempre che, naturalmente, i trasgressori da perseguire ne siano tesserati.
La Federazione Italiana Gioco Bridge quindi fin da ora chiede formalmente a WBF ed EBL l’indispensabile intervento sanzionatorio nei confronti di quanti hanno operato quella che comunque è una gravissima diffamazione e questo non soltanto a tutela della dignità e onorabilità del buon nome del bridge italiano e dei suoi rappresentanti, ma anche a tutela del Bridge.

Il Presidente Federale
Francesco Ferlazzo Natoli

Redazione

Bridge D'Italia è la rivista ufficiale della Federazione Italiana Gioco Bridge

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