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Lettera aperta di Thomas Bessis

Riportiamo un lungo articolo scritto da Thomas Bessis e pubblicato sul sito americano “Bridge Winners”. Il Campione europeo, di nazionalità francese, entra nel merito di una situazione complessa e delicata che riguarda il circuito bridgistico internazionale di massimo livello, ovvero i cosiddetti “professionisti” della nostra disciplina. La questione va ormai ben oltre il piano bridgistico e tocca, senza esagerazione, temi come il diritto (è infatti approdata nelle aule di tribunale) e i diritti umani. 
La traduzione in italiano dell’articolo di Thomas Bessis è pubblicata per gentile concessione del sito Neapolitan Club.

L’articolo di Thomas Bessis (traduzione del sito Neapolitan Club)

Io non mi sono espresso spesso su BridgeWinners, e intendo farlo solo una volta. Perciò sarà una lettera lunga, e cercherò di rispondere a ogni cosa che ho letto recentemente su di me in BridgeWinners.
Prima che iniziasse la pandemia, l’uso di BBO dei giocatori professionisti era limitato per la maggior parte a fare pratica dei loro sistemi licitativi e a seguire tornei reali. Qualche volta, molto raramente, anche a giocare incontri a squadre con amici. Ma giocare seriamente su BBO era considerato un ossimoro. Come potrebbe non esserlo? BBO era per definizione un luogo dove i professionisti potevano giocare senza essere visti, e, perciò, fare qualsiasi esperimento avessero voluto. Come un asilo d’infanzia. E ogni volta che avessero voluto fare qualcosa di fantasioso che andava male, o un gioco o una dichiarazione pazza, si sarebbero semplicemente nascosti dietro la scusa “è solo BBO, a chi importa?” Perciò, ognuno di noi giocatori professionisti dovette impiegare un certo tempo per adattarsi alle nuove condizioni per guadagnarsi da vivere.
Abbiamo imparato a concentrarci dietro uno schermo, giocando a casa con tutte le probabili distrazioni che ciò implica, ad orari che qualche volta ci hanno imposto di saltare pranzi o cene. Non fraintendetemi su questo punto: non mi sto affatto lamentando delle nostre condizioni. Infatti io sono incredibilmente grato di essere stato in grado di guadagnarmi da vivere abbastanza bene durante questo periodo. Sarò onesto: non avrei mai pensato, quando è iniziata la pandemia, che ci fossero così tanti sponsor pronti ad ingaggiare professionisti in rete. A quel tempo, per me semplicemente non aveva senso: la competizione a bridge in BBO non poteva in alcun caso essere vista come vicina all’evento di bridge reale in termini di credibilità, affidabilità, e quindi prestigio. Altresì, dal punto di vista dei clienti, l’esposizione sociale con il professionista è quasi inesistente, e non possono essere mai realmente sicuri su quanto seriamente i loro professionisti prendono tutto il gioco in BBO. O quanto onestamente giocheranno i loro avversari e anche i loro professionisti. A dispetto di questi fattori, una gran quantità di sponsor ha mostrato interesse ad ingaggiare professionisti per partecipare a quegli eventi online, e pertanto hanno permesso alla comunità del bridge professionistico di mantenersi in questo periodo. Questo ovviamente è meraviglioso per i professionisti, ma è anche ovviamente nel loro interesse mantenere le cose in questo modo, e perciò dare a tutto questo bridge in rete più importanza di quanta ne abbia. Naturalmente, non si vedranno tanti professionisti scriverlo pubblicamente. Va contro i miei interessi e quelli dei miei amici farlo.
Dunque, perché lo sto scrivendo?
Perché ho paura che la mia comunità si stia lacerando, e che sia necessaria una sonora sveglia. Una gran quantità di danno è già stata fatta. Quello che è accaduto in questi ultimi mesi avrà conseguenze irreversibili quando ci incontreremo tutti di nuovo, semmai potrà essere ripreso il bridge faccia a faccia. Alcune coppie, e tristemente molte amicizie, sono state infrante; alcune reputazioni sono state seriamente danneggiate: minacce, querele, ricatti, tutto questo accerchiato da grossi conflitti d’interesse…
Dove ci porterà questo??
Grazie al Cielo, è solo il bridge in BBO! Facciamo un profondo respiro e calmiamoci!
Questi tornei online adesso sono diventati un grosso affare nella nostra comunità solo perché il bridge faccia a faccia sembra lontano, e perché è nel DNA di ogni giocatore trovare sempre nuovi fini e cercare di ottenerli. Nulla di più. Tutti noi sappiamo perfettamente che quando il bridge reale inizierà di nuovo, questo intero periodo di BBO sarà ricordato solo come una triste e noiosa parentesi nelle nostre vite, anche bridgistiche. La situazione qui non è in alcun modo paragonabile al 2015, quando il mondo del bridge dovette liberarsi di persone che stavano usando la più condannabile forma di barare a bridge, al più alto livello, e nei più prestigiosi eventi del mondo. La posta in gioco qui non è affatto la stessa. Alcune persone non sono riuscite ad adattarsi al nuovo ambiente, nulla di nuovo. Così ciascuno dovrebbe fare un profondo respiro.
Come scrissi in precedenza, ci vorrà tempo a tutti noi per abituarci alle nuove condizioni di lavoro. Alcuni professionisti hanno avuto più difficoltà di altri a prendere sul serio BBO, e trovare l’ambiente migliore per concentrarsi. Alcuni giocavano con le note del loro sistema sfacciatamente aperte dietro i loro schermi. Alcuni chiamavano i loro compagni per chiarire il significato di una licita. Alcuni chiamavano i loro compagni per conoscere la loro mano. Alcuni sono entrati come finti angolisti.
Questo divenne davvero troppo troppo intorno alla metà di giugno, il cheating è esploso. Sjoert Brink mi chiamò per chiedermi se volevo formare un comitato anti-cheating, e ovviamente gli risposi di sì. Scegliemmo 7 o 8 professionisti di cui sentivamo di poterci fidare e ai quali sarebbe piaciuto combattere contro gli imbroglioni, e presto fu fondato il CAT. A quel tempo c’erano intorno a 6-8 professionisti che stavano barando abbastanza evidentemente nei tornei ALT e OCBL, e perciò li stavano mandando in rovina.
Il CAT ha lavorato molto finora per liberarci da questi giocatori in questi tornei online e e per definire le proprie strategie. Hanno deciso 1) di definirsi come un ente di consulenza per le organizzazioni; 2) di non rendere pubblico quello che sarebbe stato scoperto; 3) di limitare gli scambi con i giocatori non più invitati allo stretto  necessario, per esempio rispondere educatamente alle loro email, ma senza dire loro le ragioni per cui non erano stati più invitati. Per i primi 6-8 casi nessuno del comitato ha avuto seri dubbi sulla colpevolezza dei giocatori sospettati, tutti i membri volevano che le cose andassero a buon fine e nessuno ha obiettato sul terzo punto; ma questo è divenuto presto un problema nei nuovi casi. E come sapete, di questi ce ne sono tra 20 e 25.
Vi potreste domandare come vengono trattati questi casi, e perché la composizione del CAT è cambiata così tanto nel tempo. Perché pensate che tutte queste persone (a parte Jacek Kalita ed io stesso), Sjoert Brink, Jeff Meckstroth, Marion Michielsen, Simon de Wijs, Brian Platnick, Sabine Auken (forse ne dimentico un paio) hanno lasciato il CAT. All’improvviso hanno cominciato a piacergli gli imbroglioni? No. Niente affatto. Col passare del tempo, si sono trovati a disagio per come il CAT trattava le cose. Hanno sentito che l’intero processo stava diventando sempre meno giusto per i giocatori accusati. Non si sono più sentiti rappresentati dal CAT. Hanno sentito che le loro idee non erano più rappresentate dal CAT. Così hanno lasciato. Per quanto fortemente si possa credere che un giocatore sia colpevole, ci sono certe cose che non possono essere fatte. Non può essere giusto scavare dentro mani che occorsero prima del lockdown. Non può essere giusto scavare dentro partite private delle quali il CAT non dovrebbe occuparsi. Per quanto so, finora, prima del 2020, chiunque era autorizzato a giocare in BBO secondo le proprie regole. Che fare se un professionista per una volta ha deciso di giocare in un incontro a squadre con amici con una regola come “Tu puoi vedere la mano del tuo compagno”. Questa condotta sarebbe da riprendere? Assolutamente no. Tuttavia il CAT sembra pensare che lo fosse, in quanto ha deciso che non fossero più da invitare un po’ di giocatori (incluso Cedric Lorenzini) dopo aver trovato infrazioni in casi del genere.
Per quanto fortemente si pensi di aver ragione, non può essere una via giusta quella di ignorare le email dell’accusato e non fargli mai conoscere le ragioni per cui all’improvviso gli viene proibito di giocare. Senza neanche cercare di sentire cos’ha da dire. Che fare se ha una spiegazione alla quale non avevi pensato? Che fare se ti sei semplicemente sbagliato? Non può essere giusto neanche dirgli a voce cose come “fin quando non confesserai, non sarai più riammesso”. E alla fine nascondersi dietro il vero ma troppo facile argomento, “Noi abbiamo solo un ruolo di consulenza, noi non decidiamo nulla” quando richiesti di dare ulteriori spiegazioni. Mentre  OCBL e ALT a loro volta si nascondono dietro “Noi seguiamo le raccomandazioni del CAT”. È sbagliato, è troppo sbagliato. Che genere di giurisdizione è questa? E più importante: perché il CAT dovrebbe decidere per suo proprio conto la natura e la durata della sanzione? Perché dovrebbero essere loro intitolati a decidere quanto a lungo questo o quel professionista non debba lavorare? A che punto siamo??
Boye, le tue intenzioni sono sempre state pure, e tutti quanti ti ammiriamo per questo: come molti di noi, tu ami il bridge così tanto da non poter sopportare che alcune persone qualche volta cerchino di giocare non secondo le regole. E tu credi, come me, che sia giusto combattere per quello. Ma a quale costo? Tu adesso menti, minacci, ricatti le persone (che erano tuoi amici) per i tuoi fini. Stai distruggendo la comunità del bridge. La stai lacerando. Quello che farai lascerà il marchio per sempre. Stai diventando quello che all’inizio avevi giurato di combattere. L’ingiustizia.
Per quanto concerne il mio compagno Lorenzini, porterò un po’ di luce sulla sua situazione. A qualcuno potrebbe non essere piaciuta una dichiarazione di Cedric fatta un paio di settimane fa. Qualcuno scrisse che non era una vera confessione, qualcuno scrisse che non aveva ammesso tutte le sue trasgressioni. La maggior parte di voi non capisce quanto possa essere complicato scrivere una dichiarazione così importante quando si sa che quelli che la leggeranno già pensano che tu sia colpevole, e per di più in una lingua che non è quella propria nativa. In ogni modo, molta gente ha espresso la propria opinione su questa dichiarazione. Io so chi è il mio compagno, io conosco le mani che abbiamo giocato e le conversazioni successive che abbiamo avuto ogni giorno, e so che non stavo giocando né parlando con qualcuno che avesse giocato con la piena conoscenza di tutte le quattro le mani. È vostro diritto non credere a lui o a me, ma così è. Cedric fece molti errori in quei tornei OCBL e ALT, che, se avesse avuto fortuna, sarebbero apparsi come cheating, perché Cedric non è certo un giocatore sotto la media. Sulle mani sotto accusa. Cedric ha più di 140 mani sotto inchiesta sulle 1.600 e più giocate nei tornei ALT e OCBL in quel periodo. Ne ha fatto anche un fascicolo (adesso ha molto tempo libero) che ha già mandato a un po’ di persone. Si pensi a questo: lui è in tale posizione da dover mandare un fascicolo di tutte quelle brutte mani per avere in cambio credibilità. Questo è assolutamente insano.
Torniamo a settembre. Cedric fece uno sbaglio nei primi giorni del lockdown; il CAT lo rilevò alla fine di Agosto e gli fece sapere che non sarebbe stato più invitato nei principali tornei. Cedric riconobbe la decisione e l’accettò. Da quando Naren Gupta iniziò a giocare con Zia in estate, la nostra squadra (Zia-Naren, Bauke-Simon, Cedric e me) ha avuto molti successi nelle competizioni ALT, dei quali tutti erano successi puliti. Cedric non volevache la gente si facesse un’idea sbagliata sulla legittimità di queste vittorie, così pensò di scrivere una dichiarazione. Nel frattempo, continuò ad insistere per avere una risposta appropriata dal CAT, mandandogli email, chiamando i membri al telefono, cercando di capire cosa avrebbe dovuto fare per uscire da quella situazione. Senza molto successo. Alla fine loro gli raccomandarono di scrivere una dichiarazione, dicendo che dopo le cose sarebbero cambiate. Diciamo subito che il verbo “ricattare” è di gran lunga più preciso di “raccomandare” per descrivere i metodi del CAT. A Cedric furono dette cose come: “se non scriverai una dichiarazione, non ti permetteremo più di tornare”. Così, sebbene all’inizio fosse riluttante all’idea, e non gli piacesse essere messo in questa situazione, Cedric decise cionondimeno di farlo, pensando che era probabilmente la mossa migliore per cercare di ripulire la sua immagine (e incidentalmente quella della squadra di Gupta). Cedric voleva solo trovare il miglior modo per scusarsi con la comunità del bridge e andare avanti.  Decise di non citare in giudizio il CAT, sebbene sapesse molto bene che non avrebbe potuto perdere in tribunale. La sua confessione, tuttavia, non fu particolarmente ben accettata su BridgeWinners, principalmente perché lui suggerì l’idea che di non essere messo nello stesso gruppo degli altri che bararono in ogni singola mano dei tornei online. Fu così sbagliato suggerire questa idea?
Io so almeno cosa il CAT, ma maggiormente Boye Brogeland fece di sbagliato. Io conosco il caso meglio di ogni altro per ovvie ragioni, e, quale precedente membro del CAT, conosco molto bene i meccanismi che Boye usa nelle sue “contrattazioni” con quelli che lui pensa che siano bari. Per prima cosa, lui ignora le email per un po’ di tempo, facendoli sentire deboli e senza scelte per difendersi. Quindi li minaccia per telefono, dicendo loro che devono confessare pubblicamente se vogliono di nuovo giocare il bridge in rete. Quindi li ricatta, come ha fatto con Cedric pochi giorni fa: «se hai intenzione di reagire, farò personalmente tutto quello che posso per essere certo che tu sia l’ultima persona in grado di giocare nei tornei in rete del 2021”.
Questo è l’uomo che state applaudendo proprio adesso. Questo è quello che fa. Questa è la verità. Così è come funzionano le cose adesso che “lo Sceriffo” ha tutto il potere. Delizioso. Su un altro punto, guardate anche la sua ultima lettera di oggi sul post “ bit too soon to be back part 2 (un po’ troppo presto per tornare-parte 2)”. Brogeland scrive (parlando del fatto che Duboin ha ritirato le sue accuse contro di me neanche una settimana dopo averle depositate): «forse puoi chiedergli (a me) perché pensa che sia avvenuto». Cosa stai cercando di insinuare qui, Boye? Non sei stanco di scrivere tutte le volte cose a doppio senso? Specialmente quando non hai indicazioni come qui. Non ho idea del perché Duboin abbia lasciato cadere le sue accuse contro di me. Forse lui ha ricordato all’improvviso quanto fossimo vicini prima che iniziasse tutto questo. Forse lui ha realizzato che il fatto che gli abbia scritto un paio di pezzi aggressivi era grandemente meno di quanto lontano tu, Boye, fossi pronto a spingerti. Non ho idea del perché lui abbia lasciato cadere le accuse contro di me. E non me ne curo. Ma perché te ne curi tu, Boye? Cosa stai cercando di insinuare? È veramente brutto che tu usi il tuo nome e la tua notorietà per suggerire cose ridicole. Oh, scusa, tu non le hai suggerite, tu usi stronzate a doppio senso. Che furbo.
Tu hai conquistato la notorietà qui, su BridgeWinner, per la lotta che conducesti contro i bari nell’estate del 2015. Dimmi, Boye, tu che sei così onesto e retto su qualsiasi cosa… quale giocatore di bridge venne da te dopo ogni National [National American Bridge Championship] che tu vincesti tra il 2013 e il 2015 dicendoti: “non posso congratularmi con te perché giochi con i bari (Fisher-Schwartz, se non era abbastanza chiaro)”? Chi cominciò a raccogliere nel 2010 un fascicolo di mani dei tuoi futuri compagni di squadra che tu in seguito usasti nel tuo sito web? Oh, giusto, ero io! E ancora ti ci volle un po’ di anni e una sconfitta CONTRO di loro perché tu aprissi gli occhi! Così, anche se tu adesso plani felicemente sopra quest’onda di gratitudine dal mondo del bridge, cerchiamo di non dimenticare come le cose andarono veramente. Tu puoi accusarmi di tante cose, ma non che mi piacciano i bari o che li difenda. Tu potresti anche non ricordarlo, giacché è molto tempo che non abbiamo più giocato faccia a faccia, ma io faccio UN GRAN baccano in una sala di bridge, e fuori di essa, quando penso di essere stato imbrogliato.
Così è questa la persona che sta per essere messa a capo del nuovo campionato online del prossimo anno. Se la comunità del bridge vuole essere governata da quest’uomo e questi metodi, io non so cos’altro potrei dire. Davvero non lo so. Tutta questa faccenda è già andata troppo lontano.
Il cheating è il cancro del bridge, tutti siamo d’accordo su questo. Ma tutto quello che stai facendo, Boye, alla fine avrà conseguenze di gran lunga peggiori di quanto hanno fatto questi bari. È ora che tu te ne accorga e ti fermi.
P.S. Se non mi vedrete nel campionato online del prossimo anno, avrete un’idea del perché.

Redazione

Bridge D'Italia è la rivista ufficiale della Federazione Italiana Gioco Bridge

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