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Sanremo

Che ressa si era creata al di fuori dal teatro Ariston il 10 febbraio 2021! Un nugolo di cantanti inferociti si era diviso in due fazioni. Loredana Bertè, una delle più agguerrite, minacciava fendenti a destra e a manca. Non era da meno Ultimo, che respingeva rabbiosamente i paparazzi pronti a fotografarlo: nel frattempo Mahmood, restio al confronto, e Irama, non dotato di una fisicità adeguata, tentavano di ripararsi dietro le transenne in attesa della quiete.
Elettra Lamborghini e Achille Lauro approfittavano della folla per firmare autografi, mentre Morgan e Bugo, incuranti della confusione, discutevano animatamente in privato fino a che quest’ultimo, esausto, fuggiva attraverso un’uscita secondaria.
Ma qual era il motivo di tutto questo marasma?
I giornalisti si erano inventati di tutto! Chi vociferava che fosse per l’ennesima contestata performance di Virginia Raffaele, chi attribuiva il misfatto a un coro di protesta contro il direttore del festival, chi inventava notizie strampalate non spiegandosi quel caos indiavolato. Ma la ragione era semplicemente un’altra e quei pennaioli non erano certo in grado di comprenderla.
La sera prima si era svolto il torneo di Bridge a squadre al circolo di Sanremo, a cui avevano partecipato molti concorsisti della grande kermesse canora… e la discussione verteva banalmente su come giocare uno slam tirato al tavolo 1 dell’ultimo incontro! I due partiti non erano d’accordo, ed il clima era poco a poco degenerato.

3Cuori = No nobili
3Picche = Obbliga al 3SA
4Cuori = cinque fiori
4SA = No fit

Dopo uno sviluppo convenzionale Caparezza e Albano giocavano 6SA da Sud con attacco CuoriJ. Entrambi prendevano in mano l’attacco e tiravano l’QuadriA, raccogliendo il due a sinistra e il fante a destra, dopo una breve pensata del difensore. Come proseguire?

Disponevano entrambi di dieci prese, dove affrancare le altre due? A quadri (32) o a picche (almeno un pezzo piazzato)?

I due cantanti pugliesi, pensatoci un attimo, si orientavano in maniera differente: il primo incassava il QuadriK per lo scarto di Ovest. Est aveva QuadriQJ108! Costretto disperatamente a giocare picche al 10 pregando per KQ piazzati, metteva in presa il suo avversario di destra permettendogli l’incasso delle due quadri buone: due down.

Il più anziano dei due, per la felicità (un bicchiere di vino, con un panino) di Romina che lo angolizzava, giocava alla terza carta il doppio impasse a picche. Il primo giro era preso da Est, ma il secondo passava indenne: 12 prese per Albano e 17 imps che consentì alla sua squadra di vincere il torneo.

Elettra Lamborghini: a me hanno insegnato che la 32 è al 68% mentre il doppio impasse è al 75%. Non ha giocato meglio Albano? Mi sembra che rimangano le probabilità e il resto scompare [Musica e il resto scompare, E.Lamborghini].
Michele Zarrillo: Ci sono un po’ di cose che devi sapere, Elettra… e comunque che sfortuna, Capa! Mi definirei un esperto, d’altronde è la 14esima volta che gioco in questo circolo, e posso garantire che la sua linea era ottima. Se la quarta l’avesse avuta Ovest avrebbe avuto ancora buone chance di vincere, bastava trovare i pezzi a picche divisi: girando a picche sarebbe entrato in presa Est e il contratto sarebbe stato salvo… Non essere triste, Capa, Amico ti capisco [Nell’estasi o nel fango, M.Zarrillo].
Loredana Bertè: eh ho capito Miky ma qua devi valutare anche il tavolo, la presenza scenica. Albano ha intuito che scartando il QuadriJ in quella maniera l’avversario lo volesse ingannare… inoltre ricordati che il morto aveva dichiarato le picche in maniera convenzionale! Con PiccheKQ Est avrebbe potuto contrare 3Picche, no? Sei troppo tecnico ma non vedi le sfumature… Puoi fare a meno, di fare almeno, le cose facili! [Cosa ti aspetti da me, L.Berté]
Toto Cutugno: come al solito Loredana non hai capito niente! E se Est, nel rispondere col fante, si stava facendo i cavolacci suoi? Come si fa a pensare che avesse proprio la quarta? Ed inoltre, con PiccheKQ terzi di picche contreresti 3Picche quando possono avere più carte di voi? E con KQ secchi?
Michele, Amadeus, state fermi, lasciatemi insultare, sono un uragano [da L’Italiano, T.Cutugno]!
Amadeus: calma, calma, non proseguite oltre! Erano due linee molto simili tra loro: perché devastarmi il portone dell’Ariston per una mano di Bridge? Fatemi entrare a condurre il festival! A proposito, secondo il mio insindacabile giudizio, the best declarer is…

Ma non faceva in tempo a terminare la frase in quanto una folla straripante l’aveva portato dentro di forza impedendogli di pronunciare la sentenza.

(La linea migliore, secondo me, è tirare QuadriAK e se si rivelano 4-1 puntare sulle picche. Si vince con la 3-2, con quattro quadri in Ovest con i pezzi a picche divisi e quattro quadri in Est con PiccheKQ piazzati. Ad occhio direi intorno al 78%, più del 75% del doppio impasse ma non c’è tanta differenza, come giustamente diceva Loredana le sensazioni al tavolo possono contare. Per cui nessuno ha davvero torto, un poco Elettra la quale tuttavia non si può definire una pessima studentessa! Molti non conoscono neppure le percentuali di base…).

Non era l’unica smazzata interessante della serata! I bridgisti sanremesi, quelli “veri”, avevano potuto gustarsi all’opera i loro idoli al volante di mani ostiche ed interessanti, spesso risolte elegantemente dai protagonisti.

Terzo posto per Non ti dico no, di Loredana Bertè&Boomdabash.

Surcontro = Fiori
2Quadri = Probabilmente 5-5

La Bertè, sulle note di Non ti dico no, si era sentita costretta ad accettare l’invito di Boomdabash. Con tre Assi e un singolo, aveva più motivi lei nell’accettare che lui nell’emettere un 3Cuori stiracchiato. Sembrava tutto messo male… eppure anche le maldivisioni si possono superare, quando non ci si perde d’animo.
Preso l’attacco CuoriQ, Loredana aveva giocato picche impegnando il 10, per la presa di Ovest che era tornato ancora atout. Lo scarto di est rendeva la situazione apparentemente disperata… ed invece l’esperta dichiarante sorrideva tra i denti, perché, attribuendo la 5-5 minore ad Est, la manche era sul tavolo, a patto che il QuadriK ce l’avesse Ovest.
In una mano di Bridge giocata a colore è opportuno non solo contare le perdenti, ma a volte anche le vincenti. Loredana incassava l’FioriA per poi tagliare due picche al morto e due fiori in mano. Giocando infine la picche buona costringeva l’avversario al taglio… et voilà, Ovest fu costretto a muovere sotto il QuadriK permettendole di realizzare due prese con Asso e Dama… nona e decima! Altro che colori maldivisi, se il nobile nero fosse stato diviso 3-3 il contratto sarebbe caduto: Ovest avrebbe tagliato la quarta picche, incassato l’ultima atout ed impedito alla Bertè di realizzare il finale.
E mi sembra di sentire ancora, sei bellissima! [Sei bellissima, L.Bertè]

Secondo posto per Mi fido di te, di Jovanotti.

Board 4. Dich. Ovest. Tutti in zona.

Jovanotti impegnava un’atout alta sull’attacco FioriA, muoveva picche al 10 e tagliava un’altra fiori con l’altro pezzo di atout, sbloccando il colore. Tornando in mano batteva le ultime picche e faceva con successo (in fondo Nord aveva aperto) l’impasse a cuori. 7 picche + 5 cuori = 12 prese e 11 imps alla sua squadra, che le aveva consentito di piazzarsi al secondo posto.

La giocata non era trascendentale, ma la giuria era impressionata dal suo salto a 5Picche: così pochi punti e nessuna Cue Bid, eppure Jova aveva preso il coraggio a due mani e ottenuto un bel top.

“Che bassa considerazione avete del mio sodale. Sono passato su 2Fiori e sul Contro mi sono rassegnato a dire 2Picche. Quanto migliore poteva essere la mia mano? Se avessi detto 3Picche sul Contro non si farebbe scandalizzato nessuno. Non posso avere più di queste carte.
Ma il mio ha ancora speranza di slam ed è corto a fiori: ora sì che sono belliffimo!”

Gli era scappata l’ultima parola dopo essersi trattenuto a lungo. Aveva usato troppe “s” in una sola frase, non era più abituato a pronunciare nettamente tale lettera.
Però il suo discorso era assolutamente corretto: avrebbe potuto avere carte come xxxx xxx xxx Qxx, che abbinate a quelle del compagno avrebbero reso pericoloso persino il contratto di 4Picche!
La sua dichiarazione s’imponeva, oltre ad essere piuttosto descrittiva: 5Picche nega Cue Bid laterali ma accetta il tentativo di slam (quindi solitamente ha plusvalori, spesso un’atout in più) ed invita il compagno a valutare la situazione. Io lo so che non sono solo… [Fango, Jovanotti]

And, ladies and gentlemen, the winner is…
Primo posto per La donna cannone, Francesco De Gregori.

Francesco attaccava PiccheK, per chiedere al compagno il conto. Est forniva il nove, che nei loro accordi (conti rovesci, piccola chiama) significava il possesso di tre carte.

Dove trovare il down? Se non fosse sceso quell’ammasso di quadri al morto il difensore avrebbe potuto affrancare le picche ed in presa con l’FioriA incassarsele allegramente. Ma in questo caso, permettendogli di realizzare la PiccheQ, il dichiarante sarebbe giunto a nove: una picche, sette quadri (assumendo che ne avesse una, abbastanza probabile) e l’CuoriA, quasi targato in Sud dalla licita. Bisognava impedirlo!

La speranza consisteva nel trovare un ingresso al compagno. Poteva essere il FioriK? Difficile: Sud le aveva dichiarate due volte. L’CuoriA Sud avrebbe 10 punti, ed in questo caso, comunque si controgiocasse, non si poteva evitare di mandare sotto il contratto.

E se il Generale avesse il CuoriK? Interessante prospettiva. Tornare piccola cuori non basterebbe, il pezzo verrebbe catturato e non ci sarebbe nulla da fare. E se si provasse con la CuoriQ?

Fu così che Francesco De Gregori mise in tavola la donna cannone! Se Sud avesse preso di Asso, il Re di Est sarebbe diventato un ingresso indispensabile per permettergli di girare picche.
Nella fattispecie il dichiarante lisciò: avesse avuto l’CuoriA terzo avrebbe potuto vincere ancora, ma il ritorno cuori del cantautore romano, filato dal Generale, aveva creato il rientro: un down.
Un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà…

E mentre Francesco Gabbani e Marco Mengoni si esercitavano per provare ad aggiudicarsi un secondo titolo al festival, un folto gruppetto di otto cantanti, capeggiati dal carismatico Alessandro Mahmood, detto Zia, si era riunito al Bar Ariston, accanto all’omonimo teatro, per disputare un duplicato distensivo in attesa di deliziare il pubblico dal vivo, e non, con le loro esibizioni serali. Perché sì, avrebbero eseguito meno prove degli altri; ma sarebbero giunti sul posto con molto meno stress in corpo e più serenità d’animo, ed era quello che desideravano.

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