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Dalla finale Open del Campionato di Società Sportive a squadre 2020

Hanno dovuto aspettare ben cinque mesi le compagini di Vinci e di Villa fabbriche per disputare le loro meritata finale. La squadra Vinci si è presentata all’appuntamento in una formazione fra quelle di maggior rispetto.

Lauria – Versace sempre schierati in campo con le coppie Duboin – Bilde e Vinci – Hugony che si alternavano nell’altra sala.

Ma mentre il danese Denis ormai ben familiare a tutti noi era presente a Milano in questo ultimo week-end di estate, la stessa cosa non è capitata in casa Villa Fabbriche, orfana invece del londinese ma assai nostrano Stelio Di Bello. Villa Fabbriche ha così schierato Intonti – Boldrini a far spesso coppia fissa contro i supercampioni romani, mentre al tavolo più milanese sedevano Lo Presti e D’Avossa , quest’ultimo sostituito nel quarto tempo da Mazzadi, contro le altre due coppie de “ Il Bridge”.

Il risultato ha visto prevalere largamente i favoriti di Vinci che si sono aggiudicati pesantemente tre frazioni di gioco su quattro. Non sono mancati però spunti tecnici interessanti e di bel gioco come occasioni di confronto fra il Bridge dei nostri supercampioni e quello delle nuove generazioni.

Eccone alcuni esempi.

Non si può dire che Villa Fabbriche sia stata baciata dalla fortuna. Nel board 11 del primo turno di gioco, ad esempio, la differenza la fece l’intervento di Denis Bilde in bicolore a 2Cuori in favore di zona sull’apertura di 1SA. Intervento che non fu effettuato nell’altra sala con le stesse carte da D’Avossa.

Bravo Denis allora! Sì, ma la ratio fu che in virtù di questo 2Cuori Intonti andò con ragione a cercare la FioriQ fra le carte di Duboin, cadendo in un 3SA che avrebbe portato a casa senza problemi in assenza di tale intervento. Fra andare e venire ne sono volati 24 sulla posizione di questa Donna che era nata appunto seconda…  “sotto impasse”.

L’episodio mi ricorda, anche se solo per le conseguenze, una massima di Zia Mahmood:
“Quando siete deboli con una Donna seconda nel colore dove l’avversario sta per chiamare manche o slam non esitate a fare barrage. La vostra Donna diventerà un Asso!”

Maneggiare le dichiarazioni psicologiche – il che non ha niente a che vedere con questo intervento 2Cuori piuttosto normale – è però materia per i campioni. Ai più, al posto di Zia, capiterebbe infatti di litigare col compagno dopo una sua difesa fantasma magari contro lo slam.

Ecco la smazzata completa:

Ed ora il board immediatamente successivo.

Board 13. Dichiarante Nord. Tutti in zona.

Nord apre 1Fiori e la licitazione al tavolo di Intonti e Boldrini procede in modo molto naturale. Riccardo, sulla bicolore forte almeno 5-5 di Andrea, non trova alcun fit da mostrare e la dichiarazione si spegne a 3SA.

Convenzionale e molto diversa invece la sequenza dichiarativa dell’altra sala.

L’impostazione della risposta 2Fiori col successivo sviluppo convenzionale a 2SA, in uno schema che ricorda un po’ le S.A.T., mostra certamente una bicolore molto forte da slam con i valori concentrati. Questo ha consentito a Lorenzo di “fittare” le picche con solo K10 asciutti ed il singolo di cuori, una mano tutto sommato di misfit. Una scelta comunque dimostratasi valida e fondamentale, ma per i più tutt’altro che banale. Va notato che lo slam è ottimo soprattutto perché giocato dalla parte di Nord che è protetto dall’attacco fiori. Infatti il dichiarante potrebbe permettersi di scartare la quadri perdente del morto sull’attacco di cartina di fiori, mantenendo così il controllo delle atout ed anche il suo contratto a meno di divisioni 5-1 dei resti nei semi nobili.

Interessante la mano 7 del terzo turno. Tutti in zona. Alla vostra destra aprono 1Fiori e tocca a voi con:

Picche J 9 7 Cuori 9 7 4 2 Quadri K Q 9 8 7 5 Fiori

Dichiarate 1Quadri o scegliete di passare?

Se il nostro compagno fosse già passato non avremmo dubbi a parlare, immagino. Ma così c’è magari il rischio di promettergli qualcosa in più che non abbiamo.

Le considerazioni da fare sono che se il nostro compagno non è forte è molto probabile che sia Nord a giocare la manche, essendo facilmente Sud sbilanciato con le fiori lunghe. In tal caso sarà davvero improbabile che il compagno faccia l’attacco giusto.

Il problema può essere invece quando il compagno ha una mano da 16 punti in su. Un certo rischio di portarlo verso un 3SA azzardato esiste. Ma sta nella sua valutazione l’eventuale successo o insuccesso. Voi negherete sempre e solo con un fit di Asso secondo o almeno tre carte a quadri il compagno chiuderà a partita. Altrimenti si accontenterà del parziale anche con mani molto forti avendo il singolo di quadri. Di solito se lui è così forte gli avversari ci lasciano dichiarare.

Il problema nasce invece contro chi gioca le aperture “light” ad esempio quelle anche con 8 punti bilanciati. Ho imparato a mie spese come sia importante cambiare il sistema di inteventi contro queste coppie con le quali non sono consentite le… “deduttive” perché le licita va spesso in competizione e non è mai facile capire quale linea abbia le carte.

Alfredo Versace (foto d’archivio)

Versace in Ovest non esitò a dire 1Quadri e sul Contro di Nord fu la volta di Lorenzo Lauria ad osare.

Dichiarò Surcontro per mostrare l’onore alto nel colore del compagno.

Anche in questo caso il risultato andò oltre le previsioni. In assenza di fermo a quadri e di fit Intonti e Boldrini lasciarono giocare 2Quadri a Versace. Impegno mantenuto.

Nell’altra sala l’apertura 1SA di Vinci evitò tutte queste elucubrazioni ed 1SA rimase il contratto finale da lui portato a casa anche con una surlevèe.

Ecco la smazzata completa:

Nuovamente fatidica la mano 13, questa volta del terzo turno.

In entrambe le sale si giunge al contratto di 4Cuori giocato da Ovest con l’attacco di PiccheQ.
Come avreste impostato il vostro piano di gioco al posto di Ovest?

A prima vista ipotizzando una perdente in ciascuno dei colori laterali la riuscita del contratto sembrerebbe subordinata all’esito del sorpasso alla CuoriQ ed alla buona ripartizione delle atout. I rientri in mano comunque scarseggiano e c’è il rischio, dovendo muovere sempre dal morto, di non riuscire ad affrancare la quarta picche. In qualche modo, però, dovrebbe funzionare allo scopo il QuadriJ, magari anche giocando la Donna del morto.

Una linea di gioco alternativa a questa pare quella invece di anticipare il sorpasso a quadri. Se riusciamo ad affrancare tre prese nel colore possiamo portare a casa le nostre 4Cuori semplicemente con le atout divise indipendentemente dalla posizione della Donna. Ci basterà incassare due giri di atout e poi scartare la picche di mano sul quarto giro di quadri finendo a tagli incrociati. Sembrerebbe una buona idea anche se bisogna comunque anche aprire il taglio a fiori prima di incassare i due giri di atout. Non solo. Un altro neo di questa linea è che non potremo sapere se la quarta quadri sarà vincente… fino a quando non le avremo incassate. Mentre invece dovremo per forza decidere prima come giocare le atout.

Ecco la smazzata completa:

Mario D’Avossa giudicò che in fondo la linea più semplice era forse quella anche più efficace. Lasciò quindi arrivare l’attacco fino all’PiccheA della mano per muovere una cuori al CuoriJ del morto. Purtroppo per Villa Fabbriche non era quella la mano dei sorpassi facili. Giorgio Duboin in Sud rinviò una piccola fiori per la Donna e l’Asso di Bilde che ripetè nel colore. Ormai privo di ingressi in mano, Mario scartò una quadri dal morto, ma Giorgio vinse la presa col FioriK e rigiocò atout spegnendo tutte le speranze del dichiarante.

Nell’altra sala Alfredo Versace alle perse con lo stesso contratto trovò una linea di gioco a mio parere – ma soprattutto a suo parere – migliore di quelle ipotizzate. Prese l’attacco di PiccheQ con il PiccheK del morto, conservando l’ingresso in mano, e mosse quadri dal morto verso il suo QuadriJ . Questa manovra consente, se il QuadriK viene prodotto sulla cartina, di vedere subito affrancate tre prese nel colore di quadri, quelle necessarie per impostare la linea di gioco a tagli incrociati. Certo, bisogna anche cedere il fiori e battere le atout. Ma la mossa sembra piuttosto azzeccata, perché è probabile che Nord sia quarto a picche e che la difesa possa ritrovarsi scollegata . Alla fine quello che più importa è che questa linea di gioco risultò premiata dalle carte.

Andrea Boldrini in Sud meditò a lungo su quel Quadri5 e poi scelse di ritenere il suo QuadriK seguendo a sua volta con l’Quadri8. Ora per il dichiarante era giunto il momento di aprire il taglio a fiori. In presa rimase ancora Sud che ripeté picche per l’PiccheA di Versace. Ora fiori taglio, un colpo solo di atout, e poi QuadriA e quadri. E di nuovo fu Andrea Boldrini a finire in presa, senza più picche e quando ormai le comunicazioni a fiori erano già saltate. Il suo ritorno a fiori venne tagliato al morto che incassò anche il CuoriK per scartare la picche di mano sulla QuadriQ del morto. Che cadesse o meno la donna di cuori a questo punto non aveva più importanza:  + 620 per E/O.

L’ultimo tempo vide aumentare ancora il vantaggio di “Il Bridge” ormai a risultato acquisito.

Villa Fabbriche ha giocato questo match in formazione incompleta ed anche un po’ in sfortuna contro un team di pluricampioni mondiali. Ma l’incontro è stato ugualmente interessante e piacevole.

C’è aria di ripartenza, nonostante tutto. Il Bridge giocato ad alti livelli fa spettacolo. Almeno per noi appassionati. Sperando di essere sempre di più e non di meno.

Ruggero Pulga

Ruggero Pulga (PLR009), ingegnere, ha una lunga e folgorante carriera anche nel mondo del Bridge, che culmina con la medaglia d'argento ai Campionati del Mondo a squadre Senior 2017.

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