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Lettere di interesse generale

Pubblichiamo in quanto di interesse generale la lettera d Francesco Ferramosca, Presidente dell’Associazione Quadri Livorno, e la risposta del Presidente FIGB Francesco Ferlazzo Natoli.

La risposta del Presidente dell’Ass. Quadri Livorno Francesco Ferramosca

caro Francesco,
ho letto la lettera che il presidente Masala ha spedito a Francesco Natale che avrai certamente presente e che comunque allego (non c’è privacy in quanto lo stesso Masala la indirizza a tutti).
la lettera di Masala puntualizza una situazione purtroppo molto evidente e vissuta sulla pelle da tutti noi – in particolare i Presidenti di Associazione con la responsabilità penale addosso se avessero un minimo di buon senso dovrebbero dare le dimissioni non da oggi ma da …ieri.
E’ giusta e direi scontata in molti aspetti ma personalmente conoscendo la tua qualità e intelligenza e fattività mi astengo dal condividere la sferzante critica alla FIGB e vorrei chiederti quale la risposta puntuale alla parte di lettera così apertamente critica per lo scarso aiuto e presenza della FIGB…ci dici due parole te che sei il Presidente di cosa sta facendo nel vivo la FIGB – al di là di prendere atto dell’ ingiusto e spesso insulso disposto governativo – da sovvertire per farci tornare a vivere (bridgisticamente) ?
Ti saluto cordialmente
Francesco Ferramosca – presidente A.S.D. Quadri Livorno

La risposta del Presidente FIGB Francesco Ferlazzo Natoli

Caro Francesco,
anzitutto permettimi di confermarti la mia enorme stima: ho sempre pensato che sei una persona molto intelligente e civile; ed il tono e contenuto della tua lettera, ove fosse necessario, lo dimostra.
Non credo sia necessario che i presidenti di ASD/SSD si dimettano per proteggersi da possibili responsabilità penali e civili, anche se le dimissioni costituiscono evidentemente la protezione massima … ma nella vita non ci si può tirare indietro ad ogni difficoltà.
Seguendo quella logica, per primo il Presidente di una Federazione dovrebbe abbandonare la carica!
Sì, perché forse pochi percepiscono che nella situazione che stiamo vivendo, per quanto riguarda il mondo dello sport, tutti i Presidenti federali si sono assunti la loro parte di responsabilità penale e civile – per sé e per l’istituzione che rappresentano – nel momento in cui hanno adottato il protocollo per lo svolgimento della pratica sportiva di riferimento.
In estrema sintesi, la legge ha stabilito una serie di principi e regole per gestire la contingenza che i cittadini devono osservare (ciascuno per il ruolo che gli compete) e, come è normale nelle società civili contemporanee, la loro violazione comporta responsabilità per il trasgressore.
La responsabilità penale è personale; lo dice l’art. 27 della nostra Costituzione e – solo per questo ritengo che difficilmente, come pure da tante parti e non solo in ambito sportivo si richiede, una legge ordinaria potrà “legittimamente” prevedere uno scudo penale.
Ne abbiamo sentito parlare solo per questioni molto più vitali dello sport (una particolare forma, temporanea, si è avuta per la vicenda dell’ILVA), ma ad esempio proprio per la vicenda COVID non solo questo scudo non è stato dato per i medici ed i dirigenti sanitari che si sono trovati in prima linea (e neppure al Calcio miliardario, per quanto se ne parli e si pensi), ma come ci dicono le notizie di stampa si stanno ipotizzando anche responsabilità di politici e amministratori pubblici (anche assessori, ministri e presidenti) per possibili colpe nella gestione di un “problema sociale” che pure non ha praticamente precedenti e di una difficoltà (a livello mondiale) sulla quale è inutile qui stare a discutere.
Qualsiasi cosa ne pensi “chi è bene informato e le cose le sa”, il Protocollo che abbiamo adottato poteva essere anche più restrittivo: non è difficile confrontare le regole che ci siamo dati con quelle adottate da altre
A questo proposito comunque ribadisco (perché l’ho già ripetutamente detto in occasione delle teleconferenze con il Presidenti delle ASD) che, anche perché la responsabilità è personale di chi governa le attività locali ed è comunque previsto dalle Linee guida 17.5.2020 allegate al D.L. pubblicato il 19.5.2020, ciascuno può dotarsi di un protocollo diverso – purché sempre nel rispetto delle norme di legge, valutando opportunamente le situazioni logistico-ambientali locali – semplicemente richiedendo ed ottenendo l’avallo di un “Medico competente” (figura professionale prevista nella legislazione del lavoro), che a quel punto si aggiungerà al gruppo dei responsabili.
Per quanto riguarda le iniziative specifiche prese dalla FIGB, singolarmente abbiamo tentato (e con qualche successo) di contrastare le ordinanze regionali che hanno creato problemi suppletivi nella fase dell’apertura all’attività di allenamento. Per gli altri tentativi, anche riguardanti linee guida e scudo penale, è fin troppo evidente che muoversi individualmente non servirebbe a nulla e quindi rientriamo nel gruppo di pressione che parte dal CONI e, più specificamente, dal Coordinamento delle DSA al quale naturalmente abbiamo aderito. Per quanto ho detto sopra non nutro molte speranze di successo, ma non è detta l’ultima parola, perché nel “Piano Colao” un’idea di scudo penale è stata ventilata per il campo delle imprese … e poi chi sa?
Ti ricambio un cordialissimo saluto.
Francesco

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