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#iorestoacasa e… Lo squeeze del cardiopatico

Ruggero Pulga ha preparato questo articolo per la rubrica #iorestoacasa… i bridgisti si raccontano.  Anche voi potete dare il vostro contributo alla rubrica, inviando aneddoti, pensieri ed esperienze all’indirizzo bdionline@federbridge.it

Viviamo giorni di angoscia. Ci chiediamo quando e come tutto questo finirà e nello stesso tempo ci rendiamo conto che siamo solo all’inizio. Costretti così “ai domiciliari”, molti di noi hanno ritrovato i valori di antica tradizione, come quello dello stare in famiglia, delle buone letture, dello studio e dell’approfondimento. I più fortunati godono di spazi privati aperti come parchi e giardini, ma anche terrazze e cortili. I meno fortunati sono soli in un piccolo appartamento. Per noi bridgisti, però, esiste un privilegio che è di sollievo a questa solitudine: il bridge online.

Il trionfo dei giochi in rete è palpabile in questo periodo e attraversa tutte le generazioni. Certo è che nessun gioco ha le straordinarie caratteristiche del nostro bridge: per socializzare, divertirsi, stimolare se stessi intellettualmente ed in parte anche competere nello stesso tempo.

Il nostro limite è che siamo pochi, una piccola grande famiglia che rischia talvolta di isolarsi dalle altre, da quelli che non giocano a bridge. Ma in questi giorni anche a voi sarà capitato di ascoltare amici e parenti dire per la prima volta: “voglio provare anch’io a giocare a bridge”.

Il nostro “cespite” si sta rivalutando molto in questi giorni. Tuttavia rimane un grande scoglio da superare. Noi bridgisti questa nostra passione l’abbiamo incontrata per tradizione familiare, oppure per caso, magari negli anni d’oro in cui era tanto di moda. Ce la siamo fatta nostra, ne siamo rimasti affascinati ed abbiamo investito… sì, abbiamo investito nel bridge! Ma è impensabile che per conoscere un passatempo si debba investire altrettanto di chi ne è rimasto folgorato. Siamo casi un po’ particolari, diciamo la verità. Difficilmente un giovane, ma spesso anche un adulto, è disposto ad accettare di “essere insegnato” per imparare un gioco di carte. “Ma il bridge è diverso, le carte sono solo uno strumento…” . A queste parole molti ci guardano con un benevolo sorriso di compatimento. I più velleitari rispondono pretendendo di sedersi e giocare immediatamente, anche senza sapere nulla. Altri domandano una sola cosa: le regole del gioco. Perché le regole del gioco, si sa, sono il sale della civiltà. Ogni gioco è tale perché ha le sue regole. Regole chiare e uguali per tutti. “I metodi sono solo i buoni consigli… Siamo in grado di sbagliare da soli”. Ci sembra tanto strano? In fondo pensavamo così anche noi ai vecchi tempi del “fiori Rio Bo”. Dovremmo progettare un tutorial, o forse esiste già, un tutorial per l’autoapprendimento del bridge. Penso che di questi tempi otterrebbe un successo pazzesco. Immagino qualcosa che ti faccia vedere un po’ di esempi e poi ti proponga degli esercizi. Incassare le prese vincenti, produrre le prese, prima senza l’atout poi con l’atout, poi diventi l’avversario di chi fa le prese e così via. Una guida anche per la dichiarazione e via… subito si comincia! Perché lo scopo non è imparare, ma divertirsi. In tempi di coronavirus avremmo una nuova popolazione di bridgisti.

Questo virus è mondiale. Male, malissimo. Tutto il mondo è a casa. E tutti i bridgisti del mondo sono in rete, in rete su BBO. Ci saranno server sufficienti? Quasi tutte le Associazioni hanno organizzato i loro tornei ed i loro duplicati online. Così si allenano le nostre Nazionali per le prossime gare che… non ci saranno. Mi viene in mente la canzone di Lucio Dalla.

Potremmo mai utilizzare il Bridge online per competere in modo ufficiale, per fare le gare più importanti insomma? Penso proprio di no, almeno per ora. Il giorno che l’informatica sarà davvero sicura spariranno i seggi ed i sondaggi e si rivoluzionerà il concetto della rappresentanza politica. Tornando al bridge, perfino un senior portatore di “handicap informatico” potrebbe oggi facilmente giocare a carte scoperte. A tal punto facilmente da non riuscire a provare neppure il cattivo gusto della presa in giro. Ma si sa, esiste la vanità nell’uomo e la convinzione o la presunzione di saper padroneggiare le situazioni. Di non farsene accorgere, insomma. E anche a mettere vincoli e cancelli si trasformerebbe il bridge in una facile gara per giovani bridgisti hacker dilettanti. Utilizziamo i mezzi per quello che ora sono: un grande aiuto alla comunicazione, un antidoto all’isolamento, un veicolo di socializzazione positiva e, per chi è agonista, un proficuo strumento di allenamento. Stando attenti ai “misclick” ed a non esagerare. Passare ore ed ore davanti ai monitor soprattutto colorati non è salutare per gli occhi, si sa.

Ora vi racconto una smazzata fresca fresca online. Siete in Sud, secondo di mano, con queste carte:

Picche A 8 6 3   Cuori 10 5 4   Quadri A Q   Fiori A Q J 6

La semplice dichiarazione è:

Ricevete l’attacco di PiccheQ per il Picche5 del morto, il Picche7 di Est ed il vostro PiccheA. I vostri avversari sono dei buoni giocatori che attaccano in busso, si danno conti in modo tradizionale e chiamano con la dispari. Come pensate di cavarvela?
Quando incassate QuadriAQ notate che al secondo giro Est scarta il Fiori4.
Che idea vi siete fatti della mano?
Se avete capito che il sorpasso a fiori riesce siete degli ottimi giocatori di bridge online.
Perché la smazzata è la seguente:

Nell’altro tavolo l’attacco fu 6Cuori. La difesa incassò le prime quattro prese nel colore, dopo di che Est mosse picche. Sud prese in mano con l’PiccheA, incassò le due teste di quadri, salì al morto con il PiccheK e finì di incassare le quadri vincenti comprimendo Est fra picche e fiori. Lo squeeze cosiddetto del cardiopatico. 

Ruggero Pulga

Ruggero Pulga (PLR009), ingegnere, ha una lunga e folgorante carriera anche nel mondo del Bridge, che culmina con la medaglia d'argento ai Campionati del Mondo a squadre Senior 2017.

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