FederbridgeHomeTecnica

3SA o non 3SA?

È dalla notte dei tempi che si insegna e si tramanda che, in presenza di distribuzioni bilanciate, si debba chiedere la manche con una forza complessiva di almeno circa 25 punti.

Innumerevoli, si sa, sarebbero le correzioni da fare a tale assunto. Quelle distribuzionali, soprattutto riferite alla disponibilità di colori quinti solidi anche in complemento alle carte del partner, e quelle relative alla presenza di carte intermedie, soprattutto in combinazione con gli onori. Altra comune raccomandazione è che la partita la si domandi a colore nobile disponendo di almeno otto carte nella linea, mentre diversamente la si dichiari con 3SA.

Anche quest’ultimo suggerimento ha però solo un puro valore statistico e presenta numerose eccezioni. La più comune, nota a tutti, è quella delle distribuzioni piatte, le 4333, che, se presenti in entrambe le mani, non lasciano dubbi sulla scelta: meglio sempre 3SA anche con otto atout di cuori o di picche. La preferibilità della conclusione a SA in queste condizioni è riscontrabile in oltre il 90% dei casi. Ma non basta. Con la 4333 anche a fronte di una 5332 è dimostrabile statisticamente la superiorità della conclusione a SA sia con otto che addirittura con nove atout, purché il doubleton della 5332 non sia di cartine. I 3SA saranno giocati dalla parte di tale doubleton, cioè della quinta. E questo è abbastanza normale che accada, anche se aprite la dichiarazione con la 4333, a meno che non giochiate il senza debole. Vediamo alcuni esempi.




A fronte della stessa 5332, che non presenta il doubleton scoperto, poniamo diverse 4333 col fit quarto:

1. Con onori distribuiti e carte parzialmente di testa
2. Con onori distribuiti e carte di testa
3. Con onori concentrati e carte di testa
4. Con onori distribuiti senza carte di testa

In tre casi su quattro, cioè fatta eccezione per il caso 2, la superiorità del contratto a senza atout è evidente.
Ma l’evidenza aumenta ancora se si modificano le carte del rispondente, inserendo un mezzo fermo come la donna seconda nel doubleton e distribuendo equamente gli onori fra i due colori terzi.




A fronte di quest’altra 5332 la superiorità della manche a senza atout sulla manche a colore è palese per tutti i quattro casi esaminati. E lo é forse anche laddove parrebbe discutibile. Questo perché il contratto di 3SA è il più difficile da contro giocare, soprattutto per quanto riguarda l’attacco iniziale. Nel caso 3 ad esempio, l’ unico un po’ dubbio, con attacco fiori sotto Asso oppure con attacco ed il ritorno in tale colore, è ancora possibile qualche volta mantenere, mentre 4Picche sono comunque senza speranze. Solo ipotizzando di fermarsi al parziale nei casi tre e quattro il contratto a colore di 3Picche risulterebbe superiore a 2SA.

Ma è la stessa cosa se a fronte della 4333 troviamo una 4432?

No, perché in questo modo le cose cambiano radicalmente ela preferenza va data alla manche a colore. Vediamo perché.




Pur avendo spostato solo una carta nella mano di Ovest, il rispondente, per costruire la 4432 ed avendo lasciato inalterate, in tutti gli esempi, le carte di Est, ora in tutti e quattro i casi diventa superiore la conclusione a 4Picche rispetto a 3SA. La ragione è che con una quinta di sviluppo le nove prese a senza spesso corrono prima che l’avversario possa affrancare e incassare la sua lunga. Senza colori lunghi invece alla probabile persa in più di taglio che si ottiene giocando a colore vanno aggiunte le prese in meno di lunga che l’avversario a colore non può incassare.

L’opzione 3SA ritorna in gioco allora in presenza di lunghe solide seste o addirittura settime a fronte di mani bilanciate. Quindi anche con nove o addirittura dieci atout se si controllano tutti i colori e non esistono allungamenti delle prese in atout col taglio.




In alcuni degli esempi proposti la manche a colore è decisamente migliore dei 3NT. Ma va notato che la mano del rispondente, Ovest, scelta come esempio, è assolutamente pulita, senza nessuno di quei plusvalori che abitualmente non danno luogo a vincenti, come Qx , Jxx ,109x ecc. , ma che sono spesso collaboranti come fermi. Sono soprattutto questi valori che giocando in combinazione con altri spostano spesso le cose a favore dei senza atout. Ora aggiungiamo alle carte di Ovest qualche combinazione di questo tipo e qualche carta intermedia ottenendo per esempio Picche A Q J 8 6 2 Cuori Q 3 Quadri J 8 Fiori K 10 3 . Le prospettive del 3NT diventano adesso competitive se non addirittura migliori di quella della manche a 4Picche nei primi tre casi. Ecco nuovamente gli esempi: 




A parte il caso 2 dove esiste ancora una leggera sfumatura a favore del contratto a colore, almeno nei casi 1 e 3 la conclusione a 3SA diventa quella largamente preferibile. Il caso 4 esce dalla statistica, perché riduce a sporadici errori difensivi i casi di realizzazione di entrambi i contratti. Anche qui si può notare tuttavia che i 3SA si regalano semplicemente sull’attacco, mentre la manche a colore si deve regalare comunque due volte. Non siamo nell’ambito di valutazioni né facili né schematiche, ma che sono di gran peso in termini di match points. Uno fra i tanti motivi per cui i computers non riescono a battere i giocatori di bridge è che questi ultimi non sono loro stessi in grado di tradurre e trasferire informazioni come queste, e come anche altre più complesse, in forma di procedure standard automatizzabili.

Abbiamo visto come con otto ed anche nove atout nobili sia preferibile a volte giocare a senza atout anzi che a colore ed in diverse situazioni. Vediamo ora il viceversa. Cioè quando con sole sette atout sia preferibile invece giocare la manche nel colore nobile piuttosto che a senza atout.




Non è facile stabilire una regola per capire quando è preferibile con mani bilanciate una conclusione a colore con sette atout. Due cose in comune a tutti questi esempi però ci sono:

1. La solidità delle atout che devono essere chiuse o semichiuse fra vivo e morto
2. La fragilità se non la mancanza di un fermo in un colore laterale lungo dell’avversario.

Il caso 3 è certamente di difficile individuazione e lettura in fase dichiarativa. Sarebbe sufficiente scambiare un fante con una donna fra cuori e fiori per spostare l’ago della bilancia e credo che questa mano sia pane indigesto anche per dei campioni. Negli altri casi vi invito invece a notare come la via del successo possa diventare davvero impervia, ma solo se ad aprire la dichiarazione è Est con un fiori. Ovest presumibilmente risponderà un picche, oppure con un due fiori convenzionale, ma in entrambi i casi non sarà semplice identificare la distribuzione e la collocare gli onori nella mano dell’apertore. Al contrario la strada risulta un po’ più in discesa se la prima dichiarazione avviene dalla parte di Ovest . Est avrebbe modo in tal caso di rendersi conto della fragilità del suo doubleton laterale e magari interrogare, anche naturalmente con un quarto colore, in merito alla distribuzione ed al fermo nel colore debole.

La vera difficoltà però, in casi come questi ed in altri simili, sta non solo nel disporre degli strumenti di indagine dichiarativi, ma anche e soprattutto nel prendere la corretta decisione in merito a quando utilizzarli e quando non farlo. L’eccesso di precisione dichiarativa è pernicioso e non solo perché moltiplica le occasioni di errore. Si tratta di valutare e confrontare la probabilità di migliorare il contro gioco avversario con quella di migliorare il nostro contratto finale. Un’altra decisione questa assolutamente di esperienza e che, forse ancora per molti anni, i computers faranno molta fatica a prendere più correttamente degli umani.

Per finire una curiosità tratta da una mano recentemente capitata, che mi ricorda una simile smazzata storica, di una coppia che è forse la più famosa e certamente fra le più forti mai esistite nella storia del bridge. Ecco le carte che ho dichiarato:

Belladonna – Garozzo trovarono un meraviglioso contratto di sei quadri possedendo una distribuzione per certi versi simile a questa, durante un campionato europeo di tanti anni fa. Non ricordo esattamente, ma mi pare che, nel loro caso, il quiz fosse ancora più complicato, come, ad esempio, possedendo le picche seste al morto ad avendo magari un Asso perdente in un seme laterale.
Tornando al nostro diagramma le carte di Ovest per via delle quadri chiuse possono valere forse un po’ di più di una semplice apertura 2SA. Certamente dichiarando la bilanciata 20-22 sulla sequenza in bicolore nobile del compagno diventa difficile imporre le quadri, a meno che non sia il compagno stesso a fare il primo tentativo di slam. Notate che se al posto della donna di quadri in Ovest mettiamo la donna di fiori anche i 4SA diventano altro che un contratto sicuro. Pertanto un giocatore prudente potrebbe dichiarare la bicolore semplicemente da manche, riservandosi di riaprire il gioco eventualmente poi in caso di fit acclarato. La dichiarazione potrebbe essere allora:

3Cuori = 20-22 punti bilanciati senza né quarte né quinte nobili
3SA = cinque picche e quattro cuori senza velleità di slam quindi non riapribile in assenza di fit 

Vero è però che si tratta pur sempre di due Assi più un Re sulla bilanciata forte, e che, anche se i colori sono davvero brutti, e quindi in assenza di fit le dodici prese diventano improbabili, quello che lascia ancora spazio alle velleità di slam è la terza di fiori, che giocherebbe in modo straordinario in presenza della quinta..e forse tavolta anche della quarta in un’ apertura massima. Allora la dichiarazione potrebbe diventare questa:

4SA = cinque picche e quattro cuori tentativo di slam quantitativo

Il salto a sei quadri diventa scontato sul quantitativo e mostra davvero un colore autonomo anche se solo quinto, essendo già una dichiarazione a livello quattro nel minore interpretabile come quinta, ed il rialzo a senza la dichiarazione più naturale con la 4432. Su 6Quadri è logico passare per via dei colori deboli e delle teste laterali. Lo slam sarebbe comunque impossibile al di fuori delle quadri. La superiorità dei sei quadri rispetto a sei senza a ventisei carte non è solo dovuta alla probabilità della divisione 4-3 delle quadri con le picche almeno 4-2 (53%) , percentuale già ben maggiore rispetto alla semplice divisione 3-3 delle picche (36%). Va notato infatti che la mano si può fare con le picche 3-3 anche trovando le quadri ripartite 5-2 . In totale si arriva intorno al 62%.

 

 

Ruggero Pulga

Ruggero Pulga (PLR009), ingegnere, ha una lunga e folgorante carriera anche nel mondo del Bridge, che culmina con la medaglia d'argento ai Campionati del Mondo a squadre Senior 2017.

Potrebbero interessarti anche...

Leggi anche...

Close
Close