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World Youth Team Championships 2018 (8)

E così siamo arrivati in fondo al round robin, e da domani le prime otto di ciascuna competizione si affronteranno nei KO dei quarti di finale, e poi via via fino a designare le vincitrici.

E’ finita come si sapeva che sarebbe finita: eliminati gli Juniors, qualificati gli Youngsters. Due risultati in pratica mai in discussione: ieri abbiamo tentato di illuderci che il margine di recupero per i grandi ci fosse ancora. E in effetti c’era, ma ci sarebbero volute tre vittorie pressoché piene: sarebbero bastate perché uno dei tre incontri ci opponeva alla Cina che è arrivata ottava. Comunque subito il primo incontro, con la sconfitta contro il debole Egitto, ha azzerato ogni debole e remota ipotesi di rimonta.

Il risultato è senza dubbio deludente: per quanto si sapesse che la squadra va valutata in prospettiva, in quanto l’età media è forse la più bassa di tutte le concorrenti (si pensi che quattro su sei l’anno scorso avevano ancora età da Youngsters, e anche Sau e Percario sono lontani dal limite d’età), tuttavia si pensava che la forza e l’esperienza dei giocatori in campo fosse sufficiente per essere competitivi. Così non è stato, e la qualificazione è sempre stata costantemente molto lontana per tutta la durata del girone. Rimane qualche sprazzo, la bella vittoria contro gli USA e poco altro, in un panorama di molti errori e di incapacità di reagire agli eventi avversi. Sono risultati che ovviamente i tecnici analizzeranno con attenzione, per decidere come schierarsi in futuro, tenendo presente in prima istanza che dall’anno prossimo Donati farà parte della combriccola.

Gli Youngsters hanno chiuso al quinto posto, perdendo due incontri (Bulgaria e Svezia, trovate la cronaca completa di quest’ultimo match in un altro articolo del sito) e vincendo contro la Francia. Ci troviamo come avevo previsto a giocare contro la quarta, perché nessuno ci ha scelto.  Si tratta della Polonia con cui abbiamo perso nel round robin, ma credo che questo non inciderà e che potremo giocarci le nostre carte tranquillamente, per fortuna senza carry over. Spero di rivedere la squadra brillante e spregiudicata dei primi giorni e non quella stanca e fallosa degli ultimi incontri, e forse un po’ bloccata psicologicamente dalla paura di fallire quello che tutti indicavano come risultato minimo per questa spedizione. Ora nei quarti ci siamo, ed è ora di scrollarsi di dosso stanchezza e preoccupazione: andate a divertirvi, ragazzi, ve lo siete guadagnato!

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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