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World Youth Team Championships 2018 (10)

E’ finita la bella avventura della nazionale youngsters (Under 21) ai campionati del mondo di Wujiang. I ragazzi di Dario Attanasio e Valerio Giubilo sono stati sconfitti oggi in semifinale dalla Svezia, e dovranno accontentarsi di combattere domani per la medaglia di bronzo contro la Francia. La finale più prestigiosa si giocherà invece tra Israele e Svezia.

E’ andata così, e serpeggia un certo rimpianto tra le nostre fila perché l’incontro è stato terribilmente combattuto e in bilico fino in pratica alla penultima mano, di cui vi racconteremo. Siamo partiti bene (+17 nel primo segmento), e abbiamo mantenuto il vantaggio nel secondo (-1). Nel terzo segmento è però partita la rimonta svedese, e i baltici hanno rosicchiato in pratica tutto il nostro margine girando l’ultima boa a -1. Nel quarto segmento c’è subito stato il sorpasso, anche netto, ma a due board dalla fine avevamo ridotto il ritardo a -6, quindi con possibilità di controsorpasso ancora notevoli: bastava uno swing.

Ed è arrivata questa mano:

♠ 63
♥ A942
♦ AKQ7
♣ AJ2

 ♠ AJ4
 ♥ KQ103
 ♦ 92
 ♣ KQ53

 

Donati e Porta hanno chiamato il piccolo slam, gli svedesi si sono lanciati al grande. Come vedete è necessaria la cuori divisa o il J catturabile; inoltre, non credo che la licita sia riuscita ad appurare la presenza del J di fiori, senza la quale carta lo slam scende drasticamente in percentuale. Ognuno si faccia i suoi conti se convenga o no chiamarlo, a carte coperte; certo è che se il grande fosse caduto avremmo operato il sorpasso, e poiché l’ultima mano era praticamente pari avremmo vinto noi. Del senno di poi sono piene le fosse; ma tutto questo per dire che ci è mancato veramente poco.

I grandi slam ci hanno davvero tradito, in questo KO. Ne hanno mancato uno a testa le nostre due coppie (addirittura in entrambi i casi fermandosi a manche) e poi ne hanno forzato un altro Donati e Porta, imitati in questo caso dalla coppia svedese, per cui si è trattato qui di un mancato guadagno. E quindi, se si pensa che quattro grandi slam spostano oltre 50 MP e che si è perso di 18, ecco che nelle altre mani avevamo vinto di oltre 30. Mannaggia a chi li ha inventati!

Adesso basta rosicare, suvvia, e rendiamo omaggio ai vincitori. Gli svedesi hanno giocato bene, sono stati forti e solidi e hanno meritato la vittoria: questo va riconosciuto senza mezze parole. Dei nostri ricordiamo la splendida prima metà del round robin, la difesa a oltranza della posizione quando è subentrata un po’ di stanchezza, il quarto di finale vinto con grande autorità contro la Polonia. Abbiamo nella memoria la sicurezza e la classe di Donati, il coraggio e l’ispirazione di Porta, la combattività dei due Giubilo (Gianmarco esordiva nella categoria, lo ricordiamo, e ha giocato un numero immane di smazzate) e l’apparizione breve ma incoraggiante e positiva dei due giovanissimi Capobianco e Lombardi. Abbiamo visto giocare insomma sei giovani bridgsti promettenti e affiatati. E’ stato un bel campionato, ragazzi. Grazie per averci fatto gioire, sperare e soffrire; che è poi la sintesi di quello che si chiama volgarmente tifo.

E a proposito: guai ad ammainare le vele! Domani si gioca per il bronzo, che sarebbe comunque un risultato oltremodo prestigioso. Quindi inghiottiamo la delusione, recuperiamo serenità e concentrazione e andiamo a picchiare un po’ di francesi (in senso agonistico, chiaro).

E poi c’è il Board-A-Match. I nostri ragazzi hanno vinto la semifinale, ed entrano quindi a vele spiegate nella finale A a 8 squadre. Gli azzurri sono sempre stati nelle prime posizioni, e hanno preso la testa al quartultimo turno per conservarla fino alla fine. Domani quindi giocheranno per il titolo della specialità, e questo eccellente risultato sta rendendo decisamente più positivo anche il bilancio della loro spedizione.

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Tennis Club Genova), socio agonista, scrive per Bridge d'Italia e per BDI Online articoli e commenti sui principali avvenimenti agonistici nazionali e internazionali

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