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European Open Championships (15)

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Bridge, lo Sport della Mente

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E’ sorta già l’alba dell’ultimo giorno, ed il sole, spesso implacabile, scalda ancora una volta la tensostruttura che ha ospitato gli ottavi European Open Championships. Il caldo è stato infatti spesso protagonista, con temperature che, nelle ore di picco, hanno superato, all’interno, i 34 C°. Le macchine condizionatrici, molto numerose, ed i potenti generatori loro allacciati hanno fatto del loro meglio, ma contro la forza della natura ci si può solo difendere, mai vincere.
Quella delle condizioni climatiche è stata l’istanza più complicata da gestire, ma per il resto, ovvero se si fosse giocato in un periodo più favorevole, l’ambiente utilizzato avrebbe superato la prova. Un po’ traballante e rumoroso il pavimento – anche segnato da numerose “ferite” e non facile da pulire – ma si può trattarlo come un dettaglio minore, mentre rimane la sostanza di un’amplissima metratura in un’unica soluzione, la quale ha permesso un’organizzazione rapida ed efficiente, e condizioni tecniche di gioco ottimali. Tavoli ben distanziati – la distanza minima è di tre mezzi e mezzo, e nelle finali a coppie si superano i cinque – e non il classico gomito a gomito al quale ci ha tristemente abituati Salsomaggiore. Insomma, considerati anche i costi di affitto di gran lunga minori rispetto a strutture fisse comparabili (quando si trovino, cosa difficile in Italia e, più in generale, in Europa), un’esperienza da tenere buona per pianificare il futuro di manifestazioni di queste dimensioni.
La cronaca bridgistica è quanto mai scarna: si è giocata la prima giornata della finale del Coppie Open, finale che vede la presenza di coppie formidabili. Fra tutte, le più titolate, nei singoli e nel complesso, sono senza dubbio quelle formate da Mahmood Zia e Jeff Meckstroth, e dai “monegaschi” Geir Helgemo e Thor Helness. Ma moltissimi altre sono quelle da copertina, a confermare come la quindicina di gara abbia attratto tutto i migliori giocatori del pianeta.
La classifica vede vicinissimi al vertice i due americani (se Zia così si può definire, visto che è pakistano di nascita, e londinese di residenza), i quali sono partiti a razzo, ed hanno poi mantenuto una buona velocità di crociera (sono adesso terzi), mentre i due nordici (lo so, Monaco non è troppo a nord, ma i due sono in realtà norvegesi; queste considerazioni sulla nazionalità, pretesa e reale, dovranno pur essere affrontate un giorno dagli organi internazionali, con minore leggerezza rispetto al passato), a lungo fra i primissimi, sono inaspettatamente precipitati incassando il 46% nella penultima sessione, e poco più del 48% nell’ultima (e buon per loro che hanno segnato 100%, 92% e 60% nelle ultime tre mani). Sono ora diciassettesimi, con il 51,24% complessivo, e quindi con molto lavoro da fare per riprendere il gruppo di fuggiaschi. Data la loro straordinaria qualità tecnica, e la loro abitudine alla battaglia, non si possono però certamente escludere dal pronostico.
Conducono i turchi Kubac-Zorlu, che sebbene non abbiano mai ottenuto risultati di grande prestigio, sono però da considerarsi coppia di eccellente livello. Per loro, un vantaggio di quasi un top (poco meno di 48 mp, su un massimo di 50 per mano) sui diretti inseguitori, i nostri Versace-Tokay (Mustafà, che vive stabilmente a Roma, può ben essere considerato nostrano anche lui).
Bravissimi anche gli altri due italiani in gara, Frabrizio Conti e Claudio Villani, undicesimi con il 52,27% e per lungo tempo anche più su, dove l’aria è rarefatta.

1 KUBAC N. – ZORLU N. 16 1,599.27 59.45
2 VERSACE A. – TOKAY M. 16 1,551.63 57.68
3 MAHMOOD Z. – MECKSTROTH J. 16 1,518.67 56.46
4 STAMATOV J. – DANAILOV D. 16 1,516.27 56.37
5 KOLATA S. – KANDEMIR I. 16 1,510.09 56.14
6 BOMPIS M. – VINCIGUERRA H. 16 1,491.69 55.45
7 FREDIN P. – BERTHEAU P. 16 1,470.16 54.65
8 CHUMAK Y. – ROVYSHYN O. 16 1,454.94 54.09
9 IONITA M. – STEGAROIU M. 16 1,433.98 53.31
10 MALINOWSKI A. – BAKHSHI D. 16 1,406.79 52.30

Oggi seconda ed ultima tappa, divisa in tre frazioni: 20, 16 e 14 smazzate. Chi sarà più bravo a resistere alla fatica, e a non farsi ammaliare dallo striscione del traguardo, avrà le migliori chance di vittoria, ed è ovvio che in questo le coppie, ed i singoli, di superiore esperienza avranno maggiori risorse nervose cui attingere.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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