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Io, robot giocatore di Bridge (1)

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Bridge, lo Sport della Mente

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Il primo tempo della cronaca dei World Computer Bridge Championship 2016, l’evento che ha messo a confronto le “intelligenze artificiali” del Bridge.

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Dal 10 al 15 settembre 2016, in concomitanza con i World Bridge Games a Wroclaw (Breslavia) in Polonia, si è tenuto l’annuale campionato mondiale di Computer Bridge, un evento che vede come partecipanti i software più sofisticati in grado di giocare a Bridge, che si confrontano in un torneo a squadre.

Giunto ormai alla 20ma edizione, sotto l’accurata e puntuale organizzazione di Alvin Levy, il Campionato ha visto iscritti quest’anno otto software, i cui autori provengono da ogni parte del mondo, Stati Uniti, Europa, Giappone e Cina.

Yves Costel, autore di Wbridge5
Yves Costel, autore di Wbridge5

Su tutti ha prevalso WBridge5 del francese Yves Costel, giunto in finale contro Micro Bridge dei giapponesi Tomio e Yumiko Uchida, dopo un Round Robin di 32 smazzate e un girone a KO per selezionare i due finalisti tra i migliori 4 (gli altri due erano il danese Shark Bridge di John e Merete Vermehren Norris e lo statunitense Bridge Baron di Stephen Smith).

Vi riporto una carrellata sulla finale tra WBridge5 e Micro Bridge, disputata su quattro sessioni di 16 mani, con qualche smazzata interessante per conoscere meglio come giocano i “cervelli elettronici” e magari confrontarvi con loro.

I tempo

La contesa si apre con qualche scaramuccia nelle prime sei mani, poi il primo swing a due cifre nel board 7 a favore di WBridge5 per una manche mantenuta in una “sala” (virtuale, perché i computer non hanno bisogno di stare in stanze separate) e caduta nell’altra.

Giocate in Ovest 4Picche dopo questa dichiarazione, tutti in zona mazziere Sud:

robot12SA = per gli altri due

Questo il diagramma della linea del dichiarante:

robot1b

L’avversario attacca di piccola quadri per l’asso del morto.

Giocate PiccheQ invogliando Sud a coprire, ma Sud sta basso. Tentate il sorpasso al PiccheK?

Le probabilità sono a favore del sorpasso, ma entrambi i robot hanno superato con l’asso per rigiocare picche.

Nord prende di re (massima umana: i sorpassi che vanno male è meglio non farli!) mentre Sud risponde (picche divise 2-2).
Il rinvio di Nord è a fiori per l’asso di Sud che ritorna di Cuori5 mettendovi alle corde.

A voi: come pensate di evitare di perdere due cuori?

Se, come Micro Bridge in Ovest, siete stati bassi, Nord ha preso di donna ed ha rinviato cuori per l’asso del compagno (errore di valutazione).

Avevate qualche indizio per “indovinare”?

L’intervento di sud a 2SA in zona, per gli altri due colori, avrebbe dovuto mettervi sulla strada giusta, insieme all’apparizione del PiccheK in Nord.

Nell’altra sala, con una dichiarazione senza intervento l’attacco è stato di Fiori6 per l’asso di Sud, che si è affrettato ad incassare anche l’CuoriA, risolvendo tutti i problemi del dichiarante (errore di controgioco).

Questa l’intera smazzata:

robot2

Avete visto cosa sarebbe successo se aveste fatto il sorpasso al re di picche?
Nord in presa sarebbe tornato quadri, per il taglio, e poi i due assi avrebbero decretato il down.
Comunque nessuno dei due contendenti ha trovato il par della mano che è 5Fiorix-2 per NS (errore di valutazione).

Subito dopo un’altro swing di 14 IMP per un doppio score sempre a favore di Wbridge5, che in una sala, tutti in prima, gioca 4Picche e ne fa 5 e nell’altra gioca 2Cuori contrati e fatti, invece di andare 2 down (errore di controgioco) e comunque guadagnarci (errore di valutazione).
Fa seguito ancora una differenza di 12 IMP per 2Picche fatte (ma dovrebbero andare down, errore di controgioco) e 4Picche contrate -3 (errore di valutazione), invece di penalizzare gli avversari in zona che si sono spinti fino a 4Quadri (1 down).

Alla mano 13 arriva finalmente uno swing a favore di Micro Bridge per un grande slam dichiarato e fatto contro il piccolo slam con surlevée (errore di valutazione), pareggiato quasi subito alla mano 15 con uno slam chiamato in una sala e mancato nell’altra (errore di valutazione).

Avrete certamente notato i commenti circa gli errori commessi, almeno quelli più eclatanti, man mano che si sono presentati, commenti utili per trarre delle conclusioni sul modo di giocare dei robot. Ricapitolando il primo segmento si chiude con 61 IMP contro 26 a favore di WBridge5.

I intermezzo: i concorrenti

Nel corso degli oltre 20 anni di competizioni tra computer, la prima risale al 1989 e per qualche anno si sono svolte sotto il nome di Olimpiadi, si sono avvicendati una trentina di programmi, non tutti proprio originali ed alcuni scomparsi subito dopo l’esordio.
La maggior parte dei sopravvissuti ha anche una versione commerciale, con modifiche ed opzioni in modo da personalizzarla in base alle preferenze degli utilizzatori.
Un po’ di delusione per WBridge5 (naturalmente i sentimenti vanno riferiti agli ideatori dei software), che non ha potuto misurarsi quest’anno con l’eterno rivale Jack, creato dall’olandese Hans Kuijf, più volte vincitore (10 titoli per l’esattezza) ma assente per motivi non ben precisati.
Uno dei più assidui partecipanti è Q-Plus Bridge del tedesco Hans Leber, che non si è perso una sola edizione dei campionati.
Esordio per la Cina con il software Xinrui di YuzHang Liu, e ritorno, anche se poco performante, di Meadowlark Bridge, dello statunitense Rodney Ludwig, dopo ben 12 anni di assenza.

Continua…

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Red Jack

Giacomo Andrea Crucinio (CRM010, Milano Bridge), laureato in fisica, docente, giornalista, consulente di editoria aziendale e uffici stampa per società in gran parte high tech, ha come principali interessi musica, cinema e, naturalmente, bridge. E’ sposato, 3 figli (unica pecca: nessuno di loro gioca a bridge). “La passione per il bridge è scaturita in un fumoso bar della Facoltà di Scienze di Milano. Mi ha affascinato subito, ma impegni personali, familiari e di lavoro non mi hanno permesso di praticarlo con quella assiduità che avrei voluto. Pur non avendo mai smesso di seguirne le vicende, la mia pratica del bridge si è concentrata di più sugli aspetti teorici, certamente non emozionanti come le smazzate ‘vissute’ direttamente al tavolo, ma non meno interessanti. Strada facendo ho annotato dubbi, riflessioni o analisi su argomenti mai veramente risolti, come quello delle prese totali, che spero di pubblicare in un prossimo futuro. La firma red.jack è una vecchia abitudine di firmare articoli di settori diversi con nomi e sigle diverse. In questo caso è un nickname di sapore più attuale”.
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