
Ciao Maurizio,
mi piacerebbe sapere il tuo parere su questa mano e cosa avresti deciso se interpellato al tavolo.
Torneo Internazionale


1SA = 12-14
2
= per le picche
Attacco
4 – Est alla vista del morto fa riserva sulla mano.
Risultato: 4
–1 = 100 per N/S
L’arbitro chiamato al tavolo ascolta le motivazioni di Est che spiega che il contro a 3
è take out senza le cuori (altrimenti avrebbe contrato 2
).
Nord-Sud non sono evidentemente d’accordo su come intervenire sul Senza atout debole, sulla convention card non c’è scritto nulla.
Successivamente Sud dice di essersi sbagliato e che l’accordo è quello spiegato dal compagno
Ti sono grato fin d’ora per la risposta che vorrai darmi
Ciao
Ennio

Ciao Ennio,
la situazione è un pochino ingarbugliata.
Come sai, l’Articolo 40 del Codice di Gara – ed una specifica sentenza del WBF Laws Committee, San Paolo 2009, lo chiarisce meglio – afferma che un giocatore ha il diritto di avere in ogni momento la spiegazione giusta, ma che non ha invece il diritto di sapere che gli avversari hanno avuto un’incomprensione.
Nella circostanza, dato che Nord/Sud non possono provare la vera natura dei loro accordi, bisognerà assumere che la spiegazione giusta fosse “Cuori” (se fosse il contrario, non ci sarebbe danno, ex Articolo 75 del Codice di Gara, paragrafo C). Se Ovest avesse avuto questa informazione da subito, avrebbe allora detto “contro” su 2 Cuori, o effettuato la sequenza artificiale o naturale prevista dal suo sistema (almeno immagino).
Detto questo, per dipanare la matassa mi mancano, come vedi, delle informazioni cruciali, ovvero gli accordi di Est/Ovest, ma è da lì che bisognava partire per capire che cosa sarebbe potuto accadere dopo, ed assegnare un punteggio arbitrale di conseguenza.
Se è “contro” ciò che avrebbe detto Ovest, è allora probabile che Nord dicesse comunque 3
, e che Nord/Sud finissero per giocare 3
contrate (Sud, come è ovvio, aveva un’INA – ex Articolo 75 del Codice di Gara A e dunque l’Articolo 16 del Codice di Gara, paragrafo A&B – così che non poteva che dire sempre “passo”). Se altrimenti, non mi posso pronunciare ora.
Cari Saluti,
Maurizio Di Sacco



