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Quesito arbitrale-filosofico: Il Bridge come volontà e rappresentazione

Gentile Maurizio Di Sacco,
si è appena concluso il Campionato di Società che mi ha visto competere nel girone I della serie B in coppia con Maurizio Marchionni, Presidente Regionale delle Marche.
Nel corso della competizione siamo stati interessati da due decisioni arbitrali che ci hanno visto in ambedue i casi penalizzati e che se fossero state diverse avrebbero consentito la nostra promozione alla serie superiore.

Primo caso

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a questo punto, prima che il carrello passasse dall’altra parte del sipario, io, che sedevo in Est, ho fatto notare che la licita di Nord era insufficiente. Ho chiamato l’Arbitro il quale consentiva a Nord di cambiare la sua licita in Contro, che seguito da tre Passi ha portato alla penalizzazione del contratto di quattro prese per un totale di 1100 punti segnati dagli avversari. Più arrabbiato con il compagno che altro, non ho fatto ricorso. Però, a mente fredda, non sono per niente convinto della correttezza della decisione.
Il combinato disposto:
— dell’appendice 4 delle norme integrative, articolo 2: Cambi di licite effettuate: Una chiamata posta sul carrello e ivi rilasciata può essere cambiata sotto la supervisione dell’Arbitro:
a) se è illegale o inammissibile (nel qual caso la modifica è obbligatoria), se i sipari sono in uso, non appena uno dei due compagni di sipario se ne accorga
— e dell’art. 27 Licita insufficiente: A. Accettazione di una licita insufficiente: 1. Qualsiasi licita insufficiente può essere accettata (trattata come legale) a discrezione dell’avversario alla sinistra del colpevole. È di fatto accettata se quel giocatore effettua una chiamata

non consente di cambiare una licita diventata legale. D’altra parte questa licita non era priva di senso, ma mostrava la volontà di appoggiare il colore del compagno cosicché se fosse stato consentito doveva essere corretta in 3Picche e giammai in Contro a mente dell’Articolo 27 del Codice di Gara, paragrafo B) Licita insufficiente non accettata.

Secondo caso

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In Est gioco il contratto di 5Quadri! Sud attacca di 3Picche prendo di Dama e gioco Quadri. Sud non risponde prendo di QuadriK e rigioco il Quadri5 su cui Nord mette il 6 ed io dopo avere tirato fuori e mostrato il 4 ma ancora tenendolo in mano vicino alle altre carte mi fermo alcuni secondi a pensare. Avvedutomi dell’errore cerco di cambiare la mia giocata ma chiamato l’arbitro sono costretto a cedere la presa all’avversario con il 6.
Anche questa decisione non mi sembra corretta. A mente dell’Articolo 45 del Codice di Gara Carta giocata comma C.2
– Il dichiarante deve obbligatoriamente giocare una carta dalla sua mano se essa è
(a) tenuta scoperta, che tocchi il tavolo o sia vicina a toccarlo; o
(b) mantenuta in una posizione tale da indicare che sia stata giocata
il che significa che il giocante è obbligato solo nel caso abbia compiutamente anche se erroneamente dimostrato la volontà di giocare quella carta. Non mi sembra proprio il mio caso.
Spero proprio che si tratti in entrambi i casi di decisioni arbitrali sbagliate, di errori umani insomma. Se così non fosse vorrebbe dire che il regolamento è come il Velo di Maya che si frappone tra noi e la realtà. Si ricerca la realtà non nella Volontà ma nella sua Rappresentazione come se questa fosse più vera. Così negli episodi descritti alla Volontà (nel 1° caso di appoggiare il compagno e nel 2° di prendere la presa) si è preferita la Rappresentazione (contrare e cedere la presa):
L’amara conclusione è che comunque la si veda bisogna dare ragione a Schopenhauer: l’unica cosa da fare è il Non Volere e quindi tenersi alla larga dal Bridge, dai Campionati, dai Regolamenti e dalle decisioni arbitrali.
Cordialmente
Francesco Maria Monti Guarnieri (MNC028, Br. Senigallia – C.lo la Fenice)

Ciao Francesco,
per quanto riguarda il quesito 1°, dovevi continuare a leggere le Norme Integrative (Appendice 4), perché più sotto avresti trovato:

4. Modifica delle Rettifiche quando i sipari siano in uso
a) Un’irregolarità che sia stata passata attraverso il sipario è soggetta all’applicazione dei normali Articoli del Codice, con le seguenti precisazioni:
i. Una chiamata inammissibile – vedi l’Articolo 35 – deve obbligatoriamente essere
corretta
ii. qualora un giocatore violi il Codice e, inavvertitamente (altrimenti, può essere applicato l’Articolo 23), l’irregolarità venga passata attraverso il sipario dal suo compagno di sipario quest’ultimo ha accettato la chiamata per conto della propria linea nelle situazioni nelle quali il Codice permetta di accettare all’avversario di sinistrab) Prima che un’irregolarità sia passata attraverso il sipario, il colpevole o il suo compagno di sipario dovrebbero attirare su di essa l’attenzione dell’arbitro. La chiamata effettuata in violazione del Codice non dovrà essere accettata e dovrà essere corretta senza altra rettifica (ma vedi il precedente punto
a) ii); ogni altra 
irregolarità dovrà essere oggetto di rettifica e l’arbitro si deve assicurare che solo una licitazione interamente legale sia passata attraverso il sipario.
Nessun giocatore che 
si trovi dall’altro lato del sipario dovrà essere informato in merito agli avvenimenti, a meno che questo non venga richiesto dall’applicazione del Codice.

Quindi l’operato dell’arbitro era del tutto corretto, ed in linea con lo spirito della normativa, la quale si preoccupa di cancellare le irregolarità dal gioco, ove sia possibile. Spero infatti che vorrai convenire che giocare senza irregolarità sia preferibile, e visto che le medesime, per definizione, non devono essere state viste dall’altro lato, nessuno ne ha nocumento.
Volendo poi seguirti sul terreno della filosofia, debbo dire che qui il tuo avversario avrebbe avuto, date le sue carte, piena volontà fin dall’inizio di mandare incontro il tuo compagno alla sua irresistibile Anagch, la quale, come accadeva invariabilmente agli eroi sofloclei, lo aveva accompagnato all’abisso. Ciò che glielo ha impedito è stato certo il temporaneo stato di cecità, il quale, involontario com’era, gli ha impedito non già, come nel caso di Edipo, di non guardare le brutture del mondo, quanto la licita di Tre Fiori.
Se preferisci, possiamo dire che Nord fosse sotto l’influenza della sua visione “fenomenica” della realtà, la quale, non ritenendo egli possibile che si verificasse un tale regalo quale la licita di Tre Fiori, gli ha impedito di rendersi conto del “noumeno” rappresentato qui dal cartellino poggiato da Ovest.
Per quanto attiene al 2°, hai tu stesso citata la norma che l’arbitro ha, ancora una volta, correttamente applicato. Perché, vedi, l’arbitro non può sapere quale fosse la reale volontà del giocatore, né, per ovvie ragioni di ius, può semplicemente accettare in merito le affermazioni del diretto interessato, ché se lo facesse, non ci sarebbero colpevoli in terra. Ciò su cui è dunque chiamato a focalizzare la sua attenzione è se la carta sia stata trattenuta (quindi non semplicemente esposta) nella posizione di carta giocata, oppure no.
Il Codice, infatti, come facilmente si evince dalla lettura dell’intero Articolo 45C, non cerca di stabilire se ci fosse, o meno, la volontà di giocare una determinata carta, quanto di fissare dei principi del tutto meccanici. Questo è infatti reso chiaro dalla prima parte, la quale ci dice che se una carta tocca il tavolo è invariabilmente giocata.
Il perché l’Articolo poi continui con le due altre parti è anch’esso ovvio: si vuole evitare che qualche furbetto, per evitare di far dichiarare le proprie carte giocate, non le appoggi mai, limitandosi a mostrarle, salvo poi invocare la diversa, originale volontà di azione.
Una normativa, dunque, che risponde anche ad un supremo fas.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

Ciao Maurizio,
Non sono per niente convinto che sia giusto correggere una licita insufficiente quando questa sia stata resa legale dalla dichiarazione dell’avversario di sinistra nella convinzione che il sipario permetta di ripristinare la regolarità del gioco senza conseguenze.
Tale fine a mio avviso è ormai irrimediabilmente compromesso.
Il colpevole comunque acquisisce il vantaggio di poter regolare la propria dichiarazione in base al comportamento dell’avversario sulla sua licita insufficiente (nel mio caso per esempio sapeva che se avesse detto 2Picche io sarei Passato). Farò un esempio degno di M. de La Palice. La linea E/O sta facendo un tentativo di Slam a Cuori e la linea N/S ha la possibilità di difendere a Fiori. La dichiarazione va:

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Ora Nord è a conoscenza anticipatamente che la linea avversaria non ha il numero di Assi sufficiente per giocare lo Slam e si può regolare di conseguenza.
D’altra parte anche il giocatore incolpevole acquisisce l’opportunità di poter fare una qualsiasi dichiarazione solo allo scopo di influenzare il comportamento del colpevole nel momento in cui dovrà correggere la sua licita (nel mio caso per esempio se io avessi dichiarato 4Cuori cosa avrebbe pensato il mio avversario con il singolo nel colore, forse che mi ero imboscato con il palo decimo di Cuori e avrebbe appoggiato il colore del compagno come era sua intenzione con la licita insufficiente?).
Come vedi il sipario (e neanche l’Arbitro) può sanare l’irregolarità e fare procedere la licita come se nulla fosse accaduto. Pertanto la cosa migliore è rendere legale una dichiarazione insufficiente anche quando si usano i sipari.
Francesco Monti Guarnieri

Ciao Francesco,
come già ho fatto ieri, anche oggi debbo richiamarti ad una maggiore completezza d’informazione. Se continui a leggere il Codice e le Norme a pezzi, qua e là, farai, come nel caso, confusione.
Nessuno dei problemi che hai elencato è infatti tale: il primo, perché le chiamate cancellate a seguito di un’irregolarità, sono Non Autorizzate per il partito colpevole, ex Articolo 16 del Codice di Gara, paragrafo D, e poiché, come forse saprai, l’Articolo 16 è quanto di più restrittivo ci possa essere, non c’è alcun rischio che l’informazione così ottenuta possa mai creare un vantaggio.
Nel secondo, perché comportamenti del genere sono sanzionati in ben tre punti diversi del Codice: l’Articolo 23 del Codice di Gara, Articolo 73 del Codice di Gara, paragrafo D, e Articolo 73 del Codice di Gara, paragrafo F. Proprio perché viene nominato l’Articolo 73, uno dei pilastri degli aspetti etici del gioco (gli Articoli che si occupano di etica e comportamento sono Articolo 72 del Codice di Gara, Articolo 73 del Codice di Gara e Articolo 74 del Codice di Gara), è bene rimarcare che la modifica del risultato è il minimo che possa capitare a chi si renda colpevole di un atto simile (quando sia un principiante, o comunque un giocatore ignaro delle regole): una severa penalità procedurale (un top a coppie, e 4 VP a squadre), più il deferimento, sono invece la norma.
Per rendere le cose più semplici, sarei ben lieto di chiarirti ogni risvolto vorrai a voce: 3927466622.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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