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La squadra Italia a Sanya: Nicola Del Buono

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Italia World Bridge Series 2014

Ha già rappresentato l’Italia ai Campionati del MEC, categoria juniores, in ben tre occasioni; a 20 anni di distanza rieccolo con la maglia Azzurra.

Nel frattempo Nicola Del Buono ha giocato in coppia con la “leggenda vivente”, si è costruito una brillante carriera in una multinazionale, ha messo su famiglia e si è preso dieci anni di pausa dal Bridge. Ma questo mondo non si è mai dimenticato di lui.

Nicola Del Buono? Impossibile, ha smesso di giocare da tanto tempo,” così dicevano i bridgisti della fascia d’età 50-60 quando guardavano l’elenco delle squadre iscritte alle Selezioni; nonostante il suo nome fosse nero su bianco in questa insolita formazione di piemontesi, veneti e lombardi, tutti erano increduli.

Nicola Del Buono? Ma chi, quello strafigo?” giuro di aver sentito anche questo commento, ma non approfondiamo per non indisporre… Il capitano del team Italia (capirete poi).

Nicola Del Buono? Povero Aldo Gerli! Verrà mangiato vivo!” esclamava qualcuno che ricordava le esplosioni di rabbia di Nicola in occasione degli errori (ma anche delle semplici imperfezioni!) dei suoi partner di Bridge.

Ciao Nicola. Così a Febbraio hai sbalordito tutti, presentandoti alle Selezioni.
E’ tutta colpa di Aldo. Mi ha conosciuto mediante un amico comune, Marco Catellani, e ha cercato in tutti i modi di riportarmi nel Bridge. Mi ha chiesto come favore personale di giocare con lui il Torneo di Milano, e alcuni mesi dopo è arrivata una richiesta che per me era pura follia: voleva che partecipassimo alle Selezioni. Io gli ho detto che era un’idea assurda, perché non giocavo da dieci anni.

Per quale motivo avevi “appeso le carte al chiodo”?
Perché era nato mio figlio Tommaso e sentivo di dovermi dedicare alla famiglia.

Quindi ritieni che la vita familiare sia incompatibile con il Bridge?
Dipende. Dipende da che vita familiare vuoi e dalla compagna che hai. I figli si fanno in due e le responsabilità devono essere condivise, soprattutto se hai una moglie che ha fatto il sacrificio di mettere al mondo ben due bambini, nonostante abbia una carriera da manager che la impegna molto.

Nicola Del Buono con la sua famigliaNicola Del Buono con la sua famiglia

Ma poi hai ceduto al richiamo di Aldo (o del Bridge).
Ora i bambini sono più grandi, Tommaso ha 10 anni e Jacopo 8. Ho una grande simpatia per Aldo, lo conosco da quando era ragazzo e ci troviamo molto bene a giocare insieme. Ha molta stima di me e mi dimostra la sua fiducia, segue i miei insegnamenti e le mie indicazioni.

Ti aspettavi di conquistare la maglia Azzurra?
Sulla carta decisamente non eravamo i favoriti. Comunque quando io faccio qualcosa, qualsiasi cosa, cerco sempre di ottenere il massimo risultato possibile. E’ nel mio carattere. Fin dal primo momento mi sono seduto al tavolo per vincere.

Meritavate questo risultato?
Sì. A parte la squadra Angelini, le altre formazioni non erano particolarmente competitive.

Quali emozioni hai provato quando hai capito che avevi conquistato la maglia Azzurra? Per oltre una settimana sono stato inc… nero. Non pensavo al fatto di aver vinto un premio importante, l’unica cosa che vedevo era aver perso la finale contro Angelini. Avrei voluto vincere anche quella. Avrei giocato tutti i turni se non fossi dovuto rientrare a Milano per un problema di salute di mio figlio.

Parliamo del tuo proverbiale carattere. Tutti ti ricordavano “un po’” aggressivo col compagno, per usare un eufemismo. Sono passati tanti anni quindi si può dire che… sei stato anche deferito per aver scagliato le carte contro il sipario.
E’ vero. E’ perché sono estremamente ambizioso e ho una gran voglia di vincere. Sono ipercritico sia con me stesso che con il mio compagno. Non riesco mai a ricordarmi le cose belle che faccio, solo a rimuginare sugli errori. Però nel tempo sono maturato. Questo soprattutto grazie a Benito.

Parliamo del grande Benito Garozzo, col quale hai giocato per anni. Come vi siete incontrati?
Nel 2002 mi è stato chiesto di entrare a far parte della squadra Angelini, in un periodo particolare per il team. Ho fatto coppia con Benito, che mi ha aperto un mondo, spiegandomi la filosofia del Bridge. Ringrazierò sempre Francesco Angelini per avermi dato questa opportunità. Con Benito sono cresciuto tantissimo, caratterialmente, come ti dicevo, ma anche tecnicamente. In particolare mi ha insegnato la precisione dichiarativa. Avevo imparato tutto il suo sistema, ci trovavamo molto bene a giocare insieme.

Un ricordo di quegli anni con Benito:
Ricordo con tantissimo orgoglio un incontro contro BalickiZmudzinski, che per me erano i più forti giocatori del mondo. In dieci mani, io e Benito abbiamo segnato pesantemente in ogni riga dello score. La cosa meravigliosa è che Benito aveva già oltre 70 anni ma saltava come un ragazzino per la gioia e l’entusiasmo.

Con la squadra Angelini Nicola ha vinto la Coppa Italia Men nel 2003.

Come hai iniziato a giocare a Bridge?
Avevo 12 anni, e dopo la scuola e le altre attività raggiungevo mio padre al circolo del Bridge. Là ho imparato da autodidatta. Da giovane giocavo con Remo Visentin, Paolo Russo, e con Giampaolone (Giampaolo Franco, ndr)… che purtroppo non c’è più.

A tuo parere qual è stato l’elemento vincente della vostra formazione, alle Selezioni?
Come ti dicevo non credo ci fossero squadre particolarmente forti, a parte naturalmente Angelini. Per quanto riguarda me e Aldo direi che è stato determinante il sistema licitativo. Ritenevo che per avere una chance avremmo dovuto cercare di mettere in difficoltà gli avversari, di confonderli. Così abbiamo messo a punto un sistema aggressivissimo con cui apriamo il 90% delle mani.

Benito lo approverebbe?
Assolutamente no!

Superata la fase di nervosismo per non aver vinto la finale contro la squadra Angelini (che contiene ‘solo’ vari campioni mondiali, fra cui i campioni del mondo in carica!), l’ambizioso Nicola è riuscito a gioire per il grande risultato ottenuto, il secondo posto e l’opportunità di rappresentare l’Italia alle World Bridge Series.
Quando mi hanno telefonato gli amici, i parenti, i clienti per complimentarsi, ho capito che avevamo fatto una cosa grande. Allora ho cominciato a provare orgoglio e soddisfazione.

Nicola Del Buono con la sua squadraLa Squadra durante le Selezioni. 
Da sinistra: Aldo Gerli, Nicola Del Buono, Francesco Murgia, Gianni Patelli e Pierfrancesco Parolaro (sullo sfondo), Matteo Baldi

Cosa ti hanno detto i tuoi bambini?
Sono felicissimi. Anche perché mentre io sarò in Cina staranno a casa da soli con la nonna, e potranno fare ciò che vogliono.

Già, perché Nicola a Sanya sarà accompagnato dalla moglie Valeria. Che sarà il capitano della Squadra.
Anche questa è colpa di Aldo. D’altra parte, da buon notaio decide tutto lui!

 

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

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