La Squadra ITALIA a Sanya: Francesco Murgia

Per lungo tempo credo che la vita per il Signor Franco sia stata tutto il noioso ostacolo interposto tra di lui e il tappetino verde. […] E’ bello sentirlo commentare al telefono delle mani di gioco con un lessico a metà tra i codici segreti dei sommergibili russi e il sottotesto pornografico (“La piccola mostra gradimento, l’alta rifiuta.” “Ho fatto una mano complicata.” “L’ho messa in mano e mi ha portato le ultime due.” “Ho aperto con la muffa” le mie preferite).
Così il socio in affari di Francesco Murgia inizia il capitolo del libro dedicato a lui. Insieme gestiscono un negozio di dischi a Torino.
Perché ti sei iscritto alle selezioni?
Era un’occasione per confrontarsi con i migliori giocatori italiani e verificare la tenuta di coppia quando il livello del gioco si alza. E poi non ero mai stato in Cina.
Quindi fin da subito credevi di poter vincere il premio?
Forse no, pronti via non me lo aspettavo, però strada facendo ho capito che c’era uno spiraglio e più si giocava e più ci credevo.
Raccontaci allora il cammino della tua squadra dall’iscrizione alle selezioni alla vittoria finale.
Per i motivi detti sopra con Matteo si era deciso di partecipare ma non avevamo una squadra, credo che anche Aldo e Nicola fossero nella stessa situazione e a questo punto c’è il tuo zampino, sapevi che anche loro erano alla ricerca di compagni, ci metti in contatto e si forma il primo nucleo della squadra, a questo punto telefono a Gianni: Hai voglia? Hai un compagno? Fammi sapere. Come vedi tutto molto casuale. Si inizia a giocare con l’obiettivo di superare almeno il primo taglio ed entrare nella finale A ad otto. Ci riusciamo, ma adesso si tratta di arrivare tra le prime quattro per disputare le semifinali due settimane dopo. Ci riusciamo, ma adesso si tratta di non essere selezionati dalla squadra Angelini che, avendo vinto la prima fase, ha il diritto di scegliere l’avversario da incontrare in semifinale. Non ci scelgono. CHANCE! Vinciamo la nostra semifinale per una decina di IMP e cin cin Cina!
Rispondi d’istinto: la tua squadra meritava la vittoria?
Sicuramente sì,e non solo d’istinto.
Al via c’erano 30 squadre e si giocava danese senza possibilità di incontrare due volte la stessa squadra. Noi vincendo 20 a 0 il primo incontro ci siamo trovati al tavolo 1; negli altri 8 incontri ancora da disputare non siamo mai scesi sotto l’ottavo posto, valido per il passaggio alla finale A,il che ha voluto dire dovere incontrare ,sempre, le squadre meglio posizionate in classifica( diciamo le più forti). Nella finale A l’incontro decisivo per accedere alla semifinale l’abbiamo vinto bene contro Zaleski, a detta di tutti la squadra più titolata dopo Angelini, guadagnandoci la qualificazione sul campo. La semifinale è stata molto combattuta ma dal secondo segmento siamo stati sempre avanti. Vittoria meritata.
Cosa ti hanno detto famiglia, amici, ecc. appena hanno saputo che rappresenterai l’Italia a un mondiale?
Beh, tutti molto contenti, complimenti, qualche brindisi, era ora che facessi un risultato; mi porti quel tè particolare e il balsamo di tigre,quello vero?
Sei favorevole alle Selezioni?
Secondo te?
Qual è il tuo miglior pregio? (nel Bridge)
Difficilmente mollo anche se l’incontro sta prendendo una brutta piega o sto giocando male, credo anche di essere un buon compagno al tavolo.
Qual è il tuo peggior difetto? (nel Bridge)
Forse ho bisogno di essere un po’ ” lubrificato” prima di riconoscere i miei errori, quando riemergo però non ho difficoltà ad assumermi le mie responsabilità.
Qual è il tuo giocatore di Bridge preferito?
Giorgio Duboin.
Raccontaci qualcosa della tua attività, il negozio di dischi. Quando avete aperto? Come hai intrapreso questa carriera?
Il negozio,Backdoor, l’ho aperto da solo nel 1982, le motivazioni sono state la passione per i dischi (più ancora che per la musica) e la voglia d’indipendenza, ho cercato di coniugare il lavoro con qualcosa che mi piacesse ed è andata bene.
Ora, grazie anche a Maurizio, mio socio da tanti anni, siamo diventati uno dei negozi di musica indipendente più importanti d’Italia, ci rivolgiamo ad un pubblico di appassionati che non scarica la musica da internet ma continua ad avere il piacere di comprarla e il supporto che predilige è il vecchio 33 giri, il padellone; quindi vendiamo sopratutto vinile, sia novità che dischi da collezione. Se qualcuno vuol farsi un’idea può leggere” L’ultimo disco dei Mohicani” il libro scritto dal mio socio Maurizio Blatto, divertimento assicurato.
Visto che sei un intenditore di musica, scegli una canzone come colonna sonora delle Selezioni e un’altra come colonna sonora del tuo mondiale in Cina.
La colonna sonora delle selezioni non può essere che Volta la carta di Fabrizio De Andrè, per la trasferta trovo molto indicata Alla fiera dell’Est di Angelo Branduardi ma anche China girl di David Bowie ha il suo fascino.


