

Tutte le cose più importanti della vita possono essere affrontate con due modalità diverse tra di loro.
È il conflitto dicotomico della razionalità contro l’irrazionalità, dell’onestà contro la disonestà, dell’ottimismo contro il pessimismo, etc.
È spesso uno scontro violento dentro di noi, di grande contrasto, finché uno dei due atteggiamenti non riesce a prevalere. Spesso sono due voci interiori che dialogano tra di loro. Nella vita e anche nel Bridge.
San Lazzaro di Savena, quarto turno di un bellissimo (per organizzazione, non per risultato della nostra squadra!) torneo di Bridge a Squadre, il Torneo di Rastignano.
Nel silenzio avversario il mio super paziente compagno Gianluigi Meneghini ed io arriviamo a questo 6
, dichiarante Sud:
Attacco
Q, presa dall’Asso. Gioco Picche, sperando nell’
A piazzato che invece è in mano all’attaccante, che prende e rigioca Cuori, tagliata con una delle sei carte della super-scala reale di Fiori.
A questo punto penso: “Be’, se affranco le Quadri, e se le Fiori sono divise, non dovrei avere difficoltà a portare a casa questo 6
.”
“Cosa dici? Non vorrai mica giocarti uno Slam in zona su una doppia divisione di Fiori e Quadri? Guarda meglio, c’è una linea più bella.”
Ecco: la vocina dell’irrazionalità e della spavalderia. Quella che ogni tanto mi fa aprire a livello 1 con otto punti o a livello 3 senza sette carte, il mio personale carry-over negativo.
Effettivamente c’è la chance dello Squeeze semplice Quadri-Picche, che funziona anche con le Fiori 3-1, ma mi sembra comunque sotto chance. Certo, se non fosse tornato a Cuori, ci sarebbe stata la possibilità di un bellissimo doppio Squeeze che avrebbe messo d’accordo parte razionale e parte irrazionale, ma così non mi entusiasma. Provo a far due conti: io ho bisogno di Quadri 3-2 e Fiori 2-2 (40% x 68% fa circa il 27%), mentre lo Squeeze funziona se chi ha almeno tre carte di Quadri ha almeno quattro carte di Picche. L’unica mano che vedo favorevole, visto il silenzio avversario in licita, potrebbe essere la 4531 (escludo seste di Cuori in mano agli avversari). Sono lì che cerco di ricordarmi la legge di attrazione (a memoria, se c’è una 54 è molto più probabile la 2-2 della 3-1) per calcolare questa chance quando sento:
“Ehy, Pitagora. Visto che ti piacciono tanto le statistiche. Ti do io una linea al 50%, anzi ancora di più, semplice e armoniosa. Basta seguire l’ABC dei contratti a colore. Tagliare le lunghe con le corte: affranca le Picche.”
“E non rischio il surtaglio?”
“Ti credevo più sveglio! Proprio qua sta il 50%. Se chi ha la terza di Picche ha l’
8 vai down, se ce l’ha secco (comunque batti un giro a Fiori) oppure se ce l’ha chi ha la quarta di Picche hai fatto la mano. O ce l’ha, o non ce l’ha, testa o croce, 50%”.
“E se le Picche sono 52? E se le Quadri sono 41? Poi ‘sto 50% tanto non mi convince… A questo punto non conviene lo Squeeze? Statisticamente ritengo ancora superiore giocare entrambi i minori divisi.”
“Basta! So che questa linea piace anche a te…”
“Ma secondo me vado down…”
“Taciiiii e non portare sfiga!”.
BUUUUM.
Q e Picche taglio, Fiori-Asso e Picche… Tagliata dall’attaccante con l’
8 con la faccia di chi sta tagliando con una delle mille carte sufficienti per andar sopra il
7 del morto.
Ovviamente le Quadri erano 32 e le Fiori 22:

Segno sulla bridgemate 1 down e mentre prendo le carte del board successivo penso tra me e me:
“Lo sapevo che era tutto diviso…”
“Infatti, hai portato sfiga tu! Dai dai, adesso apri di 1
, che hai 10 bei punti bilanciati!”
Ma questa è un’altra storia …



