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European Championships (7): il punto

European Championships 2014

Ieri, ho potuto definire la giornata precedente usando tre termini. Ahimè, per quella appena trascorsa ne basta uno: disastro, su (quasi) tutta la linea, senza scusanti, con particolare riguardo per Open e Seniores. Solo le signore si salvano, almeno in parte, dal ricadere sotto l’ombrello di questa definizione: primo perché, dopo un pessimo inizio, hanno concluso con una nota molto positiva, piegando Israele, e secondo perché hanno ampiamente meritato in precedenza stima e fiducia.
Ma vediamo in dettaglio, cominciando, come sempre, proprio dal settore Women.

mds26_women3Le nostre hanno iniziato la loro giornata storta con una dura sconfitta contro la Romania, squadra certo non attesa a grandi traguardi, ma che, dopo essere partita malissimo, ha dimostrato in seguito di essere stata molto sotto valutata. In particolare, le signore rumene sono ora ottave, e dopo di noi, hanno castigato in misura ragguardevole anche la regina delle regine, quell’Inghilterra che vince tutto e di più da qualche anno a questa parte.
Subito dopo, le alfiere azzurre le hanno prese dall’Irlanda, prima del lotto per una giornata, poi sprofondata, e ora settima. Ancora una volta, una squadra non pronosticata tra le migliori, ma che qui si sta dimostrando di valore. Come già detto, c’è stata una bella reazione proprio nel finale di giornata, e proprio contro le avversarie più quotate, le israeliane, sulle quali abbiamo finito per prevalere di 4 IMP (ma potrebbero essere due in più, se verrà accettata la correzione di uno score).
Da prime staccate che erano, le ragazze sono ora terze, mentre la testa l’hanno presa le olandesi, seguite dalle inglesi, ovvero le due squadre le quali, sulla carta, dovrebbero distanziare tutte le altre con facilità per contendersi l’oro tra di loro. Dietro a noi, i posti pregiati dal quarto al sesto, validi per un “pass” per la Venice Cup, sono occupati da Danimarca, Francia e Svezia nell’ordine, tutte legittimate a starci, mentre Israele è caduta al decimo posto (era ieri quinta), e la Polonia si è un pochino tirata su, risalendo fino all’undicesima piazza, dalla quattordicesima che occupava in precedenza. Sempre tra le potenziali aspiranti all’India (luogo dei prossimi mondiali), si fa notare un leggero miglioramento della Russia.
Così come l’Open, oggi le donne riposano, per cui ciò che ho scritto sopra, e che scriverò poi per la categoria “blu” (il colore dell’Open, con il quale sono bordati tutti i documenti ufficiali dei campionati già da molti anni: le signore hanno il rosa, ed i Seniores il verde) , ha valore fino a domani.

mds26_senior2Ma veniamo ora ai Seniores, per i quali vale la pena di continuare la citazione di ieri, dal Canto V dell’Inferno, ovvero, dopo “or son venuto là dove molto pianto mi percuote”, bisogna proseguire con: “io venni in loco d’ogne luce muto”. Nessuna fiammella, infatti, di nessun tipo, e men che mai di speranza, ha illuminato il tenebroso cammino dei nostri rappresentanti più in là con gli anni, naufragati senza appello in mari tutt’altro che tempestosi, viste le avversarie di giornata.
Per recuperare il terreno perduto, ci voleva una prestazione di rilievo, ma non poi così impossibile, dato che, a conti fatti, ci sarebbe stato bisogno di marciare ad una media di poco superiore a 15 nei tre incontri in programma, ovvero di vincere ogni incontro di circa 20 IMP. Niente di titanico, in realtà.
Invece, si è cominciato con 3.70 contro la Finlandia, per poi perdere anche contro due, delle sole tre squadre che ci sono arrivate dietro, Galles e Serbia. Con questo, siamo fuori dalla fase finale valida per le medaglie e per i biglietti per Chennay, e non ci resta che la Finale B, la quale assegna quali premi alcune iscrizioni gratuite ai prossimi “Europei” di Tromso (NOR), nel prossimo giugno.
Per quello che può valere, vi faccio vedere la “Butler”:

European Championships 2014 Butler

Si tratta di un dato, come ben noto, da prendere con le molle, visto che oltre che dalla qualità del proprio gioco dipende anche da quella degli avversari, ma quando le mani giocate sono molte, fortuna e sfortuna tendono inevitabilmente ad equilibrarsi, così che si può senz’altro dire, dei quattro pilastri della squadra, che MarianiCedolin, pur non trascinanti, sono comunque stati molto positivi, mentre molto al di sotto delle aspettative sono stati BurattiFailla. Forse quest’ultimo, come noto mio carissimo amico e compagno di squadra per molti anni e che dunque non me ne vorrà per la garbata ironia, non si è ancora ripreso dall’essere diventato Senior (da soli sei mesi) e non si è trovato a suo agio nella categoria.
Ingiudicabile Filippo Palma, che di mani ne ha giocate solo 16, e che purtroppo ha avuto qualche problema di salute (un affettuoso abbraccio, Filippo), mentre Guido Resta ha fatto benissimo in coppia con Cedolin, e male con Mariani, per un totale di -0.28 su 64 smazzate. Si tratta di una media inferiore a -5 per incontro, ovvero più che accettabile e sopportabile, se gli altri avessero girato a pieno regime. Del resto Guido, a Shang Hai nel 2007, allora con Dano De Falco, nella Butler “mondiale” era arrivato quinto, dimostrando la sua capacità di stare in campo a quei livelli.
Poiché la formazione contava molteplici titoli mondiali ed europei nelle sue fila, non mi sento di assumere il ruolo del gufo, per averli inopinatamente pronosticati molto in alto, tanto da paventare addirittura l’oro. Lo dicevano i numeri, e forse, prima ancora, il cuore tifoso, e certo prevedere tanto sfacelo non era possibile.
Per concludere, bisogna prendere nota di ciò che accaduto sopra di noi, dove si è registrata una straordinaria sorpresa, ovvero l’uscita di scena della Francia ex pigliatutto. I campioni in carica (da due edizioni), nonché “mondiali” a Veldhoven nel 2011 e medaglia di bronzo l’anno scorso, hanno marciato a tre cilindri per tutto il tempo, e cominciato male la giornata perdendo largo contro Israele. Si erano però ripresi battendo bene la Finlandia (spinta così in alto grazie a noi), prima di giocarsi tutto di fronte all’Austria, contro la quale bastava loro perdere di poco. Hanno invece finito per soccombere 14.60 a 5.40 e sono rimasti fuori di poco più di 2 VP, a favore della Bulgaria.
Ha vinto la qualificazione la sorprendente Norvegia, mai vista così in alto, in grado di rimontare quasi 40 VP nella giornata alla Polonia la quale, dominatrice in precedenza, si è forse rilassata un po’ troppo. Oltre alla Norvegia, potremmo definire un’intrusa l’Irlanda, ultima per tre edizioni di fila, se non fosse che i “verdi” isolani avevano qui una squadra di ben altro spessore rispetto al solito, a cominciare da FiztgibbonMesbur, due che con la squadra Open hanno giocato fino all’anno scorso, conquistando varie posizioni di prestigio (un bronzo europeo, una semifinale e due quarti di finale olimpici). Tra le deluse, a parte l’incredibile Francia, si possono anche citare Israele, e forse l’Olanda.

mds26_open2Concludo con l’Open, e poiché il Canto V mi piace così tanto da saperlo a memoria (i meschini detrattori dello scriba diranno che il motivo risiede nella categoria di dannati colà raffigurati: i lussuriosi), vale la pena di proseguire”…che mugghia come fa mar per tempesta,se da contrari venti è combattuto. La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta…”. La potente raffigurazione del sommo poeta è quanto mai efficace nel descrivere quanto successo ieri (che l’Alighieri giocasse a bridge, sebbene non ancora inventato?): i nostri non hanno mai preso, senza eccezioni, e senza scuse, riuscendo a farsi sbatacchiare persino dalle Isole Faroe, che hanno segnato di più ieri, contro di noi, che in tutti gli anni precedenti.
Come ho già avuto modo di scrivere, i nostri campioni non possono essere imbrocchiti di colpo, per cui è chiaro che la loro crisi, che si spera passeggera, non può essere tecnica. Proprio il giorno prima, del resto, avevano dimostrato che giocare ancora sanno, capaci come erano stati di risalire tredici posizioni in soli tre incontri. Non si può ancora dire che tutto sia perduto, anzi, tutto, o quasi (una medaglia la vedo molto difficile) è ancora possibile, ma alcune delle sconfitte subite sono destinate a pesare molto (ieri, dopo le Faroe si è perso contro l’Olanda, e poi, addirittura a 0, contro la Polonia, due squadre che ritroveremmo quasi certamente in finale) qualora dovessimo qualificarci, obbiettivo dal quale siamo al momento lontani poco meno di 14 VP.
Speriamo che la giornata libera di oggi permetta di ricaricare le batterie nervose, evidentemente sottoposte ad uno sforzo eccessivo, ed a recuperare serenità. Se così fosse, l’India potrebbe non essere ancora un miraggio.
Mi rimane da parlare di ciò che succede intorno a noi. Nel nostro gruppo, guida ora l’Inghilterra, seguta da Danimarca, Israele, e la sorprendente Latvia, mentre nell’altro c’è stato un avvicendamento tra “nordiche”. Dove conduceva la Norvegia, ora terza, è ora danti la Svezia campione olimpica, mentre nel mezzo c’è Monaco.

 

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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