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Per aspera ad astra

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Il titolo vuole riflettere il fatto che due volte, da quando i campionati si giocano con questo formato, è accaduto che la medaglia d’oro sia stata vinta da una coppia proveniente dalla Semifinale B, ovvero da concorrenti i cui nervi (ed altre parti anatomiche rotondeggianti) erano state messe alla prova dal percorso più impervio.
Nell’Open erano ben 204 le coppie nel calderone, e bisognava arrivare tra le prime sei per mantenere vivo il sogno di appendersi una medaglia pregiata al collo. Un’impresa non da poco.
Compito più facile, invece, tra le signore – non, tuttavia, una passeggiata di salute – dove di posti ce n’erano disponibili dieci, e le contendenti 87.
Tra i ripescati non mancano formazioni di prestigio, nell’una come nell’altra categoria, tanto che una terza puntata di “per aspera ad astra” è tutt’altro che da escludere.
Senza nulla togliere agli altri, mi fa molto piacere segnalare tra di essi la presenza di Arturo Franco, che gioca con Franco Caramanti. Certo un po’ acciaccato, colui che fu “il megarturo”, ma pur sempre il giocatore che secondo Eric Kokish è stato autore della migliore performance della storia in una finale a livello mondiale (quella delle Bermuda Bowl del 1976, persa dall’Italia a Montecarlo contro gli USA).
Tra i possibili beati, annoto anche le vecchie volpi Baroni-Ricciarelli ed i “Tosco” (il soprannome del livornese Matteucci, trapiantato da tempo a Padova)/veneti Matteucci-Minaldo.
Tra le signore quasi tutte le sopravvissute del Purgatorio sarebbero degne di menzione, per cui, ad evitare figuracce, ometterò pronostici.
Osservando ora le Semifinali A, la prima cosa da notare è l’eliminazione dei campioni in carica. I Failla padre e figlio sono i primi degli esclusi nel Girone A, 0.8% lontani dalla settima posizione.
Molto bene invece i vari giovani e giovanissimi indicati ieri (ma mi ero dimenticato di Racca, anch’esso della covata Under 21). Dallo stesso Girone A approdano in finale Calmanovici-Sau (giusto settimi) e Giacomo Percario, questi in coppia con Dario Attanasio. Addirittura primi nel loro girone (il B) Donati-Gandoglia.
Il campo di gara, come oramai (purtroppo) d’abitudine non presenta le nostre coppie di vertice (né sarebbe possibile: sono tutte negli USA), ma è comunque di livello più che buono.
Ancora meglio nel settore femminile, dato che in questa categoria si cimentano – ed anche questo è un classico – quasi tutte le più brave, e dove c’è una maggiore omogeneità.
Qua e là qualche testa coronata è tuttavia caduta, tre delle quali nel Girone P, autentico “cimitero delle campionesse” .

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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