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La seconda renonce

Ciao Maurizio,
Simultaneo Light sabato sera
L’Arbitro incaricato mi chiama telefonicamente per una perplessità su un caso un po’ strano riguardante una renonce.
Il dichiarante sta giocando 6Cuori e riceve l’attacco di FioriA (da A10x) dove l’altro avversario ha il singolo (x).
Distrattamente (!!!) questo avversario scarta una Picche sull’FioriA e successivamente taglia il ritorno nel colore per 6Cuori-1.
Ora a me sembrava ovvio dare il risultato di 6Cuori+1 poiché se avesse risposto alla seconda presa invece di commettere la seconda renonce il dichiarante avrebbe incassato le restanti 12 prese e ricevuto in dono la presa della renonce.
Non soddisfatta della mia risposta (anche perché data in tutta fretta in quanto anch’io mi trovavo all’estero) l’Arbitro in questione ha preferito sentire un altro parere ricevendo la risposta che la seconda renonce non comporta penalità e pertanto il risultato doveva essere di 6Cuori.
Mi sono sbagliato io?
Se avessi ragione è giusto andare a modificare il risultato ora trattandosi di un simultaneo oppure oramai è stato convalidato dall’”errore” dell’Arbitro?
Grazie e scusa per il disturbo.
Roberto Zaleri (ZLT005, C.lo del Bridge Trieste)

Ciao Roberto,
la risposta si trova nel verbale del WBF Laws Committee di Veldhoven 2011, nel quale, richiamando un grave errore commesso in quel di Poznan da Arbitri e Comitato di Appello, si ricordava (il WBFLC se ne era già occupato nel 2008) che l’equità di cui all’Articolo 64 del Codice di Gara, paragrafo C non deve essere intesa in senso assoluto (equità della mano), ma al momento della seconda renonce. In merito, ho anche scritto un lungo articolo pubblicato su Bridge d’Italia circa due anni fa, e l’argomento, come ogni delibera del WBFLC è stato presentato ad una Convention nazionale degli Arbitri (Gennaio 2012).
Del resto, la soluzione è del tutto ovvia: se fosse il contrario, come purtroppo paventato dal secondo interpellato, sarebbe conveniente commettere la seconda renonce! L’errore di prospettiva nel quale cade chi sbaglia, è quello di considerare come mai avvenuta non la sola renonce – ché è quella l’infrazione, e dunque solo di quella ci si deve occupare – ma, in questo caso (come in quello di Poznan), l’evento che l’ha determinata (il gioco della seconda Fiori). Ma, come il WBFLC precisa, ciò che è accaduto fino all’infrazione è storia, realtà effettuale, e non può essere mutata. Tutte le sue conseguenze fino a quel punto, pratiche e regolamentari, hanno pieno valore, per cui l’Arbitro deve chiedersi, semplicemente (come peraltro deve fare in tutto il Codice), “che cosa sarebbe successo senza l’infrazione?”.
Qui la risposta è semplice, e l’hai già fornita tu: senza la seconda renonce, l’avversario di destra del dichiarante avrebbe risposto sul secondo giro di Fiori, il dichiarante avrebbe vinto quella presa e tutte le successive per un totale di 12, e poiché il partito colpevole aveva vinto la presa di renonce, quella presa sarebbe stata trasferita (a beneficio di chi legge: si possono trasferire solo prese da quella di renonce, inclusa, in poi), quale penalità. Totale, 6Cuori+1.
Nessun disturbo. Tanti cari saluti,
Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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