
Continua la cronaca dell’incontro Allegra – Monaco. (clicca qui per leggere la prima parte)

Sala Aperta

Sala Chiusa

Helgemo, una volta di più non si tirato indietro, e quando 3
ha incontrato i favori dei numi, ha scritto 2 IMP grazie alla sua intraprendenza. 28-34.
La 12 ha riportato Monaco al comando.

Sala Aperta:

1SA = 11/14
2
= Nobili
2
= Transfer per le Quadri
Sala Chiusa:
2
= bicolore
L’apertura di Helgemo ha di fatto tagliato fuori dalla licita i due italiani, ed il contratto è quietamente caduto di una presa. Giorgino, invece, quelle cose non le ha mai nemmeno pensate, nell’ambito del suo stile classico, e così NS hanno scoperto subito di detenere la maggioranza assoluta. Da notare l’elegante 4
di Nunes, che si proponeva di a) raggiungere quel contratto nella 4-3, se il compagno avesse avuto la quarta e b) far giocare lui se avesse avuto un onore di Cuori da proteggere. 11 IMP per MONACO, di nuovo davanti a +5 sul 39-34.
“Una marcia di migliaia di chilometri comincia con un singolo passo” era uno degli aforismi preferiti di Mao Zedong, e da un singolo IMP è partita la rimonta di ALLEGRA.

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

2
= debole
L’apertura di Bocchi – Helgemo, questa volta, non ne ha trovata nessuna nel suo tascapane pieno di bombe a mano – ha fatto sì che la migliore atout fosse subito disponibile per NS, e sebbene EO abbiano applicato tutta la pressione possibile, gli italiani non si sono lasciati sfuggire il bersaglio, centrato grazie alla cooperazione del
K (in caso contrario, i norvegesi avrebbe intascato un altro bel dividendo per la loro aggressività). Nunes, invece, in 4
ha dovuto aggiungere un’atout al conto da pagare, che comprendeva già i due assi minori. 35-39.
Altra differenza di stile da vedere nella 14.

Sala Aperta:

2
= Cuori e un minore
Sala Chiusa:

Non molti direbbero 2
con le carte di Nord, a compagno passato, ed è così evidente che Norberto e Fulvio hanno visioni opposte rispetto a cosa sia vincente fare nel lungo periodo con quella distribuzione. 1NT era blindato, 2
è caduto di due prese, e la mano è finita pari.
Un altro IMP per ALLEGRA nella 15 – mano che si può omettere: nell’ovvio contratto di 4
i norvegesi si sono ingoiati un asso in difesa – per portare il punteggio sul 36-39, e poi il netto cambio di direzione.

Sala Aperta:

2SA = minori
Sala Chiusa:

3
= minori, mano costruttiva
Grande sequenza quella di Duboin-Sementa, due giocatori il cui sodalizio è stato tormentato da idee diverse, specie nell’ambito delle licite in competizione, ma pur sempre due campionissimi, capaci di annusare l’aria come pochi altri, e di sfruttare al meglio i miseri gradini concessi dal dio della licita. Sementa, in particolare, è stato capace di dare pieno valore a quel suo
K. Per il resto, francamente con capisco il “contro” finale – dopo la sequenza degli azzurri, era davvero impossibile trovarli con due perdenti a Fiori – ma, ancora una volta, è ben possibile che mi sia perso qualche dettaglio sistemico. In questo scenario, vale la pena di notare come una grande differenza l’abbia fatta anche il barrage di Sud. Nunes di Quadri ne ha dette quattro, lasciando a Duboin-Sementa quel poco spazio che hanno saputo usare così bene, ma Madala è saltato a cinque, impedendo così di fatto a Helgemo di svelare la completa natura della propria mano, e quindi a Helness di partecipare. Certo che un ruolo l’ha giocato la maggiore indeterminatezza dell’intervento di Nord: con il compagno che poteva avere una mano più forte di quella, Claudio non potava, forse, saltare tanto in alto quando Agus.
Il totale è stato un brutale 17 IMP per ALLEGRA, e con essi un comando che non doveva più cedere. 53-39.
Dopo un’inutile mano 17 – pari e patta nel più banale dei 4
– MONACO ha recuperato qualcosa, grazie ad una delle licite più aggressive che abbia mai visto, protagonista Sementa.

Sala Aperta:

1SA = 11/14
2
= transfer
2SA = minori
Sala Chiusa:

Sono certo che Duboin ha odiato almeno per un attimo il suo compagno – è capitato a tutti noi – quando ha visto arrivare il carrello con 2NT, un sentimento che si è certo acuito alla vista del morto, inaspettatamente bilanciato. Buon per gli italiani che NS non sono stati capaci di trovare il “contro”, e che Madala ha scritto 90, ma anche così se ne sono andati 2 IMP. 53-41.
Adesso l’ultimo swing (ma non, come vedremo, l’ultimo thriller).

Sala Aperta:

1
= 14+
Sala Chiusa:

Come ha scritto Jos Jacobs sul bollettino, guardando solo le carte e la licita, senza conoscere la vulnerabilità, si potrebbe pensare che quei baldanzosi EO fossero in prima contro zona. Ahimé (per MONACO), era il contrario, e Bocchi-Madala sono stati capaci di estrarre un rotondo “800” quando Agus ha prima brillantemente attaccato con l’
A, e poi, altrettanto brillantemente, è tornato con la
Q. Norberto ha collaborato in pieno: il quarto giro nel colore ha promosso il K di atout. Di là, Sementa se ne è stato per una volta quieto, e dove Helness era stato capace di dire 4
lui non ha saputo licitarne nemmeno 3. 420, e 9 per ALLEGRA, ora avanti 62-41.
L’ultima mano, come detto, a dispetto della parità è assai interessante.

Sala Aperta:

3
= 4+
, invitante o +
Sala Chiusa:

2SA =4+
, invitante o +
Nord ha attaccato a Fiori, che Ovest ha vinto al morto per muovere Quadri. L’A di Sud, e poi la
Q per il
10 dalla mano, e l’ultimo onore del morto. Da lì, sia Duboin che Helgemo, non vedendo nuvole all’orizzonte, hanno mosso una Picche impegnando l’A – un classico gioco di sicurezza – e sono poi risaliti al morto con il taglio a Quadri per rigiocare Picche. Il K di atout, l’
A ed il successivo taglio nel colore hanno prodotto il -1. Onore a Nunes e Madala, che hanno evitato di tornare subito Cuori (dopo di ché, la mano diventa davvero imbattibile), e ad Aldo Mina, che è andato sotto percorrendo la stessa identica strada dei due campionissimi. La traduzione in VP ne ha dati ad ALLEGRA 14.76, ed a MONACO 5.24.





