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Carte da Opatija (1)

Il primo incontro del Gruppo A ha messo di fronte niente meno che la medaglia d’argento di Bali, Monaco qui al completo, e Allegra, che schiera quattro dei sei campioni del mondo che proprio Monaco hanno battuto in Indonesia. Se consideriamo poi che Fulvio Fantoni e Claudio Nunes hanno militato per molti anni nella squadra Angelini, la quale ha conteso ad Allegra tutti i titoli italiani degli ultimi dieci anni, si può ben dire che era in pista un vero classico, condito dal peperoncino di una rivalità molto accesa.

L’incontro è cominciato lento pede, come vedremo, ma poi sono cominciati i fuochi d’artificio, andati avanti fino all’ultima mano.

Sala Aperta:

1Fiori = 14+ con le Fiori o 15+ Bilanciati
1Cuori = 4+ carte di Picche
2Cuori = Transfer

Sala Chiusa:

2Quadri = 18/19 bilanciati
2Cuori = Transfer

I Fantunes si sono arrestati a 2Picche, dove c’erano quattro atout e due Quadri quali inevitabili perdenti. Della sala chiusa, in assenza di una registrazione valida, posso solo dirvi che il contratto finale è stato 2Quadri da Nord, caduto di due prese. 2 IMP a Monaco.

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

1Picche = L’equivalente di un “contro” negativo, ma senza le Picche. La famosa “difesa italiana” definita da Eric Kokish la più grande invenzione del bridge moderno, ed ora adottata dalla quasi totalità delle coppie internazionali di vertice.

Grande mano questa. Ha spostato poi non molto, ma ci permette di apprezzare la differenza di stile degli interpreti, in vari settori. Guardate con che cosa Helgemo ha detto 1Picche, mostrando una volontà di non lasciare il board agli avversari tanto facilmente. Questo ha creato uno scenario diverso: a fronte di un compagno che aveva mostrato dei valori, Helness si è accontentato di 3Fiori, mentre Sementa – forse un pochino troppo frettolosamente, ma forse, anche, senza valide alternative – è saltato a 5Fiori.
La scelta dell’italiano si è rivelata subito perdente, dato che il livello era troppo alto, mentre il norvegese aveva così raggiunto l’imbattibile contratto di 3SA. Contratto blindato, sì, ma sia Bocchi che, per nostra fortuna Helgemo, non ci hanno creduto, ed invece che 12 IMP MONACO ne ha segnati 6. La situazione è davvero classica: ho da tempo perso il conto delle volte che ho visto scappare da 3SA Contrati realizzabili con prese in più.

Sala Aperta:

1Picche = 14+

Sala Chiusa:

Sementa ha potuto mostrare la sua forza a livello di 2NT, mentre Helness è stato costretto  a farlo a livello di quattro, e Helgemo non aveva nessuna parte dove andare. Fulvio si è accontentato di dieci prese, mentre Agustin ne ha impacchettate undici, e con esse 6 IMP. La partita era quasi pari, sul 8-6 per Monaco.

La quattro è finita (quasi) in pareggio, ma tutt’altro che banale.

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

Quando Geir Helgemo ha deciso – direi piuttosto classicamente, per quello che è il suo stile – di sopprimere le sue Picche, i Norvegesi sono approdati ad un contratto che sarebbe caduto immediatamente con l’attacco a Fiori, ma Norberto, del tutto ragionevolmente, ha scelto la PiccheQ, così dando una chance al dichiarante. Questi ha preso ed ha proseguito con una piccola Cuori, su cui l’italiano ha messo la Q, concludendo così subito giochi, ma anche fosse stato basso, con Sud in presa non c’era niente che la difesa potesse fare a quel punto, visto che Ovest non aveva alcun bisogno di indovinare la figura, ed anzi avrebbe probabilmente fatto dieci prese. Nove levee.
Il gioco si è svolto nello stesso modo al tavolo accanto, ma in 4Picche, e qui lo stare bassi a Cuori era cruciale, visto che era l’unica manovra che poteva indurre Ovest in errore. Ma Fantoni ha messo la Q, e con quella Duboin non ha più sofferto. +620 e un IMP  per gli italiani. Da rilevare che in tre casi (almeno: cito quelli dei quali sono venuto a conoscenza) Nord ha lisciato il primo giro di Cuori in 4Picche, e questo ha portato al down due volte. L’unico a mettere l’Asso al secondo giro nel colore è stato Aldo Mina. Onore al merito.

Altro stridente contrasto di stili subito dopo.

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

2Fiori = Cuori e Picche

Guardate qua che roba: dove Duboin se ne è stato sempre zitto, Helgemo ha trovato il tempo e il modo per parlare due volte! Peraltro, qualora la CuoriQ l’avesse avuta Nord (come poteva, per punteggio), la mano poteva finire diversamente al tavolo di Fantoni, per cui la decisione di non far giocare 4Cuori, credendo fino in fondo al suo avversario (un pluri campione del mondo che dice 4Cuori in sfavore di zona sul 3NT avversario, qualche credito lo merita!), non mi pare così criticabile, anzi. -1 da tutti e due i lati, quando Sementa e Duboin hanno prontamente scorciato Nord fino a promuovere la Q di atout. 5 IMP ad Allegra e con essi il primo comando sul 12-8.

Con la 6 è arrivato il primo, vero botto, quando Fantoni-Nunes hanno avuto una terribile incomprensione.

Sala Aperta:

X = una quarta nobile e una quinta minore
2Cuori = Transfer
2Picche = La licita che ha verosimilmente innescato il pasticcio: Fantoni l’ha evidentemente presa per fit in entrambi i minori, mentre noi possiamo facilmente vedere cosa aveva in mente Claudio.

Sala Chiusa:

Madala ha preso subito il toro per le corna (per quello che vale la mia opinione, approvo), e questo ha avuto l’effetto di impedire qualunque guaio, e di indirizzare la coppia N/S sulla giusta strada da subito. Agus poteva forse fare dodici prese, ma si è accontentato di 11, ed ha scritto 650 senza patemi.

I Fantunes hanno invece combinato un pasticciaccio davvero brutto, finendo per cadere di tre prese in 5Fiori (e poteva andare assai peggio, se le atout non fossero state divise) con (almeno) undici “acchiappi” disponibili a Cuori. 15 IMP ad ALLEGRA, che, come vedremo, non doveva però essere lo swing più grande dell’intero incontro. I nostri alfieri erano ora avanti 27-8.

Altro sangue monegasco è stato sparso subito dopo.

Sala Aperta:

1SA = 11-14
2Fiori = transfer

Sala Chiusa:

Il super aggressivo contro di riapertura di “Tony” Sementa ha trovato a Duboin la mano perfetta per trasformare, e sono certo che Giorgio si aspettava ben di più del misero -1 realizzato. Di là, Helgemo ha forse pasticciato un pochino in 2Picche (diciamo che non ha indovinato: non me ne voglia quel nume del gioco), ed ha finito per cadere di uno, consegnando altri 7 IMP agli avversari, ora al comando 34-8.

Un po’ di respiro subito dopo: un normalissimo 4Picche, appeso al sorpasso al FioriK, è puntualmente caduto di una presa in entrambe le sale quando il capriccioso monarca non ha collaborato. Poi, Monaco ha assestato un primo colpo di rilievo. Ancora una volta, a fare tutta la differenza del mondo, è stato almeno inizialmente lo stile (per quanto riguarda la conclusione, ho invece qualche perplessità sulla decisione finale di Sementa, ma forse mi sono perso qualche aspetto sistemico o, comunque, di stile).

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

Non conosco se non superficialmente gli accordi dei Fantunes, ma non posso che dire che il 2Cuori di Fulvio non mi piace. Con il Contro a disposizione quale rafforzativo (l’apertura di 1Cuori promette comunque almeno 14 punti), mi suona strano il mancato salto a 3Cuori, ma, ancora una volta, è ben possibile che il sistema lo impedisse. Il povero Duboin, ignaro della tegola che stava per cadergli sulla testa, ha del tutto normalmente fatto competizione, così dando modo agli avversari di recuperare il terreno perduto.  Per concludere, Sementa era forse obbligato a Contrare, perché altrimenti le sue carte non mi sembrano di quelle adatte a farlo, ma certo che questa è proprio la classica mano di quelle che hanno portato alla oramai ben nota rottura della coppia. I due hanno sempre avuto visioni diverse di queste situazioni.

Di là, il salto a 3Fiori di Helgemo (a quanto pare, il norvegese aveva issato sul pennone la bandiera pirata sin dall’inizio, visto che non ha perso alcuna occasione per lanciarsi all’abbordaggio) ha modificato il timing della licita. Madala non ha visto sul carrello quel Contro che avrebbe rafforzato la mano dell’apertore, e Norberto aveva una mano tipica della zona grigia: non solo grande distribuzione, ma anche carte di testa, difficile, se non impossibile, da descrivere a quel livello. Alla fine, Agus è passato, e ha concesso un totale di 10 IMP a Monaco. 18-34.
I monegaschi si sono avvicinati subito dopo, tanto da quasi toccare gli avversari.

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

Il SA debole di Fantoni ha zittito tutti, e giocare dalla sua parte si è rivelato essenziale: l’attacco di QuadriK ha infatti lasciato al dichiarante due fermi nel colore, e con essi il tempo di affrancare le Fiori. Quando la difesa, nel tentativo di battere il contratto, si è mossa un po’ troppo, Nord ha finito per accumulare l’impressionante cifra di nove prese, e 150. Il povero Agus, invece, l’attacco a Quadri l’ha ricevuto da Ovest, e con quello non c’era più niente da fare.  Alla fine è caduto di due, e 8 IMP hanno preso la via del principato: 26-34.

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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