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Ti racconto una mano… (9)

Tre di meno

Torneo di Chiavari, terz’ultimo cambio. Dopo un buon primo tempo ed un inizio di secondo eccellente, sto inabissandomi con la mia biondissima vittima verso medie più consone. Ora, questo ci può anche stare: ma come rimanere sereni quando due avversari palesemente desueti al maneggio delle carte dichiarano un contratto da galera, lo mantengono con surlevée per qualche strano rimpallo del destino, si insultano aprendo lo score e infine raccolgono stupefatti la ricompensa per le loro scelleratezze: e hanno poi la sfacciataggine di ripetere la manovra, con minime varianti, nel board compagno?
Sto dunque sostenendo una silenziosa ma movimentata conversazione con il dio del nobil giuoco, quando raccolgo come dichiarante in Sud, tutti in prima (posizioni ruotate per comodità di lettura).

Picche AQ43   Cuori –   Quadri A108654   Fiori 864

Mi sembra normale (?) aprire 1Quadri, avendo gioco in attacco e in difesa, e subito l’andamento s’impenna: salto debole di Ovest a Cuori, sputnik della biondina, rialzo di Est. Una cosina frizzante… d’altra parte recuperare si deve, e 3Picche non appare troppo azzardato (??). Il prosieguo come sempre mi smentisce: Ovest e Nord affermano la loro brama di manche, ed Est esprime con energia tutti i suoi dubbi. Ce n’è d’avanzo per tutti, a quanto pare, e quindi la licita si è così snodata:

Sull’attacco di CuoriA la prode denuda le sue proprietà, rivelandosi a quanto pare l’unico giocatore serio della coppia e forse dell’intero tavolo:

Contratto 4PiccheX – attacco CuoriA
Gli onori di Cuori in Ovest sembrano annunciare una posizione favorevole a Quadri, visto anche il Contro, e questo mi rallegra.
Sto per tagliare l’attacco quando improvvisamente mi rendo conto della difficoltà di questa mano.

Se – come estremamente probabile dopo il contro – il J di atout è quarto a destra, tagliando perdo ogni possibilità di collegamento verso le Quadri di mano, anche nella sperata ipotesi del K in impasse. Anche fermandomi e anticipando le Quadri comunque l’avversario può rimettermi in sofferenza col semplice espediente di tagliare il giro giusto di Quadri, ovvero il terzo, e rigiocare poi serenamente Cuori ogni volta che è in presa per mantenere un’atout di vantaggio rispetto alla mano.

Potrei non tagliare: forse è una buona idea, ma vediamo bene cosa ci guadagno. La difesa continuerà tranquillamente Cuori e il morto ne ha ben tre: dovrei ripetere il rifiuto per tre volte e sono tutte levée che se ne vanno nella pattumiera. Naturalmente però gioco Contrato, e il mantenuto impegno dovrebbe quindi bastare per un top o giù di lì. E dopo tre giri di Cuori non mi sembra che la difesa abbia una buona continuazione per battermi, sempre che le Quadri si comportino da bambine giudiziose.

In conclusione, se la Picche è divisa sarò comunque il solo o quasi a giocare con punteggio doppio, mentre se è 4-1 questa linea mi sembra l’unica chance: quindi dopo svariati minuti di sofferenza (in fondo è un torneo a coppie e la mia natura genovese si ribella ad ogni spreco), ormai in difetto di tempo liscio l’attacco e le due Cuori che seguono, scartando due Fiori e un Quadri.
La difesa continua Fiori, prendo di FioriA al morto e continuo con due onori di Picche terminando al morto. Compare l’attesa 4-1, allora presento il Picche10. Se Est liscia proseguo a Quadri fino a vedere il K (che come sperato è in impasse), batto l’ultima atout tornando in mano e ho finito; se copre rientro con il Picche9 e incasso le Quadri, sempre via impasse vincente. Fatte giuste.

Il ritorno Cuori in taglio e scarto al quarto giro mi avrebbe costretto a tagliare al morto e a fare l’impasse al PiccheJ alla cieca al secondo giro, dopo aver battuto il PiccheK, per poi rientrare con l’FioriA, eliminare l’ultima atout e terminare di nuovo con l’impasse a Quadri.

Non ho tempo di inorgoglirmi per il successo, in parte perché gli altri tavoli stanno giocando la seconda mano del turno successivo e siamo circondati non solo dai direttori ma anche dagli inservienti del circolo, ma soprattutto per lo sguardo di commiserazione della mia dolce badante che, sbirciato lo score, commenta ammirata: “Guarda guarda, gli altri ne hanno fatte SEI e anche SETTE… Meno male almeno che ti guardano in faccia e ti Contrano i contratti di battuta!”

Già, perché devo confessare che vi ho giocato un piccolo imbroglio. Questa era la mano completa:

E come potete vedere, ho spostato una carta nella mano nel corso della narrazione: le Picche erano veramente 4-1… ma con il PiccheJ secco. Ragion per cui gli altri felicemente ignari dichiaranti, che non avendo subito il Contro non avevano particolari motivi per temere cattive divisioni, o magari nell’impossibilità di applicare giochi di sicurezza perché spinti a 5 dalla difesa avversaria a Cuori (fruttuosa a parità di zona), tagliato l’attacco hanno battuto un’atout di mano catturando il J, e sono stati costretti a terminare la battuta finendo al morto e ad affidarsi all’impasse di Quadri (o più probabilmente a fare le due cose nell’ordine inverso, per mantenere il controllo delle Cuori) terminando con 12 prese. Altri, addirittura, andati al morto con l’FioriA hanno tagliato una seconda Cuori, sull’PiccheA hanno raccolto il J e quindi hanno successivamente coperto la Q di atout con il K, terminato la battuta e concluso con l’indispensabile impasse di Quadri. 2 tagli + 4 atout + 6 Quadri + 1 Fiori = 13. Linea rischiosa, perché se l’impasse non va non si prende più, ma… Siamo mitchellisti o caporali?

Il Contro, azzardato ai limiti dell’incoscienza, sperava chiaramente di speculare sui problemi che probabilmente avrebbe creato la debolezza complessiva delle due mani unita alla cattiva divisione in circolo, ma di fatto il risultato ottenuto è stato quello di raddoppiare il punteggio di una manche in cui non era difficile realizzare tredici prese.
Io tre di meno, unico nella sala: quando si dice gioco col morto superiore…

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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