Niente panico!

“la paura uccide la mente”
Paul Atreides – da “Dune” di F. Herbert
Ci siamo trovati tutti, e voi non farete eccezione, in situazioni diciamo incresciose in cui abbiamo temuto di far scrivere agli avversari cifre esagerate nella loro colonna. E talora i timori si sono realizzati.
Mi ricordo, ai Mondiali Transnational a squadre del 2011, che mi sedetti al tavolo contro una squadra, mi pare norvegese, ed aprii come da sistema ed in regola con i punti di 2
(sottoapertura quinta con un minore a lato) la licita proseguì: Passo – Passo – Contro dell’avversario di destra e Passo dell’avversario di sinistra. Millesettecento (1700!) punti dopo passammo alla mano due e sette mani dopo grazie al cielo ci trovammo in vantaggio tanto da vincere mi pare 18 -12.
I miei compagni di squadra, giocavo con la nazionale Senior, commentarono tranquillamente “Abbiamo visto le carte. Nulla da fare”.
Insomma anche giocando un Bridge corretto gli incidenti ci sono sempre. A volte invece ci mettiamo nei guai da soli per interventi o dichiarazioni troppo rischiose e talora, ammettiamolo, per aver fatto qualche bestialità.
Ma il motivo per il quale finiamo nelle peste ha poca importanza. Vorrei farvi capire che pur se la mano sembra disperata non sempre ogni speranza è perduta. E’ qui che dovete far vedere di essere dei combattenti e non dovete permettere alla paura di paralizzare il vostro cervello. Certo non sto parlando di mani in cui l’avversario incasserà le prime sei-sette vincenti… ma credo abbiate capito bene il concetto.
Quindi la prima cosa da fare è di non farsi prendere dallo scoramento e buttare le carte perchè “tanto è lo stesso”.
La seconda è quella di aggrapparsi all’unica cosa concreta che abbiamo per opporci al nemico: la tecnica.
Tutti noi abbiamo un bagaglio tecnico, più o meno ampio. Dobbiamo, soprattutto nei momenti difficili, attaccarci ad esso come farebbe un naufrago con un salvagente e non buttarlo via per andare in cerca di miracoli. Cerchiamo di ricordarci degli insegnamenti ricevuti, apriamo il cervello ed analizziamo la mano. E teniamo presente che se impostiamo una giocata correttamente, regola che peraltro vale anche per una dichiarazione o un controgioco, magari arriverà uno spiraglio di luce.
Durante la recente fase regionale della Coppa Italia Senior mi trovai in Sud ad aprire primo di mano in zona di 3
con
QJx
Jx
AQ1098xx
x.
Dopo il Contro di Ovest e il Passo del mio il carrello ritornò rapidamente con il Passo di Est. Molto rapidamente. Attacco di
K e il morto scese con
Kxxx
AKxxx
–
Qxxx.
Seguì l’
A e
. Ci accorgiamo quindi di avere due perdenti esterne (
K e
A).
La prima idea potrebbe essere di cedere due Atout ma se giocassimo Atout l’avversario potrebbe giocare
mandandoci fuori gioco oppure costringendoci a cedere anche l’
A per andare un down.
Ma abbiamo altre chances reali per mantenere il contratto? Io non sono un gran tecnico, ve lo dico francamente, ma ho cercato di ricordare quanto mi è stato insegnato e mi è venuto in mente che in questi casi, se si presume che tutte o quasi le Atout stiano da una parte sola, è utile cercare di togliere dalla mano dell’avversario che ha le Atout le altre carte per arrivare ad una possibile situazione di incarto. Chi ha molte Atout taglierà ma dovrà poi restituirvi il favore giocando nelle vostre forchette se sarete riusciti a portargli via le carte di uscita. D’altronde dalla dichiarazione e dalle carte del morto è facile dedurre che in questo caso le atout saranno 5-1 se non 6-0 alla nostra destra.
Sulla seconda
Est diede un conto pari. Nel frattempo avevo preso con il K del morto per giocare poi
tagliato di mano,
per l’Asso e terza
tagliata in mano,
per il K osservando Est scartare la Q e quarta
che Est taglia.
Ora che la tecnica ha fatto la sua parte iniziamo a ragionare e vediamo come la situazione, avendo impostato la giocata in maniera corretta, sia diventata chiara. Est ha mostrato finora due
(il conto sembra genuino ed è molto improbabile che Ovest abbia contrato con mano minima e solo tre carte di
), due
(per i motivi di cui sopra) e tre carte di
(viste).
Dovrebbe essere partito quindi con KJ7xxx in Atout ed ora avere la quinta.
Ora possiamo tranquillamente cedere due Atout e siamo arrivati.
Giochiamo
che l’avversario taglia portandosi ora con KJ7x ed è costretto a giocare Atout per la nostra forchetta. Prendiamo e rigiochiamo una piccola Atout per Est e aspettiamo le ultime due prese con AQ.
Vorrei farvi notare una cosa. Se raccontate agli amici “Ho realizzato 3
X con due perdenti di testa e KJ sesto di Atout fuori” farete un figurone ( sempre che vi credano…) ma avete visto nella realtà come la mano sia di fatto estremamente semplice. E’ bastato di fatto applicare un concetto tecnico, molto generico, ed essersi fermati a riflettere un pò senza peraltro fare voli pindarici. Insomma niente tripli squeeze o funambolismi del genere.
Ricordate quindi le cose fondamentali che ho cercato di trasmettervi:
• Non fatevi prendere dalla paura o dallo sconforto
• Nei momenti di crisi cercate di seguire gli insegnamenti tecnici e non le fantasie strane
• Più la situazione è delicata e più dovete essere attenti
• Nessuno vi ucciderà se le cose dovessero andare male
• Pagare un 1100 qualche volta è brutto ma è successo a tutti e fa crescere
Ultimissima cosa: ricordatevi sempre che si gioca per divertirsi. Io per esempio nella mano che vi ho raccontato mi sono divertito moltissimo
Un abbraccio a tutti, soprattutto agli allievi
Franco Caviezel, il medico federale





