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Il bridge è un gioco di coppia, però…

Sicuramente il bridge è un gioco di coppia: basti pensare alla fase dichiarativa nella quale i partner devono parlare lo stesso linguaggio e al controgioco, quando quasi sempre i due devono muoversi sulla stessa lunghezza d’onda. Tuttavia si possono verificare delle situazioni in cui la responsabilità del controgioco grava totalmente sulle spalle di un difensore.

Un esempio è dato da questa mano (torneo a squadre, tutti in prima, dichiarante Sud) nella quale Ovest, con

PiccheQJ9873   CuoriKQ6   Quadri A976   Fiori

attacca di PiccheQ contro la manche a Cuori giocata da Sud che sa di trovare alla sua sinistra una bicolore Picche/Quadri  di almeno 10 carte e ha mostrato pure lui, dopo aver aperto di 1Cuori, una bicolore 5 Cuori/4+Fiori.

Il morto scopre

PiccheAK105   Cuori1094   Quadri108   FioriK1095

e il dichiarante, dopo aver preso al morto con l’Asso, muove il Cuori4 per l’8 di Est e il suo Asso.

Rivediamo la posizione in questo schema in cui abbiamo messo fra parentesi le carte giocate al primo giro e a tre quarti della seconda presa, quando Ovest deve ancora rispondere a cuori.

bettinetti_2013_04_18_M1

Voi giochereste il 6 oppure un onore? Se giocate il 6 vi assicurate tre prese, ma per battere il contratto dovete far affidamento sul QuadriK in Est.
Se invece questa carta fosse in Sud, potreste ancora vincere se il vostro avesse QJx, a condizione però che possa entrare in presa.

Questa possibilità non è poi così remota se deducete dalle carte giocate sulla prima presa d’atout che l’8 di Est proviene verosimilmente da J8 in quanto il dichiarante avrebbe fatto il doppio sorpasso in atout giocando per gli onori divisi se il CuoriJ fosse stato tra le sue carte.
Lo sblocco di un onore d’atout non è quindi una giocata per la platea ma sorretta da un logico ragionamento e vincente nella circostanza perché la smazzata completa è quella dello schema seguente.

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Il mancato sblocco di Ovest avrebbe permesso al dichiarante di mantenere il contratto proseguendo sia con un onore di Fiori dalla mano (per togliere l’eventuale carta di fiori in Ovest) sia in atout.

C’è da osservare che Sud avrebbe potuto neutralizzare questo sblocco partendo di 10 (o di 9) dal morto, ma non avendolo fatto, ha offerto a Ovest l’occasione di effettuare una brillante difesa.
In pratica, però, la situazione classica in cui è il singolo giocatore a essere messo di fronte alle proprie responsabilità si verifica quando deve mantenere il contratto che la coppia ha dichiarato in licita.
E il problema che spesso deve risolvere è come ricavare un determinato numero di prese da un colore distribuito in un certo modo. Anche se ogni problema va considerato nel contesto delle 26 carte che il dichiarante ha in linea e sulla base delle informazioni derivanti dalla licita e dall’attacco, c’è sempre la possibilità di ‘allenarsi’ a come muovere correttamente dal punto di vista teorico un colore distribuito in un dato modo a seconda delle prese che servono.

Come esempio di approccio a questo problema consideriamo come muovere al massimo delle chance un colore diviso come nello schema quando servono tutte le prese oppure quando ne bastano quattro.
bettinetti_2013_04_18_M3Si deve premettere che in un problema proposto in questi termini è sottinteso che il dichiarante può partire di mano o dal morto, non ha problemi di collegamento tra mano e morto e non dispone di informazioni significative dall’attacco o dalla licita.
Come punto di partenza conviene comporre una tabella con tutte le possibili divisioni tra i difensori del resto delle cinque carte mancanti e le probabilità a priori associate a ciascuna divisione.

Possibili ripartizioni del resto con le singole probabili percentuali a priori:

bettinetti_2013_04_18__IM4

Si noti che la somma delle singole probabilità di una data divisione dà come risultato la probabilità di divisione di quel resto.
In particolare, vi sono 20 possibili divisioni 3/2 tra Est e Ovest e 3,39% x 20 = 67,8% è la probabilità globale della divisione 3/2.
Analogamente 2,83% x 10 = 28,3% è la probabilità globale della divisione 4/1 e 1,96% x 2 = 3,91% quella di divisione 5/0. 68% per la 3/2, 28% per la 4/1 e 4% per la 5/0 sono i valori approssimati che il bridgista riesce a tenere a mente con maggior facilità.
Quando servono cinque prese, il caso r’ è il benvenuto per il dichiarante perché sul Re vede cadere un pezzo e sulla piccola verso l’Asso l’altro pezzo.
Il problema sorge invece quando sul Re il pezzo cade non a sinistra ma da Est, indice che ci troviamo in uno dei casi indicati in tabella con le lettere e, f, r.
Per stabilire la strategia di gioco ottimale suggerita dalla teoria, ritorniamo al caso r’ chiedendoci in quale sequenza il difensore in Ovest ha giocato i due onori contigui.
Probabilmente il dichiarante non vi ha fatto caso perché era troppo contento del risultato, ma vediamo di ricostruire il gioco.
Dobbiamo però fare una premessa sul comportamento del difensore in Ovest quando deve rispondere al seme avendo due carte contigue, in questo caso la Donna e il Fante.
Raramente conosciamo tale comportamento e quindi possiamo solo fare delle ipotesi.
Se Ovest fosse un tipo profondamente legato alle sue ‘donne’, che in ogni circostanza mai si libererebbe di una di esse, la prima carta che giocherebbe sarebbe il Fante e la seconda la Donna.
Se invece Ovest fosse un tipo al quale non stanno tanto a cuore le ‘donne’, o meglio se ne libera volentieri quando è accompagnata dal Fante nell’intento di fuorviare l’avversario, il dichiarante vedrebbe la sequenza opposta al caso precedente, cioè la Donna come prima carta e il Fante come seconda.
Se infine Ovest appartenesse a quel gruppo di giocatori che gioca a caso una delle due carte equivalenti come fa la maggioranza dei bridgisti, il dichiarante vedrebbe come prima carta a volte il Fante e a volte la Donna e l’altra carta come seconda.
Mi piace associare un giocatore del genere a chi ha una moneta con la Donna su una faccia e il Fante sull’altra e la tira in aria in come se facesse testa o croce.
La conclusione è che, poniamo in dieci occasioni, il dichiarante vedrà dieci volte il Fante come prima carta giocata da Ovest se questi appartiene al primo tipo, dieci volte la Donna come prima carta giocata da Ovest se questi appartiene al secondo tipo, e indicativamente cinque volte il Fante e cinque volte la Donna giocata da Ovest se questi appartiene al terzo tipo.
Detto questo, estendiamo il ragionamento al caso in cui il dichiarante vede cadere sul Re un onore da Est, ad es. il Fante. Se Est è come l’Ovest del primo tipo (mai la Donna da QJ), è evidente che le divisioni possibili in tabella sono in questo caso la e (2,83%) o la r (3,39%) e quindi il dichiarante dovrebbe poi battere l’Asso dato che il piccolo mariage secco è più probabile del Fante secco.
Se invece Est è come l’Ovest del secondo tipo (sempre la Donna da QJ), il dichiarante dovrà ricorrere al sorpasso perché il caso r è da escludere.
Se infine Est è come l’Ovest del terzo tipo, è evidente che nel caso e il dichiarante vedrà obbligatoriamente il Fante (2,83%) mentre nel caso r vedrà metà delle volte il Fante (ca 1,7%) e metà delle volte la Donna (ca 1,7%).
Analogo ragionamento se il primo onore giocato da Est fosse la Donna.
Riassumendo, quando il dichiarante vede cadere sul Re un onore da Est, la regola suggerisce di considerare questa una carta obbligata dalla regola di rispondere al seme piuttosto che una carta scelta a caso dal difensore tra due equivalenti.

Esaminiamo ora il caso in cui l’obiettivo del dichiarante è di realizzare quattro prese con la stessa divisione del colore.
Siccome la divisione 3/2 non crea problemi, restringiamo l’analisi ai casi critici ai fini del risultato, cioè i primi dodici riportati nella precedente tabella.
Le linee di gioco da mettere a confronto sono Re di mano seguito da piccola verso il morto superando di misura la carta giocata da Ovest oppure Asso del morto seguito dall’8 superando di misura la carta giocata da Est o prendendo di Re se questo difensore ha mostrato d’avere un onore secco.
Re e piccola di mano è la linea vincente in b, c, d, e, f e potrebbe esserlo anche in a. Asso e piccola dal morto è la linea vincente in e, f, d’, e’, f’.
Quindi parità tra le due linee di gioco trovando la 4/1, ma una piccola chance in più partendo di Re dalla mano con la quinta in Ovest se si trattasse del colore d’atout trovando una distribuzione che permette di attuare un gioco di eliminazione su Ovest (*).
Lo scenario cambia però radicalmente se il dichiarante ha fondati motivi dall’attacco o dalla licita per localizzare un maggior numero di carte del colore critico in Est rispetto a Ovest.
In tale evenienza, dato che tre carte in Est non danno fastidio mentre se ne ha cinque non c’è nulla da fare, partire di Asso dal morto è il gioco confortato dalla statistica in quanto è l’unica possibilità di venire a capo della situazione quando il singolo in Ovest è costituito dal 9, dal J o dalla Q, perché se il singolo fosse di cartina, non c’è nulla da fare.
Naturalmente, per muovere il colore in questo modo, il dichiarante deve avere ben validi e fondati motivi per assegnare un maggior numero d’atout alla sua destra, motivi che si basano su dati oggettivi e non su sensazioni. Attenzione a non confondere l’ipotesi basata sul comportamento di un difensore quando è vincolato dalla regola di rispondere al seme avendo il piccolo mariage o un onore secco come discusso in precedenza, con ipotesi dedotte da esitazioni, sguardi o sensazioni tipo ‘il difensore in Est m’è sembrato velatamente soddisfatto come se nutrisse buone speranze per battere il contratto e quindi  ho attribuito a lui la quarta d’atout’.
Se Est avesse tenuto lo stesso comportamento con il singolo di cartina d’atout, il dichiarante ‘a sensazione’ come avrebbe potuto poi giustificarsi con i compagni di squadra per aver seguito una linea di gioco inferiore dal punto di vista teorico e aver perso un contratto mantenuto dal dichiarante ‘statistico’ nell’altra sala?

(*)  Un esempio è dato da questa mano nella quale Sud è impegnato nel piccolo slam a picche e riceve l’attacco di Fante di fiori. Asso di fiori, Re di picche, picche verso il morto per la Donna di Ovest (per il suo meglio) lisciata, fiori (il rinvio in un altro colore sarebbe equivalente) per il Re, picche per l’8 del morto, tre prese a cuori e tre prese a quadri finendo in mano portano a un finale a due carte nel quale le ultime due prese sono del morto.
bettinetti_2013_04_18_M5Si noti per inciso che a differenza del piccolo Slam a Picche, quello a SA non si può realizzare.
E anche il piccolo Slam a Picche sarebbe infattibile invertendo le carte tra Est e Ovest perché quattro prese a Picche con la quinta in Est non si possono realizzare.
Un motivo in più per muovere il colore partendo dal Re di mano.

Giampiero Bettinetti

Laureato in chimica all’Università di Pavia nel 1965, Giampiero Bettinetti (BTR015, Spezia Bridge), monzese di nascita, ha subito intrapreso la carriera universitaria presso la facoltà di farmacia della stessa università percorrendo tutte le tappe da assistente incaricato fino a professore ordinario. Dopo sei anni di straordinariato a Firenze negli anni ’80, il prof. Bettinetti è tornato in sede come ordinario di chimica farmaceutica applicata, insegnamento fondamentale del corso di laurea in chimica e tecnologia farmaceutiche che ha tenuto fino a ottobre 2012. Giampiero Bettinetti si è accostato al bridge in quel di Pavia proprio alla fine degli anni ’60, nel 1975 ha pubblicato il ’Quadri Pavia’ (poi ripresentato in versione multimediale aggiornata come ’Quadri Pavia 2000’ agli inizi del terzo millennio) e dal 1978, dopo che sull’ultimo numero della rivista del 1977 era stato pubblicato il Codice Internazionale del Bridge di Gara, ha cominciato a collaborare con la FIGB con la rubrica ’Codice alla mano’ su Bridge d’Italia, entrando alla fine degli anni ’80 nel Collegio Nazionale Gare. Ha mosso i primi passi nelle competizioni bridgistiche internazionali nel 1977, anno in cui è entrato tra i ’prima categoria vitalizi’ con Gianarrigo Rona, l’attuale presidente della Word Bridge Federation e suo partner di allora. World Master grazie ai risultati conseguiti nel 1977 e 1979 in Polonia e nel 1980 in Finlandia in coppia con Gianarrigo Rona, i primi successi nazionali risalgono al 1980 (campione italiano a coppie con il partner storico Leonardo Marino) e al 1981 (vincitore della coppa Italia con la squadra di Pavia). Quelli più recenti sono in ambito seniores con le vittorie del campionato individuale nel 2009 e – sempre in coppia con Marino – dei campionati a coppie open del 2011 e 2012 (argento nel 2007), del campionato a squadre open del 2011 (argento nel 2010 e nel 2012) e della coppa Italia nel 2006 e nel 2012 (argento nel 2009 e nel 2010). Negli ultimi anni Giampiero Bettinetti si occupa, sempre per hobby, anche di numismatica con la pubblicazione di articoli su riviste specializzate e partecipando attivamente a discussioni sui forum del settore.

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