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Il bridge è un gioco di decisioni e forse è affascinante proprio per questo. Se avete letto il mio libro “Bridge e cervello” avete potuto vedere come la motivazione a questo bellissimo gioco stia proprio nel bisogno che ha il nostro cervello di risolvere problemi.

Visualizza la scheda del libro su AmazonPer decisione intendo una scelta critica, momento che si può presentare sempre, in dichiarazione come nelle giocate in attacco e in difesa.
E’ come trovarsi ad un bivio; dobbiamo decidere che strada prendere e sappiamo di non poter tornare indietro. Ci sono ovviamente due elementi che ci possono aiutare: la tecnica e l’esperienza.

Sull’esperienza ci sarebbe poco da dire; se abbiamo visto molte situazioni simili al problema che ci si sta presentando avremo delle indicazioni. Ma dobbiamo essere obiettivi: se una volta abbiamo sentito che un nostro amico in una situazione simile tre anni fa ha pagato 1100 non significa che si debba dire sempre passo sulle sottoaperture avversarie.

La tecnica è sicuramente uno strumento più valido. Facciamo degli esempi: apriamo di 1Cuori, l’avversario di sinistra dichiara 1Picche, 4 Cuori del compagno e 4Picche a destra. Quante volte vi è successo? Più di 100 immagino. Qui però più che l’esperienza contano gli accordi di coppia, il sapere cosa significa il 4Cuori del compagno (barrage? di più?), la valutazione delle proprie carte, della situazione di zona, dello score. Insomma la tecnica.

Abbiamo dichiarato un bel colore semichiuso ma l’avversario di destra ha ugualmente dichiarato 3 SA. Attaccate nel vostro colore regalando una presa ma in grado di incassarne poi almeno cinque o attaccate neutro per non regalare la nona presa?

In genere le situazioni decisionali sono, giustamente, più semplici per i giocatori bravi che del resto non sempre indovinano (fortunatamente, altrimenti…) perché i bravi riescono a valutare probabilisticamente cosa conviene fare in certi momenti critici oltre ad avere ovviamente grande esperienza. Oltretutto hanno già analizzato certe situazioni più frequenti nelle quali seguono comportamenti abbastanza standardizzati.

Vediamo se posso aiutarvi con la mia esperienza. Io mi ritengo molto fortunato nell’aver trovato come partner Franco “Didi” Cedolin che ritengo non solo molto dotato tecnicamente ma anche molto appassionato e sempre disponibile a discutere di bridge. Noi ci divertiamo a parlare di bridge a lungo, cosa che dovreste fare tutti se volete creare una buona coppia, e ne è uscito un ottimo affiatamento.

Vi faccio ora due esempi di situazioni che abbiamo discusso. L’avversario apre o interviene di 4Picche e il mio partner Contra: siamo d’accordo di togliere il Contro tendenzialmente solo con una mano molto sbilanciata.

L’avversario apre in barrage: dichiariamo 3SA con almeno 15 punti bilanciati e la retta anche incerta usando il Contro solo con mani particolarmente adatte. Questi accordi permettono di dichiarare senza soffrire anche se il 1100 potrebbe essere dietro l’angolo. D’altronde se ogni tanto non si paga una cifra… che gusto c’è?

Ma i due esempi che ho citato non vogliono darvi nozioni tecniche. Le cose che ritengo importante dirvi sono:

  • Previlegiate assolutamente le considerazioni tecniche senza lasciarvi prendere da suggestioni o dai vostri timori. Non rinunciate ad un impasse solo perché “non ve ne va bene una”
  • Non abbiate paura! Se le vostre conclusioni vi portano ad un’azione anche azzardata seguitele ma non date la caccia ai fantasmi
  • Quando vi siete trovati in una situazione difficile, pur a cose fatte, parlatene col partner. La situazione si potrebbe ripetere
  • Se non avete un partner fisso discutete della cosa con un esperto ma non lasciate cadere il problema cercando di cogliere la logica del suo ragionamento

E divertitevi, mi raccomando!

Franco Caviezel

Il dr. Franco Caviezel (CVC003, C.lo del Bridge Venezia) è il medico federale. Specializzato in Neurologia, interessato soprattutto allo studio delle funzioni cerebrali superiori, appassionato di Psichiatria, è autore del libro "Bridge e cervello". Anche in campo bridgistico vanta un curriculum di tutto rispetto, avendo giocato per cinque volte nella Nazionale Italiana Senior, con la quale ha conquistato nel 2010 la medaglia di bronzo ai Campionati Europei di Ostenda.

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