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Avvantaggiarsi da una renonce

Ciao Maurizio.
Ti scrivo per una curiosità riguardo ad una situazione buffa che avrebbe potuto succedere al tavolo durante la fase regionale della Coppa Italia Mista.
Durante la fase KO mi ritrovo a giocare 3SA con queste carte (le ruoto per semplicità):

Nord: PiccheCuori xxx Quadri 109x  Fiori AKJ1098

Sud (io):   Picche Qxx  Cuori Ax  Quadri AQJx  Fiori Qxxx

Est aveva aperto di 1Picche, appoggiato a livello dal compagno.
Ricevuto l’attacco piccola Picche, l’avversario liscia dopo averci pensato un po’ e io faccio la presa di Q.
A questo punto, invece di “claimare” 9 prese, inizio a tirami tutte le Fiori sperando che Est, in difficoltà sugli scarti, si liberi di un paio di Picche, cosa che mi avrebbe consentito di fare l’impasse a Quadri in sicurezza e portare a casa eventualmente qualche surlevée.
Al quarto giro di Fiori scarto una Picche e al quinto giro rispondo con l’ultima Fiori che avevo in mano. Immediatamente me ne accorgo e dico agli avversari qualcosa del tipo “Ops! Avevo da rispondere al giro prima”. Loro molto signorilmente e sportivamente affermano che è uguale e che non cambia niente. Finisco di tirami le Fiori e, non potendo fare l’impasse a Quadri in totale sicurezza perché Est aveva scartato una sola Picche e poteva essere partito con 6 carte, incasso i 2 Assi laterali realizzando complessivamente 9 prese.
Domanda n°1:
avrebbero potuto gli avversari, a termini di regolamento, chiamare l’arbitro a fine mano per la renonce, dopo aver manifestato palesemente al tavolo la propria intenzione di “passare sopra” alla mia distrazione?
Domanda n°2:
se invece gli avversari avessero chiamato l’arbitro subito dopo la renonce, immagino che questi non avrebbe potuto far altro che togliermi una presa. A questo punto sarei stato costretto a fare l’impasse a Quadri, che ovviamente va bene, e avrei totalizzato 12 prese (11 con al penalità), avvantaggiandomi di fatto, anche se del tutto involontariamente, del mio errore.
In questo caso il risultato sarebbe stato 3SA+2 o si sarebbe ristabilita l’equità attribuendomi 3SA fatte?
E in quest’ultimo caso come avrebbe potuto l’arbitro essere certo che non avrei fatto l’impasse a Quadri

Non era il caso, ma magari l’incontro avrebbe potuto essere tiratissimo e potevo essere convinto che 3 surlevée sarebbero state determinanti per il passaggio del turno.
Ti ringrazio in anticipo per la risposta.
Michele Cammarata (CML152, Firenze Arno Bridge)

Ciao Michele,
scusa il ritardo, ma dato che il secondo caso era sconosciuto, ho ritenuto opportuno consultarmi con due colleghi del WBF Laws Committee prima di rispondere.
Per fortuna, i due (Max Bavin, anche lui Chief TD della WBF, e Ton Kojiman, Chairman del WBFLC), concordano con me.

Dunque:
a) Il diritto di chiamare l’arbitro non sarebbe spirato al termine della mano, tuttavia, l’arbitro, nel considerare il da farsi, deve prendere in considerazione l’Articolo 11 del Codice di Gara:

ARTICOLO 11 – PERDITA DEL DIRITTO A UNA RETTIFICA
A. Comportamento della linea innocente
Il diritto alla rettifica di un’irregolarità potrà essere annullato se l’uno o l’altro componente della linea innocente intraprende una qualunque iniziativa prima di chiamare l’Arbitro. L’Arbitro deciderà in questo senso, ad esempio, quando la linea innocente possa aver tratto un vantaggio per il tramite di una susseguente azione intrapresa da un avversario nell’ignoranza delle disposizioni del relativo Articolo.
B. Penalità, dopo la revoca del diritto alla rettifica
Anche se il diritto alla rettifica sia stato annullato secondo il disposto di quest’articolo, l’Arbitro può irrogare una penalità procedurale (vedi Articolo 90 del Codice di Gara).

Per prendere la sua decisione finale, bisogna quindi che l’arbitro si chieda se la linea innocente abbia, o meno, tratto vantaggio dal non aver chiamato l’arbitro, così violando l’Articolo 9 del Codice di Gara, paragrafo B1a (in solido con la linea del Dichiarante):

B. Dopo che è stata richiamata l’attenzione su una irregolarità
1. (a) L’Arbitro dovrebbe immediatamente essere chiamato non appena sia stata richiamata l’attenzione su un’irregolarità.

Vediamo due possibili scenari, astraendoci per il momento dal caso di specie, così da poter svolgere l’argomento per intero ed in maniera generale:

i. Il dichiarante non aveva alternative di gioco, ed ha realizzato tutte le prese possibili, o
ii. Se fosse stato al corrente della penalità incombente, il Dichiarante avrebbe potuto realizzare (almeno) una presa in più.

Nel caso i., la linea innocente non ha ricavato alcun vantaggio dal non aver chiamato l’arbitro, dunque verrà comminata la normale penalità. Come puoi leggere, rimane la possibilità di assegnare una penalità procedurale causa la violazione di 9B1a, ma io non lo farei.
Nel caso II., che è poi quello del tuo esempio, assegnare la penalità prevista porterebbe ad un’iniquità, ovvero ad un vantaggio per gli innocenti, ricordando che entrambe le linee sono responsabili della mancata chiamata tempestiva dell’arbitro, si dovrà quindi lasciare il risultato al tavolo.

b) Sebbene sia la prima volta che vedo un esempio di questo tipo, il mio primo pensiero, confortato da quello dei colleghi, è stato, ed è, quello di applicare l’Articolo 64 del Codice di Gara, paragrafo C :

C. Responsabilità dell’Arbitro riguardo al ripristino dell’equità
Quando, dopo una qualsiasi renonce consumata, comprese quelle non soggette a rettifica, l’Arbitro ritenga che la linea innocente non sia stata sufficientemente compensata dalle disposizioni di questo Articolo per il danno subito, egli dovrà attribuire un punteggio arbitrale.

In sostanza, viene qui applicato il principio di equità richiamato già nell’Introduzione del Codice di Gara:

[…]
Il Codice ha la finalità di definire la corretta procedura ed a provvedere adeguati rimedi quando da tale corretta procedura ci si allontani. Esso è principalmente destinato non a punire irregolarità, ma piuttosto alla rettifica di situazioni nelle quali il partito innocente potrebbe altrimenti subire un danneggiamento.
[…]

nonché ribadito, facendo chiarezza sul punto, per quelli che sono i nostri scopi, nell’Articolo 12 del Codice di Gara, nel quale, ad un certo punto, sostanzialmente si dice che l’arbitro deve preoccuparsi di assegnare punteggi arbitrali sulla base di quello che sarebbe stato il risultato senza l’infrazione (nel merito, il WBFLC ha statuito, in una delle due riunioni tenute a San Paolo del Brasile nel 2009, che quel punto del Codice viene di fatto applicato come se la frase “had the irregularity not occurred” [se l’irregolarità non fosse avvenuta] fosse esplicitamente presente).
In definitiva, rispondendo alla tua domanda, l’arbitro sarebbe stato chiamato ad assegnare il punteggio arbitrale di 3SA fatte giuste.

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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