Penultimo giorno. Siamo a sei match dalla fine, e subito dobbiamo affrontare uno dei due avversari rognosi che ci restano, ovvero l’Olanda che in questo momento è quarta, ai piedi del podio: dunque, se mai avesse avuto intenzione di regalare qualcosa (ma chi mai regala qualcosa all’Italia?), in questa situazione di classifica ce lo possiamo scordare. Scollinato questo Pordoi, dovrebbero attenderci in conclusione di giornata due incontri abbordabili (Scozia ed Estonia), anche se questo Europeo ci ha insegnato che ormai gli incontri facili sono, e probabilmente da qui in avanti per sempre saranno, un pio ricordo.
Bando alle ciance e vediamo gli schieramenti in campo. In sala aperta Bocchi-Sementa verticali contro Nab-Drijve; in chiusa Donati-Duboin orizzontali contro De Wijs-Muller.

2 quadri di apertura di De Wijs mostra i due nobili e sul 2 picche debole di Muller gli italiani chiamano rapidamente partita (2SA di Donati e 3SA di Duboin), così come fanno gli olandesi in aperta dopo l’apertura di 1 fiori di Bocchi. Dopo l’attacco picche in entrambe le sale, l’unico rischio è che entri Sud a traversare il seme, ma i due giocanti sanno perfettamente dove sta l’Asso di fiori, e cinque colpi di quadri creano enormi problemi di scarto ai due Nord. Mi pare che entrambi facciano 11 prese ma BBO segna un punto per l’Olanda, e così faccio io sperando in una rettifica: 0-1.


Un’altra manche, 4 cuori in Nord-Sud chiamato rapidamente agli olandesi (Sud 1SA, Nord 4 fiori che chiede di scegliere una manche nobile, Sud 4 cuori), e con qualche difficoltà in più dai nostri dopo l’apertura di 1SA debolissimo in Est, ma nemmeno poi così tante (Est apre 1SA, Sementa contro, Ovest 3 quadri, Bocchi 4 quadri, Sementa 4 cuori). L’inevitabile attacco di 10 di quadri semplifica il compito dei due giocanti che possono scartare la seconda fiori sul J di quadri. Ma Muller come primo provvedimento batte l’Asso di atout mentre Sementa manovra le briscole con più perizia e si porta a casa lui la surlevee. 1-1.


Il barrage tardivo di Est a 3 fiori, avvenuto a entrambi i tavoli dopo apertura e risposta avversarie, spiana la strada alla Exclusion BW di Nord, e il grande viene chiamato in scioltezza dagli olandesi (1 quadri- 1 picche-Duboin 3 fiori-Sud 3 quadri-Nord 5 fiori-Sud 5SA-Nord 7 quadri) e reclamato sull’attacco. Qualche patema in più, mi sembra, per gli azzurri: l’olandese contra 5 fiori: Sementa 1 quadri, Bocchi 1 picche, Est 3 fiori, Sementa contro, Bocchi 5 fiori, Est contro, Sementa passo, Bocchi 6 quadri, Sementa 7 quadri. Mi chiedo se il passo di Sementa venga interpretato correttamente da Norberto, se lo induce a chiamare soltanto il piccolo. Ma per fortuna (mia interpretazione) Sementa ha forse qualche dubbio sulla sequenza, e sicuramente le palle necessarie per correggerla rialzando al grande. Mano pari con (mia?) paura.


Nord-Sud continuano a manovrare punti, e atterrano in entrambe le sale a 3SA. La mano sembra infattibile su attacco cuori se quando Ovest entra a fiori traversa picche per mettere sotto la Q di cuori, affrancando en passant quattro prese nel seme per un simpatico 4 down. Entrambi i giocanti mettono subito la Q di cuori sperando che tenga, per cui ora il traversamento non è più necessario perché le cuori sono liberamente incassabili, e poi giocano quadri al morto e fiori per un pezzo che tiene. Forti di questo successo si sparano le loro con il logico obiettivo di contenere il down a 2 prese, obiettivo raggiunto a entrambi i tavoli.


Nab gioca 3SA e spalma 11 prese senza sofferenza. In chiusa Duboin con la tricolore apre 1 fiori e su 1 picche forza a 2 cuori, il che convince Donati che la sua Q terza costituisca un fit; e dopo qualche cuebid chiude d’inerzia a 6 fiori. Muller attacca atout e De Wijs liscia. Duboin rigioca subito atout con l’idea di giocarsi il finale a senza atout e questo ci ghiaccia il sangue perché prima o poi si troverà davanti alla scelta angosciante e probabilmente perdente tra impasse a cuori o squeeze nei colori rossi: l’impasse è chiaramente prevalente nelle percentuali, ma in questa mano funziona la compressione. E purtroppo Giorgio le odds le conosce: 10 MP per i tulipani, 1-11.
A parte lo squeeze, che era comunque stato frantumato dal ritorno quadri di Nord, dopo il secondo liscio da parte di De Wijs Duboin poteva vincere giocando quattro giri di picche per lo scarto di una cuori, tre giri di cuori tagliando il terzo e A-K di quadri gettando la quarta cuori. Ma questo richiedeva di trovare esattamente la 44 nera con tre cuori e due quadri… come biasimare il povero Giorgino per essersi affidato a un robusto sorpasso?
Al di là della sequenza licitativa, lo slam era comunque all’incirca su un impasse; ancora una volta la fortuna non ci è stata amica.


In una sequenza piuttosto naturale gli olandesi non chiamano uno slam che è steso (con le fiori che corrono) giocato da Ovest. Donati mostra la sua mano (forcing quadri/cuori) in modo più convenzionale. Non so come interpretare il prosieguo: 2 picche di Giorgio è naturale o chiede? In ogni modo mi pare che Giovannino forse scosso dal board precedente si accontenti un po’, con quella Q di fiori che vale più di un Asso. 13 prese e mano pari.


1SA down di routine a entrambi i tavoli, sembrerebbe: l’attacco affranca le fiori, e quando Ovest mette l’Asso di cuori la difesa incassa una congrua cesta di prese nere per due down. Ma mentre Nab, come si usa dire, fa un buco sul tavolo al primo giro per l’ansia di acchiappare, Donati liscia il primo giro e poi anche il secondo, e De Wijs scopre le sue 7 vincenti. Purtroppo il tutto si svolge in zona, e il punteggio sale o meglio scende a 1-19.


Non riesco a comprendere bene se la manche nobile in Est Ovest si faccia: le prese in teoria ci sono ma tutti i semi sono maldivisi e le varianti sono molte a seconda delle mosse scelte dai difensori. Non lo sapremo mai perché a entrambi i tavoli arriva la logica difesa a 5 fiori ovviamente contrata. Sementa va solo 1 down con l’espediente di fare l’impasse in atout, mentre Muller batte l’Asso e nella sequenza di tagli che segue Duboin si assicura due prese con K-10 quando rifiuta di surtagliare il morto. Recuperiamo qualcosa, 6-19.


11 prese sembrerebbero fattibili in questa banale manche a cuori orizzontale, ma quando Nab, preso l’attacco di K di quadri, parte con un colpo di atout si condanna a subire una promozione sul terzo giro di quadri: fatte giuste. In chiusa gioca Duboin in Est e l’attacco di J di picche nel seme di apertura di Nord modifica la situazione lasciando in vita l’Asso di quadri: ma anche Giorgio prende e batte un atout (non siamo in Mitchell…) e quando rigioca picche De Wijs batte il secondo giro di atout che stabilizza la picche perdente al morto. Mano pari.


Differente valutazione di Bocchi che sceglie l’invito e De Wijs che chiama direttamente manche. Purtroppo le carte sono messe in modo da blindare il contratto: fiori divise, la Q seconda di picche costituisce un ingresso sicuro a fianco della lunga e il normale attacco quadri regala subito la nona presa. La manche è stata chiamata da meno di un terzo delle coppie, e naturalmente i nostri avversari si sono iscritti a questo ristretto club. Il passivo sale a un pesante 6-30.


Dopo l’apertura a fiori di Sud (1 fiori Sementa, 2 fiori stile precision Muller) Ovest dice le picche ed Est 3 cuori. Indubbiamente la sequenza olandese ha maggiore enfasi perché le cuori vengono dette a salto; tuttavia sembra un po’ rinunciataria la chiusura a 4 cuori di Donati che avrebbe la possibilità di mostrare il buon fit cuebiddando il suo importante singolo a 4 fiori (in aperta 4 fiori li aveva detti Sementa). Sia come sia, lo slam non viene chiamato e il passivo assume dimensioni allarmanti: 6-41.


A entrambi i tavoli Ovest manovra un 3SA reso complicato dalla mancanza di comunicazioni: se la difesa si sveglia e sfonda fiori (o picche da Sud) la mano è infattibile. Entrambi i Nord attaccano quadri ed entrambi gli Ovest partono affrancando la quinta di cuori. Sementa prende al secondo giro tanto per peggiorare la situazione delle comunicazioni e torna picche per il K e l’Asso di Norberto che ripete picche, e ora la Q di quadri del morto non è più incassabile.
Donati come primo provvedimento le quadri le sblocca e poi anche lui libera le cuori: Muller però prende subito e sfonda a fiori ma con il J, carta che provoca il blocco del seme. Ora per fare la mano Donati ha bisogno dell’Asso di picche in Nord per rientrare al morto, e per fortuna è là che si trova: risaliamo a 16-41. Bravo Giovannino!


I due Ovest devono intervenire sull’apertura di 1 cuori avversaria. Personalmente trovo orrendo il contro di Nab con l’Asso secco di picche, e sono di gran lunga più solidale con il senza poco classico ma efficace di Donati. Sul 2 fiori avversario Giovanni sceglie di annunciare la sua quinta e si gioca un 2 quadri di scarsa speranza, stante la scarsa raggiungibilità del morto: risultato 1 down.
In aperta Nab sembrerebbe avviarsi alla giusta punizione quando, dopo che i nostri sono saliti a due picche, deve lanciarsi dal quinto piano chiamando la sua quinta a livello 3: e Norberto è lì con AJxx nella schiena a contrare. Ma Sementa non tiene, forse interpretando come rafforzativa la situazione, dice pertanto 3 picche e ne fa 4. E’ comunque un guadagno di 2 MP e andiamo 18-41.


Est apre 2 cuori bicolore con minore, Ovest dice 3 quadri dove c’è già il down ma Est prosegue con 3 picche che sembra quasi cuebid o almeno trial (fit e asso secco) e si sale al fatale livello 4. Sementa purtroppo non incassa la terza fiori e il down è solo di 1, che potrebbe essere negativo perché sull’altra linea le picche non sono venute fuori e se ne fanno esattamente 3.
In chiusa Duboin passa e apre le danze Donati con 1 quadri, quindi le picche fanno la loro comparsa; gli olandesi però sopravvalutano il loro fit decimo e in competizione vanno a manche con 20 senza singoli. Un down anche qui, 3 MP recuperati: 21-41.


Qui la differenza la fa l’apertura leggera di Sementa in Sud, che permette a Nab di mostrare la sua bilanciata di 18 a livello 1. Muller invece passa e apre Donati di 2 fiori 18-19 bilanciati, quindi di senza se ne giocano 2: e ahimé la differenza è fatale perché in entrambe le sale le prese fatte sono esattamente 7. Scivoliamo di nuovo a 21-45.


De Wijs sottoapre di 2 cuori e Muller mostra un bel pelo a passare con 17 e la Q secca nel palo avversario. Il contratto in chiusa viene mantenuto esatto. Sementa non ce la fa e interroga a 2SA, per cui di cuori se ne giocano tre, condannate dai tagli incrociati a quadri e fiori. E anche qui direi che la dea bendata ci ha messo lo zampino: in una distribuzione anche solo leggermente equilibrata nove prese (con 24 in linea!) non sarebbero state battibili. Così invece (naturalmente in zona) perdiamo 5 e il punteggio si stabilizza su 21-50.

Che gli avversari si siedano e indovinino tutto, quanto tirare e quando stare bassi, quando riaprire e quando no, non fa ormai più notizia. In situazioni del genere, e contro avversari comunque fortissimi, anche solo perdere di poco diventa un’impresa. La sconfitta maturata è invece purtroppo fastidiosamente pesante, e pur lasciandoci in ottava posizione riapre la battaglia per l’ultimo posto utile trasformandola in un calderone ribollente: dopo di noi ci sono la Francia (a meno di 1 VP!), e poi Grecia, Ungheria, Germania e Inghilterra, quest’ultima a 8 VP da noi. Sta ai nostri prodi sfruttare adesso i due prossimi turni per mettere in cascina un po’ di vantaggio che ci permetta di affrontare con relativa serenità il match con la Norvegia, risalita nel frattempo in zona bronzo, mentre la vittoria sembra iniziare a trasformarsi (ma non è ancora detto) in un testa a testa Israele-Russia difficilmente pronosticabile alla vigilia.