Donati, Madala, Bocchi, Ortensi, Bianchedi

Round 3

L’Italia è chiamata a confermare la sua ottima partenza (seconda dopo i primi due round) contro il primo ostacolo veramente tosto, la Germania non brillantissima in partenza ma che schiera in aperta una delle coppie più quotate a livello mondiale, Auken-Welland. Noi scendiamo con Donati-Duboin in aperta e Bianchedi-Madala in chiusa a contrastare gli a me sconosciuti (ma ovviamente non fa testo) Kasimir-Jokisch.

Pronti via, prima differenza di valutazione, primo spostamento di MP purtroppo a nostro danno. Sabine Auken ci illustra la sua tecnica di sottoapertura: se ne strabatte del colore bello, dell’altra terza nobile e di altre quisquilie, anche a compagno non passato, e spara 2 picche. Così Donati in quarta posizione non ha miglior scelta di 2SA, e ora Sabina completa l’opera indovinando l’attacco che mette down il ragazzino prima di toccare le carte: K di cuori. Dopo le sei cuori se ne paga ancora una, 2 down.
All’altro tavolo Bianchedi non sottoapre e Madala sul fit del compagno si chiama una manche che, sapendo di avere un’apertura nella schiena, forse è un filo esagerata, ammesso che una manche possa essere esagerata in duplicato. Fatto sta che arriva il contro e si va due down anche in questa sala, per uno startup di 0-9.


Nel quale i tedeschi confermano la loro aggressività veramente spinta; dopo 1fiori-1quadri-1picche, Kasimir salta a 2SA con 10 e Jokisch sale lieve a manche con 13. Malgrado la posizione favorevole del K di picche e J-9 di fiori in caduta le prese a un primo esame non sembrano più di 8; in compenso la difesa ne ha 4 cash ma sembra dover lavorare sodo per affrancarne una quinta, con il rischio di aiutare il giocante. Bianchedi attacca nella sua quinta di cuori, e suppongo nel tentativo di creare qualche problema di scarto Kasimir incassa subito le sue quattro vincenti nel seme consegnando il down ai due italoargentini. Poi per completare l’opera muove fiori, abbandonando il morto per sempre e precludendosi l’impasse di picche, per il due down totale.
All’altro tavolo Giovannino dice solo 1SA, ne fa due e si risale a 9-6.


In chiusa un contro di riapertura di Agustin sospinge al non mantenibile livello di 3 cuori i tedeschi; anche qui, a carte viste si sarebbe dovuto lasciar giocare 3 fiori a Bianchedi per il quasi certo down, ma Jokisch sa di avere un fit nono ed è quindi ragionevole la competizione.
In aperta Welland apre di 1fiori con i 10 più brutti che abbia mai visto (suppongo che questo sia previsto a livello di sistema), Giovannino contra e l’atterraggio a 3 cuori è più rapido che nell’altra sala ma produce il medesimo down. Prima mano pari.


Il computer stuzzica Sabine rimettendole in mano un bel fante sesto, e lei tetragona (i tedeschi, si sa) ripete il suo barrage, questa volta in zona e seconda di mano: e chi le darebbe torto, visto il successo del primo board? Ci sono pure il 10 e il 9 a nobilitare il palo…
Non è chiara la sorte delle 3 cuori chiamate da Welland in competizione sul 2 picche di Giorgio; senza il taglio a fiori si dovrebbero cedere tre picche e una cuori; anche il giocante ha qualche possibilità di aprire un taglio a picche che deve però essere fatto di K onde evitare il surtaglio. Non sapremo mai perché Giovannino ragionevolmente compete a sua volta a 3 picche, polverizzate in apertura dal taglio a quadri.
In chiusa anche Bianchedi sottoapre (e d’altra parte la mano è nettamente più forte di quella di prima). E anche Madala, così come la Auken, conferma il suo metro di valutazione rispetto alla mano 1: le manche si chiamano. Si deve quindi cimentare in un 4 cuori che in un giorno di sole accecante si potrebbe fare sistemando qualche picche su qualche fiori affrancata: questa è probabilmente la sua idea quando, preso l’attacco fiori, dopo lunga riflessione rigioca nel seme. Il taglio secco di Jokisch gli toglie ogni velleità, e malgrado Kasimir in presa con l’Asso di atout non produca il micidiale ritorno picche, non c’è speranza di finale. Il doppio down ci porta a 6-14.


Gli azzurri chiamano un normale 3SA, che non si fa per l’impossibilità di tagliare le comunicazioni nemiche a cuori, stante l’Asso solo secondo in mano a Giovannino. Si pagano rapidamente quattro picche e l’Asso di quadri, così come in sala chiusa.


Sorprendente stop di Sabine, che con 13 sull’apertura di 1 fiori del compagno (di cui non so quanto si fidi, visto con cosa l’aveva prodotta alla mano 3) lascia a 3 fiori fatte giuste. I punti invero ci sarebbero ma le quadri messe in modo micidiale rendono durissimo il contratto di 3SA.
Succede però che il fit quadri in chiusa non sembra venire fuori (Agustin le dichiara ma probabilmente mostra soltanto una mano minima, dopo 1fiori-2fiori). Quindi Kasimir ci attacca inforcando la sua Q dentro a K-J del giocante, e questo fenomeno produce la nona presa. Quasi pari, 13-14.


Che ci mostra la bivalenza dell’apertura di 1 fiori di Welland, qui chiaramente forte (immagino che sia legata alla loro zona). La risposta di 2SA di Auken serve probabilmente, osservano in rama, a proteggere i K rossi in quanto 1 picche sarebbe già stato forcing game. Il fatto è che la protezione non serve, nemmeno a 6 fiori, perché il K di quadri è messo bene; ma per fortuna, mentre sembra che la riapertura a 4SA di Welland porti a planare verso slam, tutto improvvisamente si spegne in un 5 fiori più surlevee.
Di là si arriva analogamente a 4SA dopo una sequenza naturale e un paio di spiritosaggini tedesche di disturbo. Bianchedi si immerge ma poi risale a galla con la decisione giusta nella fiocina: 6 fiori! Con un pizzico di fortuna si balza felici a 26-14.


Donati apre minimino 1 cuori, Auken entra con una Michaels o equivalente a 2 cuori, Giorgino dice 2 picche che deve essere un buon fit ma il partner stoppa a 3 cuori con ottimi argomenti, perché un incrocio di tagli produrrebbe un probabile tre down: Sabine però ha una bicolore proprio bella, e si permette ancora 3 picche che rimane il contratto finale. Per farne 4 bisogna indovinare la Q di quadri in caduta; la Auken la sbaglia e sul ritorno cuori rischia un po’ perché un surtaglio da onore secondo la batterebbe. Così come sono le atout, taglia di 10 e mantiene.
Bianchedi valuta la manona di Nord con il peso che merita, e se ne va solitario a manche: la quadri non ci pensa nemmeno a sbagliarla e il vantaggio sale a 33-14. Niente male, ragazzi!


Stavolta è il golden boy a andare forse un po’ sopra le righe. Duboin apre 1 fiori, Welland interviene con 1 quadri marcio, Donati dice 2 quadri che sembra mostrare i nobili e Giorgino, che non ne ha mai visti, dice 2SA. Ora con 10 forse si potrebbe abbandonare; Giovanni rivaluta i 10, i 9 e penso anche i 7, e si spinge a manche. Erano già dure 2, e infatti Duboin concede rapidamente il 2 down in zona.
Altro tavolo, 1SA debole di Est e Madala, caso mai gli fosse frullato in mente di replicare l’intervento di Roy, certo non può permetterselo a livello 2. Jokisch esagera e di senza ne fa addirittura 4, incamerando un pacchettino di MP che portano lo score a 33-23.


Donati sceglie per fortuna questa mano impestata in cui non c’è una carta piazzata né un seme diviso per organizzare un curioso fuoricampo e finisce a 4 cuori nella 4-3, togliendo il normale 3SA a Duboin (naturalmente è possibile che qualche sottinteso nel colloquio dei due mi sfugga). Il contratto è disperato, per fortuna il ritorno atout della Auken in presa con il taglio a fiori agevola un po’ e ce la caviamo con fratture minori, un down: la stessa sorte del più normale 3SA in chiusa.


Doppio fit nobile e manche mantenuta senza problemi ai due tavoli.


Normale 3SA dei nostri in aperta, ancorché leggermente sotto peso come punteggio (23). La Auken, che su 1SA si era imboscata con AKQ sesti di cuori, ora sceglie di attaccare piccola e il J quarto di Donati è la nona presa; ma anche attaccando di Asso prima o poi il J si sarebbe affrancato. Curiosamente la scelta giusta era non muovere il seme: ora Giovanni avrebbe dovuto cercarsi lui la presa decisiva, e se avesse scelto ragionevolmente quadri difficilmente ne sarebbe uscito vivo.
Bianchedi le cuori le dice e le ripete sull’apertura 1 fiori di Kasimir (che evidentemente gioca SA debole), attacca di Asso, prosegue di piccola, ma finisce nello stesso modo.


2 cuori in entrambe le sale raggiunti con una Stayman debole fatta con la 3-3 nobile dopo l’intervento di 1SA (Kasimir) e il contro a 1SA (Donati). I nostri “oriundi” fermano Kasimir a 8 prese, Donati arriva a 9 e lo score è 34-23.


Ormai con 10 e una 5-4 in terza posizione si apre, cascasse il mondo. Qui avviene regolarmente a entrambi i tavolo: l’apertura centra la sesta dell’avversario successivo, che ha pure 17 semibilanciati e quindi dice 1SA, e ora le licite divergono. Auken se lo gioca perché Welland stranamente non mette in pista la quinta di picche, Madala all’altro tavolo le dice dopo che gli avversari sono saliti a 2 cuori e si ritrova in un contratto molto superiore, in particolare quando l’attacco J di fiori disintegra il K di Est. Agustin arriva a 10 prese laddove la povera Sabine ne fa ben 6 di meno: 3 down giocando sulle quadri, mentre muovendo fiori per almeno un onore in impasse probabilmente sarebbe arrivata vicina a 7. Sono otto puntoni per noi, 42-23.


Ancora doppio score per noi; 2 quadri in aperta, 2 picche in chiusa, entrambi impaccati con surlevee copiose. 49-23. Mi sorprende un pochino il mancato fit della Auken dopo che Welland contra 1 picche di Giorgino, Sputnik senza le picche. L’impressione, in questa e in altre mani, è che la loro notevole aggressività produca come effetto collaterale una lieve ma costante sfiducia nella reale forza del partner. Stiamo parlando, sia chiaro, di una delle coppie più vincenti degli ultimi anni; e certamente in altre situazioni agitare la sciabola a ogni pié sospinto ha prodotto i suoi bravi dividendi, si veda ad esempio il board 1. Ma contro coppie forti e affiatate come le nostre forse il danno rischia di essere maggiore del guadagno.

Il Board 16 è un 3SA giocato ai due tavoli, Donati e Kasimir lo portano a casa senza patemi e senza surlevee.

Sul running score il punteggio è leggermente inferiore (47-23) perché due surlevee ci mancano rispetto allo score di BBO. E’ comunque una bella vittoria: Madala e Bianchedi in grande spolvero con due manche e uno slam in più rispetto ai titolatissimi avversari, Donati un po’ sfortunato in qualche azzardo ma comunque ha costruito con Duboin uno score sicuramente positivo che completa la netta vittoria. E in cima alla classifica, toh, compare un tricolore…