A proposito di Gloria Colombo

Codice FIGB: CLR037
Città: Milano
Famiglia: Vive con il suo adoratissimo cane e, non avendo avuto figli, la sua vita è colmata dall’amore per le quattro pro-nipotine (una quinta in arrivo…). 
Professione: è titolare dell’azienda di famiglia che commercia parti meccaniche (cuscinetti a sfere), azienda che dal 2010 dirige insieme a sua nipote Sabrina. 
Hobby: musica classica, lavoro a maglia, golf… Ama gli animali e i bambini, le piacciono tutti gli sport in generale e ne segue molti, ma la passione su tutte è il tennis e il grande Roger Federer.
Miglior risultato agonistico: Oro al Campionato Europeo a partecipazione libera a Squadre Femminili (Sanremo 2009).

Intervista a Gloria Colombo

Come hai cominciato a giocare a Bridge?
Guardando i miei genitori giocare con gli amici in casa il sabato sera. In famiglia si è sempre giocato a carte, qualsiasi gioco… Poi intorno ai 30 anni ho iniziato a giocare a Bridge con più regolarità e con giocatori di discreto livello. Nonostante mio marito non giocasse a Bridge, ho comunque portato avanti la mia passione seppur più saltuariamente. Il Bridge mi ha sempre aiutata nei momenti più difficili.

Qual è il tuo campione preferito?
Zia Mahmood.

Un tuo pregio e un tuo difetto.
Generosa/disponibile – impulsiva/lunatica.

Racconta l’esperienza della Selezione…
Con Mietta avevamo partecipato alla Selezione a coppie due anni fa, mancando la qualificazione per gli Europei veramente per poco, siamo sempre state al secondo posto e un incontro “maledetto” ci ha fatto piazzare quarte… utile esperienza comunque. Volevamo partecipare anche a questa Selezione, ma difficile trovare squadra adatta al nostro carattere. Siamo due persone che prediligono, ma soprattutto necessitano, armonia di squadra per rendere al meglio, quindi il campo delle compagne si andava restringendo, alcune peraltro erano già occupate. Abbiamo saputo che le “Moniche” erano libere e Debora con cui sono in amicizia da anni era sola. Da qui ho fatto partire il tutto, sono persona carica di entusiasmo e spesso questa dote mi permette di coinvolgere gli altri con la mia carica. Questa squadra è partita con il piede giusto perché in armonia, poche polemiche, nessuno si aspettava niente… testa sul tavolo ed anche sotto di 76 imp dopo 2 turni ci siamo sempre sentite unite e forti.

Ti aspettavi di vincere la Selezione?
No, il primo ostacolo sapevamo essere durissimo, praticamente la Nazionale in carica. Inoltre per i primi due giorni dovevamo giocare in quattro, quindi lo stress sarebbe stato altissimo. Diciamo che l’inaspettata vittoria in semifinale ci ha reso più positivo l’approccio alla finale.

Quando hai capito che ce l’avevi fatta?
Solo a metà circa dell’ultimo incontro. Ero in rama con la febbre e la nausea e quasi non credevo ai miei occhi (“forse ho le allucinazioni…” mi son detta)!

A tuo parere quali elementi hanno portato la tua squadra alla vittoria?
Costanza di rendimento, armonia, compagne instancabili e sempre positive.

Cosa pensi della formula della Selezione? Meglio a coppie o a squadre?
Alla luce di quanto successo, per come era formulata la Selezione precedente a coppie, meglio lo squadre. Ritengo che la Selezione a coppie di 2 anni fa fosse veramente mal impostata soprattutto con l’assenza dell’ottava coppia alla finale i risultati sono stati spesso stravolti. Alla luce invece di quanto ho visto fare in Francia, meglio a coppie.

Da quanto tempo giochi con la tua compagna?
Da 12 anni. Ci conoscevamo di vista, nel 2006 eravamo senza compagna e ci siamo incontrate. Quell’anno abbiamo vinto la medaglia d’oro nel Coppie Femminile. Poi sempre insieme, nei momenti difficili e non, mai una polemica. Abbiamo fatto tante cose insieme anche all’estero abbiamo raggiunto i quarti ai mondiali di Philadelphia e agli Europei di Poznan.

Come vi siete allenate finora?
Quando possiamo giochiamo in torneo a Varese o Milano, la mia compagna non ama tanto BBO, ma occasioni per tornei e campionati non mancano. Abbiamo sempre discusso del sistema e delle cose da migliorare, cercando di non rivoluzionare le convenzioni e le situazioni che più si addicono al nostro stile di gioco.

Cambierà qualcosa nel vostro programma di allenamento ora che sapete di rappresentare l’Italia?
Sicuramente sì. Appena rientra Mietta dalla sua vacanza, ci si allenerà con più frequenza, approfittando soprattutto della disponibilità del nostro coach che sommergeremo di domande.

Come è andata la trasferta a Parigi?
Bellissima esperienza nonostante lo scarso risultato della nostra coppia, forse è successo tutto molto in fretta ed è stato difficile ritrovare la solita concentrazione. I francesi hanno organizzato questa intensa trasferta molto bene. La loro Nazionale è messa a dura prova: 3 week end a botte di 144 mani per fine settimana, dove devi sempre giocare senza sosta contro le tante nazionali: Svedese, Turca, Italiana, Polacca, Danese e Inglese… Ve lo immaginate lo stress per le 6 coppie con in palio la maglia “blu” !!! Alla fine c’è una classifica per coppia che garantisce alle prime 3 il posto in Nazionale.

Quali sensazioni provi all’idea di dover rappresentare l’Italia ai Campionati Europei?
Sono molto onorata ed orgogliosa. Tornando da Parigi in aereo c’era un ragazzo con la maglia Azzurra seduto vicino a me. Ha rappresentato l’Italia in Corea alle recenti Olimpiadi… Con orgoglio gli ho detto che anche io vestivo la maglia Azzurra (mi vengono i brividi solo a ripeterlo!) . Sono anche molto umile però spero di non deludere le aspettative degli appassionati.

Ora che hai raggiunto il traguardo della maglia Azzurra è cambiato il tuo rapporto con il Bridge rispetto a prima?
Non è cambiato niente, sono sempre io, con la mia vita e le mie responsabilità… ora anche il Bridge è una responsabilità 🙂

Qual è il tuo obiettivo per i Campionati Europei?
Penso che per tutte noi il primo obiettivo sia la qualificazioni ai mondiali. Per il resto spero che ci divertiremo e vivremo a pieno questa incredibile esperienza con serietà ed impegno.

Come il Bridge ti ha aiutata nella vita di tutti i giorni?
Il Bridge mi ha aiutato spesso, soprattutto nei momenti difficili della mia vita, quando sono al tavolo dimentico ogni problema ed ogni tristezza.

Con che frequenza giochi a Bridge?
Settimanalmente un paio di volte