Proprio in queste ore si stanno spegnendo i riflettori sull’Hotel Renaissance di Pechino.

La competizione a squadre, un doppio round robin fra le otto formazioni invitate al torneo Hua Yuan Cup – World Women’s Elite (Francia, USA, Beijing Hua Yuan, Cina, Danimarca, Inghilterra, Scozia e Italia), si è conclusa in modo disastroso per la rappresentativa Azzurra, che non è mai riuscita a decollare, finendo la gara all’ultimo posto.

L’Italia aveva guadagnato uno spazio nell’elite delle convocate grazie all’argento a squadre conquistato nell’edizione 2015. La manifestazione è organizzata dalla Federazione Cinese di Bridge (CCBA), che ha offerto alle nostre giocatrici l’ospitalità e l’opportunità di competere in un campo di gara di tale prestigio.

Il podio della gara a squadre

Dopo aver conquistato la medaglia d’oro nella gara a coppie con tre punti percentuale di vantaggio sulle inseguitrici, le giocatrici americane si sono assicurate anche la vittoria a squadre, distaccando di oltre 30 vp le seconde. Nella rappresentativa a stelle e strisce erano schierate Janice Seamon-Molso e Lynn Deas (vincitrici del coppie), Pamela Granovetter, Irina Levitina, Kerri Sanborn e Sylvia Shi.

L’argento è stato vinto dalla rappresentativa francese formata da Benedicte Cronier, Catherine D’Ovidio, Anne-Laure Huberschwiller, Jennifer Mourgues, Catherine Mus e Vanessa Reess.

Sul terzo gradino del podio sono salite le componenti del team Beijing Hua Yuan, squadra di casa: Gu Ling, Sun Ming, Wang Ping, Liu Yan, Lu Yan e Dong Yongling.

La classifica completa:
1 USA 191.88
2 Francia 161.35
3 Beijing Hua Yuan 155.33
4 Cina 135.16
5 Danimarca 130.53
6 Inghilterra 126.73
7 Scozia 117.99
8 Italia 97.53

Il commento del coach Valerio Giubilo

“La prestazione è stata ovviamente al di sotto delle aspettative” ha dichiarato il coach Valerio Giubilo. Le comunicazioni sono più complesse rispetto ai giorni scorsi: nella sede di gara che ormai viene smantellata, la connessione internet va e viene. Giubilo e le sue giocatrici attendono la cerimonia di premiazione, dove a nome proprio e di tutto il Bridge italiano onoreranno le vincitrici.

Al tavolo Margherita Chavarria e Michela Salvato

Ad attendere le nostre c’è, per la verità, anche un interessante premio in denaro. L’Oriente, da questo punto di vista, è il centro di gravità del Bridge mondiale. In Cina il nostro sport della mente è apprezzatissimo (si dice addirittura che alcuni incontri politici di vertice siano preceduti da un informale duplicato distensivo) e ha una diffusione capillare negli istituti scolastici. Attira così sponsorizzazioni di notevole rilievo, che permettono l’organizzazione di eventi con generosissimi montepremi, in grado di attrarre i giocatori più forti del mondo. In questo caso, il montepremi del torneo a coppie ammontava a 50.000 $ e quello del torneo a squadre a 150.000 $, con riconoscimenti garantiti per ogni posizione di classifica.

Il coach entra anche nel merito individuale delle forze Azzurre: “Francamente mi sarei aspettato di più dalle sorelle Martellini, anche alla luce degli ottimi risultati conseguiti recentemente in Italia. Ferlazzo-Manara hanno giocato peggio del solito, ma una prestazione inferiore ai propri standard può capitare ed entrambe restano una sicurezza. Chavarria-Salvato sono state in questo torneo forse la coppia meno ‘zoppicante’. Chavarria ha fatto una buona gara, aveva già giocato in Nazionale più volte in passato e secondo me è un elemento da continuare a schierare.”

Sicuramente, come da tradizione di questa manifestazione, il campo di gara era eccelso. Accettata l’attenuante, viene spontaneo chiedersi cosa non abbia funzionato rispetto al 2015, quando la formazione italiana raggiunse il secondo posto a squadre. “I valori in campo erano notevolissimi, qualcuno dice ancora più elevati rispetto a quelli del 2015. Ad ogni modo, sicuramente la nostra squadra non era altrettanto collaudata: a parte Manara-Ferlazzo, una coppia non aveva mai affrontato una gara internazionale di questo rilievo (Martellini-Martellini) e un’altra (Chavarria-Salvato) era di nuova formazione, con solo Margherita con già consolidata esperienza.” ha dichiarato Valerio, aggiungendo: “non sono pentito delle convocazioni, dobbiamo puntare ai risultati nelle gare sportivamente più importanti, cioè Europei e Mondiali. E’ giusto quindi approfittare di questi tornei per mettere alla prova le giocatrici del gruppo di allenamento.”

Altri premi e classifiche

Per gli amanti delle statistiche, l’organizzazione cinese mette a disposizione una serie di dati più o meno probanti e (sicuramente) curiosi. Dalla classica graduatoria Butler, secondo cui la miglior coppia Azzurra è stata effettivamente Chavarria-Salvato (-0,12), alla coppia che ha segnato più swing (Ferlazzo-Manara rientrano nelle “top 15” del torneo). Sono state anche calcolate la graduatoria di chi ha realizzato più prese a smazzata (“vinta” dalle cinesi Yan-Yan con la media di 6,9 prese a mano), di chi ha centrato più piccoli e grandi slam (Lynn Deas e Janice Seamon-Molson, 83,33%), di chi ha mantenuto più manche a senza atout (en plein per le scozzesi McGowan-McQuaker e ancora un posto nella top 15 per Ferlazzo-Manara, con l’81,8%) e così via. Qui tutti i dettagli: http://www.ccba.org.cn/Tour/TourBigData.aspx?tourid=10746
Non sono invece state ancora annunciate le vincitrici dei premi speciali della critica: “miglior difesa”, “miglior gioco col morto” e “miglior sequenza dichiarativa”.

Straordinaria, come sempre, l’ospitalità della Federazione Cinese. Il 20 Ottobre, giorno del compleanno di Gabriella Manara, il Comitato Organizzatore ha offerto alla giocatrice Azzurra la torta, del buon vino e perfino un regalo. Auguri a Gabriella anche a nome di tutto il Bridge italiano!