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Campionati del Mondo a Squadre: Italia – USA2 (Finale Senior) (5)

da | Set 7, 2017 | 0 commenti

Questo doveva essere il tempo dove veniva segnato il maggior numero di IMP complessivi, l’unico dove una squadra ha superato il muro dei 2 IMP a mano, sebbene il totale sia rimasto entro il limite fatidico: 64 è infatti stato l’ammontare complessivo.

L’inizio non è stato confortante: Mina-Pulga hanno stiracchiato una manche che sarebbe andata in porto se Graves non avesse trovato il ritorno vincente nella terza presa (non troppo difficile), e quando Berkowitz-Sontag, come d’abitudine, ne sono rimasti fuori, hanno segnato 6 IMP.

La storia si è ripetuta nella mano dopo, ma questa volta salire a manche era la cosa giusta da fare, e dato che il dichiarante era in zona il totale netto ci è stato favorevole: abbiamo guadagnato 10 IMP, quindi +4 nelle due operazioni.

Dopo una mano pari, banalissima, abbiamo subito un duro rovescio. Comella-Sabbatini hanno chiamato uno slam esagerato, ma che si poteva fare indovinando la linea di gioco, slam giustamente ignorato nell’altra sala.

Comella ha descritto una 6-4 di rovescio, e poi ci deve essere stata una qualche incomprensione. L’azzurro ha preso l’attacco a fiori, ed ora l’CuoriA avrebbe condotto in porto: successivamente non c’è linea perdente, con le quadri così come sono. Invece, Comella ha mosso quadri per il morto ed ha lasciato correre il Cuori10. Non ho calcolato le chance di questa linea, ma considerate le precarie comunicazioni sono portato a credere – del tutto arbitrariamente – che in realtà quella vincente sia la giocata matematicamente giusta. Totale, -13 al posto del contrario.

Una follia di Berkowitz – non mi viene altro termine – è costata 6 IMP agli americani nel board seguente, e potevano essere ben di più.

Confesso che l’idea di dire 2NT con le carte dell’americano, in misfit ed in quella posizione di zona, non mi avrebbe nemmeno sfiorato, come non ha accarezzato Mina, rapidamente passato. Comella-Sabbatini non hanno trovato il “contro”, e così il -4 di Sontag ha significato un mero -400 al posto del meritato -1100. Di là, Graves ha scritto 170: un po’ troppo, a dire il vero, ma il dichiarante ha brillato, e la difesa ha solo perso un passettino. Vale la pena di seguire il canadese: Nord ha vinto l’attacco a quadri ed è tornato nel colore, con Graves che faceva il sorpasso vincente alla Dama. Est ha incassato anche il Re – sapeva dal conto che sarebbe passato – ed ha mosso una piccola picche. Pulga non aveva visto il ritorno nel colore del compagno, dunque non immaginava che fosse Mina ad avere il singolo, ed è stato basso. Il resto è stato routine: FioriK, FioriA e fiori taglio, poi picche. Sud ha vinto ma la difesa era oramai impotente: Pulga ha continuato nel colore (con il Fante), con Nord che scartava quadri, e Graves ha tagliato e presentato l’ultima fiori tagliando basso. Mina ha surtagliato ma aveva solo cuori, ed il dichiarante non ha certo avuto bisogno della sfera di cristallo per amministrare il finale. Chapeau, anche se non cambiava nulla: +140 avrebbero significato la stessa, identica cifra in IMP. Che gioco crudele, il nostro.

La mano dopo ha prodotto altrettanti IMP per noi, in un modo molto interessante.

Berkowitz doveva essere ancora scosso dal suo eccesso precedente, se ha poi deciso di volare tanto basso, e questo ha fatto sì che Comella scrivesse +110 (il medesimo americano non ha brillato nemmeno in controgioco, scartando il Quadri10 dopo che Ovest ha giocato una quadri per il suo Fante!). Nell’altra sala la competizione è stata quella che ci si aspetterebbe a questo livello, e gli americani, come sempre conservativi, hanno abbandonato a 2Cuori quando 3Quadri erano più che giocabili.

E’ seguito 1 IMP per noi grazie al pericoloso 5Quadri avversario a fronte del nostro 3NT+1 blindato, IMP restituito subito dopo con una presa in più, poi un gran bel colpo di Mina-Pulga, quasi perfetti per tutto l’arco della finale.

Il grande slam è di battuta senza attacco in atout: dieci tagli e tre teste rosse, ovvero sul sorpasso all’FioriA con l’attacco a picche. Becker avrebbe tanto voluto averne una, di picche, ma il Dio del bridge gli aveva assegnato il vuoto. Tredici, facili prese e 11 IMP per noi. In giro per il palazzo solo altre due coppie hanno chiamato il grande slam: i bulgari contro i neozelandesi, e le polacche contro le svedesi, in entrambi i casi dove si lottava per il bronzo (Bermuda Bowl e Venice Cup, rispettivamente).
Sono seguite quattro mani pari, tre delle quali insignificanti, mentre in una di esse va notato come Mina-Pulga abbiano un pochino esagerato nel chiamare 4Picche, cadendo di una presa (ma dovevano essere due), mentre nell’altra sala Berkowitz è andato sotto in 3Picche (correttamente).

Prima che arrivassero altre due mani pari – inutili – per concludere la vicenda del quinto tempo, Comella-Sabbatini hanno avuto un altro, serio infortunio.

Non so dirvi cosa sia andato storto, ma il finale è stato inglorioso: lo slam senza due assi ci è costato 10 IMP a fronte di 4Picche fatte giuste dall’altro lato.

Il grande slam di Mina-Pulga ci aveva portati fino a -4 prima del board 14, mentre dopo di esso il tempo si è concluso 34-30 per noi, per un totale di 140-126 per USA 2. Tutta da giocare.